Legge di bilancio 2026: screening, tutele e misure per pazienti oncologici

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2026

Legge di bilancio 2026: screening, tutele e misure per pazienti oncologici

La manovra approvata a fine dicembre 2025 contiene risorse dedicate agli screening per la diagnosi precoce del cancro, lo screening nutrizionale, che dovrà essere garantito a tutti i pazienti oncologici, e alcune misure per favorire la ricerca sui tumori.

La lotta al cancro “è una priorità assoluta”, come dichiarato dal ministro della salute Orazio Schillaci in occasione del suo intervento al convegno celebrativo dei sessant’anni di attività di Fondazione AIRC. Alcune delle promesse annunciate in quell’occasione dal ministro per migliorare la diagnosi precoce dei tumori e la ricerca oncologica sono state messe nero su bianco, insieme a oltre 200 milioni di euro dedicati, nella legge di bilancio 2026, approvata a fine dicembre 2025. Vediamo le principali misure che potrebbero avere un impatto sui pazienti oncologici e sulle loro famiglie.

Gli investimenti sugli screening per la diagnosi precoce

Puntare sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce dei tumori è fondamentale sia per proteggere la popolazione, sia per tutelare i conti pubblici. Nella manovra sono contenute misure per estendere i programmi di screening mammografico anche per le fasce d’età 45-49 e 70-74 anni e quelli per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto anche ai 70-74 anni. Il provvedimento dovrebbe così far crescere ulteriormente i tassi di guarigione delle 2 forme di cancro più frequenti nel nostro Paese.

Più copertura per RISP e diagnosi precoce del tumore del polmone

La legge di bilancio 2026 prevede anche di favorire l’ampliamento dell’offerta dei programmi di screening oncologici indicati dai Livelli essenziali di assistenza (LEA), i servizi sanitari che lo Stato deve garantire a tutti gratuitamente o a prezzo agevolato. In particolare, l’obiettivo sarà di garantire una più ampia copertura del programma RISP, lo screening sperimentale per valutare l’efficacia della TC torace per la diagnosi precoce del tumore del polmone in persone a rischio (forti fumatori ed ex forti fumatori). In Italia, il tumore del polmone è il terzo più frequente (44.800 le diagnosi stimate per il 2025) e la prima causa di morte oncologica (35.700 i decessi nel 2022, secondo le stime più recenti, aggiornate stimati al 2022). Le possibilità di cura di questa patologia sono migliorate negli ultimi anni, soprattutto grazie a terapie mirate e all’immunoterapia. Tuttavia, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi resta limitato, attorno al 20%. È invece in crescita la spesa legata all’assistenza, proprio a causa dell’introduzione dei nuovi farmaci, più costosi, e al miglioramento nella sopravvivenza, che allunga i periodi di cura dei pazienti.

Resta fondamentale l’impegno sul fronte della prevenzione primaria, che vede protagonista anche Fondazione AIRC con una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per contrastare il tabagismo in Italia.

Nuovi programmi di screening nutrizionale per pazienti oncologici

Parte dei 238 milioni stanziati per queste misure di salute pubblica sarà destinata all’avvio di programmi per la valutazione del profilo nutrizionale dei pazienti oncologici. L’obiettivo è rendere uniforme un’indagine finora effettuata a macchia di leopardo, nonostante l’impatto acclarato della malnutrizione sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita dei malati di cancro. Lo screening nutrizionale “è in piena linea con le linee guida AIOM e con le iniziative recenti adottate da alcune Regioni” ha affermato Paolo Pedrazzoli, direttore della struttura complessa di oncologia medica dell’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, che ha coordinato le linee guida sul supporto nutrizionale nel paziente in terapia attiva.

In quali Regioni è già attivo il supporto nutrizionale

Lo screening è finora effettuato in Campania, in Sicilia e in Lombardia. Quest’ultima Regione, in particolare, ha reso obbligatorio lo screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati negli ospedali pubblici e privati convenzionati, introducendo una decurtazione del 20% dei rimborsi da parte del Servizio sanitario regionale alle strutture sanitarie in caso di mancata effettuazione o di documentazione inadeguata. “Oltre allo screening, auspichiamo che l’accesso alla supplementazione orale con alimenti a fini medici speciali diventi uniforme su tutto il territorio nazionale, in quanto in grado di migliorare i risultati clinici a fronte di una spesa esigua” ha concluso Pedrazzoli.

Fondo per l’accesso ai test genomici nel tumore al seno avanzato

Tra le misure più significative per i pazienti oncologici c’è l’istituzione di un fondo per garantire l’accesso ai test genomici in casi specifici. Più precisamente, il Ministero della salute garantirà le risorse necessarie affinché l’accesso ai test venga esteso a pazienti con un tumore al seno avanzato o metastatico. A differenza di quanto accade negli stadi più precoci, nella malattia avanzata o metastatica i test genomici (di tipo NGS) servono soprattutto a identificare alterazioni molecolari che sono potenziale bersaglio di farmaci specifici. L’obiettivo, in questo caso, è selezionare il trattamento più adatto a ogni paziente, tra cui, per esempio, gli inibitori di PI3K, i PARP-inibitori e gli anticorpi-farmaco coniugati. O, in alternativa, valutare l’accesso a studi clinici. In simili situazioni può anche essere utile ripetere nel tempo il test genomico, dal momento che il profilo molecolare del tumore può evolvere sotto la pressione terapeutica.

Tutele per lavoratori, caregiver e assistenza oncologica nella legge di bilancio 2026

A gennaio 2026 è anche entrata in vigore la legge 106, che potenzia le tutele per lavoratori pubblici e privati con malattie oncologiche, croniche o invalidanti. In parallelo, nella legge di bilancio è stata prevista una copertura finanziaria per riconoscere e ampliare i diritti e le tutele dei caregiver di pazienti con disabilità. La dotazione prevista è di soli 1,15 milioni di euro per il 2026, aumentati però dal 2027 a 207 milioni di euro annui, per coprire interventi finalizzati a riconoscere socialmente ed economicamente il valore di tale figura. Sono inoltre previste diverse misure a tutela di chi vive l’esperienza della malattia a stretto contatto con i pazienti oncologici: dal riconoscimento formale della figura del caregiver a un sostegno economico per nuclei familiari con reddito e ISEE bassi (fino a 400 euro al mese), dall’inserimento dei caregiver nel Progetto di vita e nel Piano assistenziale individualizzato (PAI) della persona assistita al coordinamento delle misure statali e regionali (per uniformare le tutele e evitare sprechi o disparità tra territori). Occorrerà però attendere qualche mese per il completamento dell’iter parlamentare del disegno di legge 134, già approvato dal Consiglio dei ministri.

Fondo per i bambini e riforma degli IRCCS

Da segnalare anche l’incremento di 2 milioni annui delle risorse del fondo per l’assistenza ai bambini affetti da malattie oncologiche. Inoltre, con la legge di bilancio 2026 si avvia anche un progetto per creare una rete di cui faranno parte anche i policlinici universitari. Delle 54 strutture coinvolte dal provvedimento, 12 sono di natura prettamente oncologica e più della metà dei restanti IRCCS assicura attività nell’ambito della cura dei tumori nell’ambito di una offerta più eterogenea.

Referenza

FAQ - Legge di bilancio 2026 e oncologia

Quali programmi di screening oncologici vengono potenziati dalla legge di bilancio 2026?

La legge di bilancio 2026 prevede l’estensione degli screening mammografici alle fasce d’età 45-49 e 70-74 anni e l’ampliamento dello screening per il tumore del colon-retto fino ai 70-74 anni.

Cosa prevede la legge di bilancio 2026 per lo screening del tumore del polmone?

La manovra favorisce una più ampia copertura del programma RISP, uno screening sperimentale basato sulla TC torace, rivolto a persone a rischio come forti fumatori ed ex fumatori, per la diagnosi precoce del tumore del polmone.

In cosa consiste lo screening nutrizionale per i pazienti oncologici?

Lo screening nutrizionale serve a valutare il profilo nutrizionale dei pazienti oncologici, con l’obiettivo di prevenire e trattare la malnutrizione, che può influire negativamente sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita.

Lo screening nutrizionale è già attivo in tutte le Regioni?

No, attualmente lo screening nutrizionale è attivo soltanto in alcune Regioni, tra cui Campania, Sicilia e Lombardia. In Lombardia è obbligatorio per tutti i pazienti ricoverati, con specifiche sanzioni per le strutture che non lo applicano correttamente.

Chi potrà accedere ai test genomici finanziati dalla legge di bilancio 2026?

Le risorse previste sono destinate in particolare ai pazienti con tumore al seno in fase avanzata o metastatica, per consentire l’accesso ai test genomici di tipo NGS utili a individuare terapie mirate o l’inserimento in studi clinici.

Quali nuove tutele sono previste per lavoratori malati e caregiver?

La legge di bilancio 2026 rafforza le tutele per i lavoratori con malattie oncologiche, croniche o invalidanti e prevede risorse dedicate al riconoscimento e al sostegno dei caregiver, inclusi contributi economici e l’inserimento nei percorsi assistenziali.

Quale misura introduce la legge di bilancio 2026 per l’assistenza ai bambini con malattie oncologiche?

La legge di bilancio 2026 aumenta di 2 milioni di euro all’anno le risorse del fondo per l’assistenza ai bambini affetti da malattie oncologiche.

Cosa prevede la legge di bilancio 2026 per gli IRCCS e quali strutture coinvolge?

La legge di bilancio 2026 avvia un progetto di rete che include anche i policlinici universitari. Le strutture coinvolte sono 54: 12 sono prettamente oncologiche e più della metà dei restanti IRCCS svolge attività di cura dei tumori nell’ambito di un’offerta più eterogenea.

  • Fabio Di Todaro

    Laureato in scienze biologiche (indirizzo biologia della nutrizione), è giornalista professionista dal 2010. Dopo aver lavorato nella redazione di Altroconsumo e in seguito a una lunga esperienza in Fondazione Umberto Veronesi, ha vinto il concorso nazionale bandito dalla Rai e lavorato per un anno nella redazione della Tgr Basilicata. La passione per il giornalismo medico-scientifico lo ha riportato però alle origini: attualmente è giornalista medico-scientifico della rivista specializzata AboutPharma e collaboratore di Fondazione AIRC. Per oltre dieci anni ha collaborato con i quotidiani La Gazzetta del Mezzogiorno, La Stampa e La Repubblica. È membro dell'Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione (Unamsi) e dell’associazione Science Writers in Italy (Swim).