Cancro: i miti da sfatare

Circolano molte false informazioni sul cancro: se alcune di esse possono essere innocue, altre incidono negativamente sui comportamenti delle persone. Ecco qualche chiarimento.

Nessuna malattia come il cancro è oggetto di miti e credenze, superstizioni e informazioni falsate. Questo perché per molti anni su questo tema l'informazione per il grande pubblico ha preferito sorvolare, dato che l'argomento suscitava timore. E così dietro espressioni come 'malattia grave', 'male incurabile' eccetera si è creato un mondo di disinformazione, di convinzioni sbagliate e talvolta anche potenzialmente pericolose per la salute dell'inviduo, perché non si mettono in atto, nella vita di tutti i giorni, i comportamenti più utili a prevenire questa malattia.

"Alcuni anni fa l'American Cancer Society ha commissionato un sondaggio su alcune false credenze in materia di cancro per vedere quanto fossero diffuse" spiega Paolo Vineis, epidemiologo dell'Università di Torino che insegna anche epidemiologia ambientale all'Imperial College di Londra. "I risultati sono sconcertanti: un intervistato su quattro pensa che non è necessario modificare il proprio stile di vita in età giovanile per prevenire la malattia, tre persone su dieci sono convinte che i cellulari facciano venire il cancro (anche se si tratta di un argomento ancora molto controverso e oggetto di studio, per il quale non vi sono prove scientifiche definitive)".

Le credenze errate possono anche portare gli individui a comportarsi in modo negativo per la salute: per esempio la convinzione che operare un cancro può portare alla disseminazione delle cellule maligne, o che la radioterapia sia più pericolosa della malattia stessa possono indurre la persona a rifiutare cure che costituiscono invece la sua possibilità di salvezza. L'American Cancer Society segnala anche che il 28% degli intervistati è convinto che esista già una cura definitiva per il cancro, ma che per qualche ragione viene tenuta nascosta. È la cosiddetta 'teoria del complotto', che nasce ovviamente dalla inconscia difficoltà ad accettare che non vi possa essere un rimedio unico e definitivo contro una malattia ancora troppo spesso mortale, ma è quasi inutile dire che non ha alcun fondamento."

È però una teoria pericolosa, perché apre le porte ai ciarlatani, agli individui che si spacciano per scienziati incompresi e che sostengono di avere la soluzione al problema. Così i malati si affidano a loro invece di ricorrere a terapie di provata efficacia. Tutto ciò dipende in gran parte dalla mancanza di una cultura scientifica nella popolazione" continua Vineis. "Bisogna invece insistere con questo messaggio; solo la ricerca scientifica può contribuire a dare risposte ai dubbi degli individui, e quando le risposte non sono certe, ma solo ragionevolmente vere, è perché la ricerca deve procedere per successive approssimazioni. Le nozioni che acquisiamo ogni giorno grazie al lavoro dei ricercatori servono proprio a diradare le incertezze e a fornirci solide basi per scegliere la migliore cura possibile o il giusto comportamento".

Si dice che...

La maggior parte delle persone che hanno un cancro ha un familiare malato

FALSO, la maggior parte dei tumori non è ereditaria. Solo una percentuale compresa tra il 5 e l'8 per cento è ereditaria. La confusione nasce dal fatto che si dice spesso che il cancro è una 'malattia genetica'. Una malattia dei geni, però, non è una malattia ereditaria: i geni possono infatti mutare in età adulta, oltre che essere ereditati in una determinata forma dai genitori.

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Dopo anni che si fuma, smettere è inutile

FALSO, perché gli studi dimostrano che benché il rischio non si azzeri del tutto, le probabilità di ammalarsi si riducono quando si smette di fumare. Ogni sigaretta in più aumenta il rischio, quindi in qualsiasi momento una persona decida di smettere di fumare, ne avrà comunque un guadagno.

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Fare esercizio fisico previene il cancro

VERO, alcuni tipi di cancro sono sensibili agli effetti del movimento, che ne riduce l'incidenza: la relazione diretta è stata dimostrata per il cancro del colon, dell'endometrio e del seno. Anche se il meccanismo per cui l'attività fisica esercita un'azione anticancro non è ancora del tutto chiaro per gli altri tumori, chi fa sport si ammala meno di chi conduce una vita sedentaria perché il movimento induce l'organismo a produrre sostanze protettive. Non si sa neanche a che età è meglio cominciare, ma questo vale solo per il cancro: l'esercizio, infatti, è utile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e per evitare l'osteoporosi. Per questi obiettivi, prima si comincia meglio è.

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Ciò che uno fa da giovane ha un impatto limitato sul rischio di ammalarsi di cancro in età avanzata

FALSO, poiché molte delle abitudini di vita acquisite durante l'infanzia o l'adolescenza hanno un forte impatto sul rischio di ammmalarsi di cancro anche da anziani. Basta pensare all'importanza dell'alimentazione corretta o al fumo (abitudine spesso acquisita nell'adolescenza). Si può sempre correggere un comportamento errato, ma non acquisirlo per niente è comunque la migliore strategia di prevenzione. In questo campo giocano un ruolo fondamentale gli educatori (genitori, insegnanti) che devono essere di esempio: è inutile insistere con un adolescente perché non fumi, se i genitori 'bruciano' un pacchetto di sigarette al giorno.

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Cucinare con il microonde provoca tumori

FALSO, non c'è alcuna relazione tra questi due fattori. I forni a microonde, come peraltro le radio, emettono campi elettromagnetici a radiofrequenza. Sono stati svolti diversi studi in merito, e si è verificato che non ci sono rischi per la salute. Peraltro, i microonde sono schermati: solo gli apparecchi molto vecchi, deteriorati o con la porta che non chiude bene potrebbero essere potenzialmente pericolosi (perché scaldano i tessuti), ma solo se si sosta a lungo nelle loro vicinanze mentre sono in funzione.

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I tralicci dell'alta tensione provocano tumori infantili

NÉ VERO NÉ FALSO, non c'è certezza scientifica in materia, anche se nel giugno 1998 il National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS, l'ente statunitense che studia la relazione tra salute e ambiente) ha convocato un gruppo di lavoro internazionale per una revisione critica dei risultati della ricerca. Il gruppo di lavoro, usando i criteri stabiliti dall´Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC), ha concluso che i campi elettromagnetici a bassa frequenza, che sono quelli generati dalle linee elettriche, debbano essere considerati come un 'possibile cancerogeno per l´uomo'. 'Possibile cancerogeno per l'uomo' è la più bassa delle tre categorie ('cancerogeno per l'uomo', 'probabilmente cancerogeno per l'uomo', 'possibilmente cancerogeno per l'uomo') usate dalla IARC per classificare le prove scientifiche relative ad agenti ambientali. La IARC ha due ulteriori classificazioni: 'non classificabile' e 'probabilmente non cancerogeno per l'uomo', ma il gruppo di lavoro del NIEHS ha ritenuto che vi fossero abbastanza prove per escluderle. 'Possibile cancerogeno per l'uomo' è una classificazione usata per definire un agente per il quale esista una limitata prova di cancerogenicità nell'uomo e una prova meno che sufficiente negli animali da esperimento. La classificazione è basata sulla solidità delle prove scientifiche disponibili, non su quanto elevato sia il rischio. Dal 1998 la situazione non si è ancora chiarita. Recenti studi effettuati in Corea e in Germania sull'esposizione a ripetitori radiotelevisivi non confermano un eccesso di leucemie infantili.

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I colpi e i traumi possono provocare il cancro

FALSO, si tratta di una credenza antica, che ha avuto qualche successo anche tra i medici all'inizio del '900. Probabilmente è vero il contrario: un tumore può rendere una parte del corpo vulnerabile agli incidenti (per esempio un tumore osseo). Talvolta proprio grazie a una visita medica casuale per curare un piccolo trauma si notano rigonfiamenti sospetti. Le persone prestano più attenzione a una parte del corpo dolorante: il colpo non fa venire il tumore, fa scoprire un tumore che già c'era.

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Per il cancro al polmone, è più rischioso vivere in una grande città che fumare

FALSO, l'inquinamento atmosferico provoca molte malattie polmonari (asma, bronchiti croniche), incluso il cancro del polmone, ma i tumori dovuti al fumo di sigarette sono molto piu' numerosi di quelli dovuti all'inquinamento. L'inquinamento aumenta l'infiammazione polmonare, che può favorire un tumore nelle persone già predisposte. Tra queste ci sono ovviamente i fumatori, che sommano l ' effetto cancerogeno della sigaretta all'effetto negativo dell'infiammazione stessa.

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Oggi ci si ammala di cancro più di un tempo

NÉ VERO NÉ FALSO, perché se alcuni tipi di tumore, come quello al polmone nelle donne, sono in crescita, altri, come quello del collo dell'utero o dello stomaco sono diminuiti. Numericamente ci sono più tumori ma ciò è dovuto al fatto che è aumentata l'età media della popolazione e che di cancro ci si ammala soprattutto in età avanzata. Inoltre il miglioramento delle capacità diagnostiche consente di trovare più tumori, che quindi risultano più frequenti di un tempo, in compenso si muore di meno.

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Grigliare la carne produce sostanze cancerogene

VERO, anche se la dimostrazione è stata ottenuta sugli animali. D'altro canto esiste un rischio quantificabile solo se si mangia carne grigliata (e soprattutto carne cotta al barbecue con carbonella) con una frequenza almeno giornaliera. D'altro canto le altre modalità di cottura (stufati, fritti) contengono generalmente più grassi, e quindi sono nocive per la salute del cuore e dei vasi. La strategia più corretta è quella di gustare raramente la grigliata, ma di farlo in tranquillità, evitando magari di consumare le parti grasse bruciate, che sono quelle pericolose.

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Intervenire chirurgicamente per asportare un cancro può favorirne la diffusione

FALSO, si tratta di una falsa convinzione che data dell'inizio del '900, quando molti interventi per asportare tumori erano fatti quando in realtà il paziente aveva già delle metastasi. Il fatto che poco dopo l'operazione si presentasse un nuovo tumore in un altro organo ha dato origine a questa credenza. Inoltre è effettivamente possibile che, asportando solo parzialmente un tumore, alcune cellule rimaste in sito possano dar luogo a metastasi, ma questa evenienza è diventata rara con lo sviluppo delle tecniche chirurgiche moderne e soprattutto degli strumenti diagnostici come la PET, che sono in grado di individuare anche tumori di poche cellule. Inoltre, per eliminare le cellule 'sfuggite', oggi si dispone della radioterapia.

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La radioterapia può provocare il cancro

VERO, però la frequenza con cui ciò accade è molto inferiore al rischio di morire per un tumore già esistente non sufficientemente curato. La radioterapia, che consiste nell'emettere raggi X verso le cellule tumorali al fine di distruggerle, può favorire anche le mutazioni genetiche nelle cellule sane. La maggior parte di questi danni al DNA viene riparata dalle cellule stesse nel giro di poco tempo. Come per molte pratiche mediche, si valuta l'opportunità di ricorrere a una certa cura alla luce dell'equilibrio tra rischi e benefici e non vi sono dubbi che, quando un medico suggerisce una radioterapia, i benefici sono di gran lunga superiori ai potenziali rischi.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento mercoledì 1 giugno 2011.

Autore: Daniela Ovadia

Articolo conforme ai principi HONCode

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