È possibile distinguere una terapia seria da una non scientifica o, peggio, truffaldina?

Sì, è possibile distinguere tra informazioni con basi scientifiche, che vale la pena di approfondire, e altre prive di fondamento. In ogni caso è necessario discutere con il proprio medico l'attendibilità delle cure proposte.

Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2018

Tempo di lettura: 6 minuti

Circolano molte informazioni su come si possono prevenire o curare le malattie: in TV, sui giornali o nel passaparola con i conoscenti. Alcune di queste informazioni sono corrette, molte sono parziali, distorte o semplicemente sbagliate. Come facciamo a sapere quali sono corrette e quali no? Come valutare, per esempio, le storie di guarigione di cui Internet è pieno? Come distinguere ciò che fa bene davvero da un falso ben architettato? O il probabile dall'incerto?

Alcuni consigli utili provengono da una guida realizzata da un'associazione benefica inglese, Sense About Science, da anni impegnata ad aiutare le persone a capire meglio la scienza. Ecco alcuni degli elementi sui quali Sense about Science consiglia di basare il proprio giudizio in materia di terapie.

Il trattamento è disponibile solo su Internet e non è prescrivibile da un medico


Se è così, è il caso di insospettirsi. I siti presentano spesso delle presunte terapie, avvalorate da ricerche fasulle che sono presentate come dati di sperimentazioni cliniche. Grafici e documenti sono costruiti ad arte per convincere la gente, ma a uno sguardo più attento ci si accorge però che spesso si tratta di storie basate solo su racconti di presunti malati e di una tattica di marketing travestita da prova scientifica. Spesso, infatti, le dichiarazioni di efficacia vengono accompagnate dal racconto di pazienti che si prestano a fare da testimonial.

Ci sono molte testimonianze di pazienti che dicono di essere migliorati o guariti


Come distinguere il paziente che lo fa in buona fede, con l'intento di aiutare chi è nella sua stessa situazione, da quello falso o manipolato? È difficile dare una risposta, ma il consiglio è di usare gli strumenti della scienza: più che valutare l'attendibilità del singolo, bisogna valutare la terapia proposta secondo criteri di scientificità. In alcuni casi si tratta di pazienti inventati, ma non sempre è così. È bene sapere che è capitato, e continua a capitare, che ai malati che accettano di pagare per pseudo-terapie spesso molto costose vengano offerti sconti in cambio di una testimonianza positiva. O possono essere incentivati a reclutare altri malati. L'uso di queste tecniche rende del tutto inaffidabili i consigli che i malati sono spinti a offrire. In sostanza, non si tratta più di testimonianze, ma di spot pubblicitari. Inoltre c'è sempre il rischio che il testimonial sia in buona fede, ma la sua storia non dimostri l'efficacia della terapia, perché i miglioramenti possono essere legati ad altri fattori, che solo una sperimentazione clinica controllata può evidenziare.

La notizia è stata pubblicata da un giornale, non sulla rete


Ovviamente internet non rappresenta la sola fonte di informazioni distorte e anche i mass media tradizionali cadono spesso nell'errore di dare spazio e credibilità a chi non la merita, partendo dal presupposto sbagliato che dà il titolo alla guida di Sense About Science: Non ho nulla da perdere a provarlo. In realtà i trattamenti truffaldini e la loro diffusione fanno perdere tutti tranne chi le promuove e ci lucra (spesso in modi subdoli e non sempre evidenti).

L'articolo o la fonte parlano malissimo di un trattamento proposto dalla maggior parte dei medici


Abbiamo detto che bisogna diffidare di chi vede tutto positivo, ma anche del contrario, cioè di chi esaspera gli effetti collaterali o i rischi associati ai farmaci prescritti dai medici. Quando un articolo fa un'affermazione del tipo "un farmaco per l'osteoporosi può raddoppiare il rischio di cancro", occorre cercare tutte le informazioni che sono necessarie non solo a verificare se è vero, ma anche a capire il significato di un simile raddoppio di rischio. Se si tratta per esempio di un rischio molto piccolo, questo continua a restare molto piccolo anche se raddoppia, come pure un rischio già significativo se raddoppia diventa solo più preoccupante. In altre parole quando si leggono queste affermazioni bisogna conoscere il rischio di partenza.

Nell'articolo si citano come fonti altri articoli giornalistici


Gli esperti invitano a prendere con estrema cautela giornali e siti web a sostegno delle proprie affermazioni citano altre cronache giornalistiche anziché studi pubblicati su riviste scientifiche. Di solito significa che non sono in possesso di prove attendibili, a differenza degli articoli su riviste scientifiche che usano il cosiddetto metodo del peer-review, ovvero la valutazione da parte di esperti, per scegliere che cosa pubblicare.

I rischi potenziali

Fare ricorso a una terapia di non provata efficacia è pericoloso e va detto in modo chiaro e senza ambiguità. Oltre al costo, che può essere alto o modesto, occorre sempre considerare i molti altri costi cui si va incontro assumendo cure inefficaci.

Alle volte ci si dimentica che anche i trattamenti alternativi, spesso presentati come naturali, sono potenzialmente nocivi, e possono interferire con i farmaci: è il caso di molti estratti di erboristeria. Un altro rischio frequente è interrompere le cure "ufficiali", perché non del tutto soddisfacenti, andando incontro a un peggioramento, potenzialmente grave.

 

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Consigli pratici

Una fonte giornalistica affidabile di solito cita la rivista scientifica su cui è stata pubblicata la ricerca che ha portato allo sviluppo di un metodo diagnostico, una terapia o altri tipi di conoscenza su una malattia. Gli studi pubblicati sulle riviste scientifiche, infatti, hanno superato il vaglio della cosiddetta peer-review, ovvero di revisori indipendenti con una grande competenza nel campo. I revisori valutano se i risultati sono validi, significativi e originali, considerano tutti i dettagli dello studio e verificano se i dati raccolti giustificano le conclusioni dei ricercatori.

Poiché anche un piccolo errore può essere determinante, ogni medico scrupoloso che vuole essere sicuro di aver trovato per i propri pazienti un rimedio efficace e tollerabile affida le proprie ricerche a questa verifica incrociata. La verifica è affidata a colleghi che conoscono la materia almeno quanto lui, sapendo bene, come ricorda la guida, che "i sintomi di molte patologie sono instabili, come i dolori dell'artrite, che vanno e vengono e che a fasi di peggioramento seguiranno molto probabilmente periodi di normalità - che possono essere scambiati per un miglioramento. Col tempo si può anche migliorare o recuperare da molte patologie. Ciò potrebbe verificarsi in contemporanea con l'assunzione di un particolare cibo o trattamento".

Sono quindi cinque gli aspetti fondamentali su cui occorre chiarirsi le idee:

  1. I risultati sono frutto di una ricerca indipendente e sono stati verificati?
  2. Lo studio è stato pubblicato su una rivista scientifica?
  3. Cosa dicono gli altri esperti del settore?
  4. È stata fatta una sperimentazione clinica?
  5. Il trattamento è autorizzato? Per quale indicazione terapeutica?

 

Attenzione ai familiari

Spesso familiari e amici, nel tentativo di essere d'aiuto, incoraggiano a provare tutto ciò che sembra offrire sollievo o speranza, senza domandarsi prima se si tratta di una terapia che funziona ed è sufficientemente sicura. In questo modo, senza volerlo, finiscono per esercitare su chi è già provato dalla malattia una pressione eccessiva e mal posta, anche se in buona fede.

La guida di “Sense About Science” ha raccolto le opinioni di chi si è trovato da malato in questa situazione. Ecco i loro consigli:

  • Non sentitevi obbligati a provare qualcosa. Anche quando le persone intorno a voi hanno buone intenzioni, dite loro che per voi è importante avere delle prove.
  • Affrontate i nuovi trattamenti con occhio critico, specialmente se state per spendere dei soldi.
  • Sospettate dei siti web che abbagliano con informazioni pseudo scientifiche.
  • Diffidate di ogni trattamento propagandato come cura miracolosa: se sembra troppo bello per essere vero... probabilmente è perché non è vero.

Per saperne di più

  • Autori:

    Agenzia Zoe