5 cose da sapere sulla prevenzione del tumore del colon-retto

Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2026

5 cose da sapere sulla prevenzione del tumore del colon-retto

Il tumore del colon-retto è il terzo più comune al mondo, ma è anche tra le neoplasie più facilmente prevenibili.

Il cancro del colon-retto è tra i tumori più diffusi al mondo: è terzo per incidenza, dopo il cancro del seno e quello del polmone. Come per molti altri tipi di neoplasie, ad aumentare il rischio oncologico non sono soltanto abitudini e scelte individuali, ma anche fattori ambientali, genetici, familiari e persino casuali. Tuttavia, come riporta il World Cancer Research Fund, seguire le raccomandazioni per la prevenzione può aiutare a evitare quasi 1 caso di tumore del colon-retto su 2. Ed è anche grazie a queste indicazioni, oltre che ai programmi di screening per la diagnosi precoce e ai progressi della ricerca scientifica, se la mortalità per questo tipo di neoplasia è in diminuzione.

In occasione del mese per la prevenzione del tumore del colon-retto, vediamo 5 punti importanti da ricordare per ridurre il rischio di svilupparlo.

1. Alimentazione e tumore del colon-retto: perché le fibre aiutano nella prevenzione

Uno dei più importanti alleati per la prevenzione del tumore del colon-retto è un’alimentazione ricca di verdura, frutta, cereali integrali e legumi. Questi alimenti contengono notevoli quantità di vitamine e minerali, elementi necessari per il funzionamento e il benessere dell’organismo. Inoltre, contengono molta fibra, un tipo di carboidrato poco digeribile per noi che aiuta a prevenire il cancro del colon e altre malattie croniche per diversi motivi:

  • dà senso di sazietà e quindi aiuta a mantenere un peso salutare;
  • nutre i “microrganismi buoni” presenti nell’intestino;
  • agevola il transito intestinale, riducendo il tempo di contatto di elementi possibilmente dannosi con le pareti del colon;
  • aiuta a tenere sotto controllo la resistenza all’insulina, l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue.

Secondo le linee guida della Società italiana di nutrizione umana (SINU), la quantità di fibra alimentare raccomandata per gli adulti è di almeno 25-30 grammi al giorno. Per raggiungere tale dosaggio è consigliato per esempio mangiare verdura a ogni pasto, meglio se fresca e di stagione, preferire i cereali integrali a quelli raffinati, scegliere frutta secca (massimo 30 grammi al giorno) e frutta fresca per gli spuntini.

2. Carne rossa, cibi ultraprocessati e dolci: come limitarli per ridurre il rischio di tumore del colon

Un consumo elevato di carne rossa, carni lavorate e alimenti ultraprocessati è associato a un aumento del rischio di cancro del colon-retto. Le carni, sia rosse sia lavorate, possono infatti contenere cancerogeni che si liberano per esempio in cottura, nei processi di preparazione e nel metabolismo digestivo. I cibi ultraprocessati contengono invece molti grassi saturi, zuccheri, additivi, sale e altre sostanze poco salutari, mentre sono poveri di vitamine e altri elementi importanti. La raccomandazione del World Cancer Research Fund è dunque di non superare i 350-500 grammi di carne rossa a settimana, e di evitare o limitare al massimo quella processata, i salumi e gli alimenti ultraprocessati.

L’ideale è alternare tutte le fonti proteiche nel corso della settimana, assumendo almeno 3 volte il pesce e prediligendo fonti di grassi insaturi quali l’olio extravergine di oliva, come nella dieta mediterranea. Bene, invece, l’inclusione dei latticini (senza superare 3 porzioni al giorno): nonostante le voci che suggeriscono che siano cancerogeni, hanno invece un effetto protettivo contro il tumore del colon-retto, forse in virtù dell’elevato contenuto di calcio o del fatto che promuovono un microbiota ricco e vario, oltre alla motilità intestinale.

Da ridurre sono anche i dolci. I carboidrati, anche quelli semplici come gli zuccheri, sono necessari per il funzionamento dell’organismo, poiché forniscono energia. Tuttavia, troppi zuccheri (secondo l’OMS, oltre 50 grammi al giorno per un adulto) aumentano il rischio di insorgenza di tumori, principalmente perché favoriscono il sovrappeso e l’obesità, due noti fattori di rischio per il cancro.

3. Alcol e tumore del colon-retto: anche piccole quantità hanno un impatto

L’assunzione anche di dosi minime di alcol favorisce l’insorgenza di diversi tipi di tumore, incluso quello del colon-retto. Questo accade per diversi motivi, tra cui il fatto che, a livello del colon, l’alcol viene convertito in acetaldeide, una sostanza notoriamente cancerogena. Inoltre, l’etanolo irrita le mucose del tratto digerente, impedendo la riparazione delle cellule danneggiate.

È molto importante bere invece molta acqua, almeno 6-8 bicchieri al giorno, perché favorisce la digestione e l’azione delle fibre. Sembra inoltre che il caffè possa avere un effetto protettivo contro il tumore del colon.

4. Peso sano e attività fisica favoriscono la prevenzione del tumore del colon-retto

Sovrappeso, obesità e scarsa attività fisica aumentano significativamente il rischio di tumore del colon-retto. In effetti, fare movimento è considerato uno dei comportamenti più efficaci per ridurre il rischio di numerose malattie, tra cui diverse forme di cancro. Ma non serve essere sportivi agonisti. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda per gli adulti tra le 2,5 e le 5 ore di attività fisica moderata o tra 1 e 2,5 ore di attività fisica intensa a settimana, che includono anche tipi di moto diversi dall’allenamento in palestra e sport. Per esempio, eseguire le pulizie, fare giardinaggio e camminare sono modi altrettanto validi di mantenersi in forma. Gli studi confermano che anche chi è stato pigro in passato può trarre benefici cominciando a fare attività fisica oggi, e che praticare qualunque tipo di attività motoria è meglio che non farne affatto: ogni movimento conta, a partire dalla scelta di andare in un luogo a piedi piuttosto che in auto o di fare le scale anziché prendere l’ascensore.

5. Il fumo è tra i principali fattori di rischio evitabili per diversi tumori

In genere quando si pensa al fumo viene in mente il tumore dei polmoni, che in effetti è dovuto al tabagismo e al fumo passivo nell’85-90% dei casi. Ma in realtà il fumo è il principale o tra i principali fattori di rischio evitabili per molte malattie, tra cui il cancro colorettale. Evitare di fumare e ridurre il contatto con luoghi in cui si fuma sono quindi azioni importanti anche per evitare l’insorgenza di questo tipo di tumore.

Screening del tumore del colon-retto: quando farlo e perché è importante

Oltre a seguire le indicazioni per la prevenzione, anche sottoporsi ai controlli per individuare i primi segnali di un tumore del colon-retto è fondamentale. Infatti, aiuta a trattare il tumore quando è più semplice farlo, riducendo la mortalità e garantendo una migliore qualità di vita rispetto a cure in fasi più avanzate. In Italia il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente il programma di screening per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, che consiste in 2 diversi esami:

  • la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF), ogni 2 anni, per le persone tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni fino all’età di 74 anni);
  • la rettosigmoidoscopia, da effettuarsi una sola volta nella vita tra i 58 e i 60 anni, e se risulta negativa non va ripetuta.

È importante anche sapere che in presenza di alcune condizioni, che aumentano il rischio, occorre prestare maggiore attenzione e valutare percorsi di screening più mirati. Tra queste sono incluse una storia familiare di tumore del colon-retto, malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa e la presenza di sindromi ereditarie (per esempio la sindrome di Lynch o la poliposi adenomatosa familiare).

Dubbi su come ridurre il rischio di tumore del colon-retto

Come si può ridurre il rischio di tumore del colon-retto?

Il rischio di tumore del colon-retto può essere ridotto seguendo alcune raccomandazioni sullo stile di vita: alimentazione ricca di fibre, limitazione di carne rossa e carni lavorate, riduzione degli alimenti ultraprocessati e degli zuccheri, evitare il consumo di alcol, non fumare, mantenere un peso sano e praticare regolare attività fisica.

Qual è il ruolo delle fibre nella prevenzione del tumore del colon-retto?

Le fibre favoriscono il transito intestinale, riducendo così il tempo di contatto di sostanze potenzialmente dannose con le pareti del colon, contribuiscono al controllo del peso corporeo e nutrono il microbiota intestinale. Per questo un’alimentazione ricca di fibre è associata a un minore rischio di tumore del colon-retto.

Quanta carne rossa si può consumare secondo le raccomandazioni?

Il World Cancer Research Fund raccomanda di non superare i 350-500 grammi di carne rossa a settimana e di evitare o limitare il più possibile le carni lavorate e gli alimenti ultraprocessati, che sono associati a un aumento del rischio di tumore del colon-retto.

In che modo l’alcol aumenta il rischio di tumore del colon-retto?

Anche piccole quantità di alcol favoriscono l’insorgenza di diversi tumori, incluso quello del colon-retto. Tra i motivi: nel colon l’alcol viene convertito in acetaldeide, una sostanza cancerogena, e l’etanolo può irritare le mucose del tratto digerente.

Perché il fumo aumenta il rischio di tumore del colon-retto?

Il fumo è uno dei principali fattori di rischio evitabili per molte malattie, tra cui diversi tumori, come quello del polmone e quello del colon-retto. Evitare di fumare e ridurre l’esposizione al fumo passivo sono quindi azioni importanti per la prevenzione oncologica.

Chi deve partecipare allo screening per il tumore del colon-retto?

In Italia il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni alle persone tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni fino a 74 anni) e, in alcune Regioni, una rettosigmoidoscopia tra i 58 e i 60 anni. In presenza di familiarità, malattie infiammatorie croniche intestinali o sindromi ereditarie possono essere necessari percorsi di screening più mirati.

  • Jolanda Serena Pisano

    Dopo una laurea triennale in scienze biologiche e una laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell'uomo presso l'Università degli studi di Torino, ha conseguito il master in comunicazione della scienza MaCSIS dell'Università degli studi di Milano-Bicocca. Si occupa di comunicazione della scienza dal 2019, principalmente come redattrice di contenuti per siti rivolti a pubblici vari e per eventi rivolti ai professionisti della salute. Nel 2023 è diventata Caporedattrice di BioPills, associazione senza scopo di lucro di divulgazione scientifica. Per AIRC, in qualità di Scientific Communication and Dissemination Specialist, redige e revisiona testi e cura la comunicazione di progetti di ricerca europei. Inoltre, è stata responsabile editoriale del sito WonderWhy.it.