Screening oncologici in ogni Regione: mettiamo ordine

Ogni azienda sanitaria definisce un piano per erogare i programmi di screening oncologico secondo alcune linee d'indirizzo del Ministero della Salute, ma da regione a regione possono esserci lievi differenze.

Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2026

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Con screening oncologici si intende una serie di esami offerti gratuitamente a persone che rientrano in specifiche popolazioni, allo scopo di individuare una malattia o i suoi precursori, prima che sintomi e disturbi ne facciano sospettare la presenza. In un programma di screening organizzato, l’azienda sanitaria invita direttamente le persone della fascia di popolazione che può ricevere il maggiore beneficio rispetto al maggiore rischio di sviluppare una certa malattia. In tali screening sia il test sia gli eventuali approfondimenti sono offerti gratuitamente e non occorre l’impegnativa del medico di base. L’adesione a un programma di screening è del tutto volontaria.

I programmi di screening si inseriscono in quella che viene chiamata prevenzione secondaria, ossia quella che serve a effettuare diagnosi precoci, quando le malattie sono in principio più curabili. La prevenzione secondaria si differenzia dalla prevenzione primaria, che ha invece lo scopo di ridurre il rischio di sviluppare una malattia, evitando l’esposizione a fattori di rischio e scegliendo abitudini e comportamenti salutari. Esempi di prevenzione primaria sono seguire un’alimentazione varia ed equilibrata ed evitare di fumare.

I programmi di screening oncologico attivi in Italia riguardano la prevenzione secondaria del tumore della mammella, del tumore del colon-retto e del tumore della cervice uterina, con lievi differenze da regione a regione.

Il Ministero della Salute stabilisce per tutte le regioni alcune linee di indirizzo che devono essere seguite da tutte le ASL (aziende sanitarie locali) diventate ATS (agenzie di tutela della salute) ogni azienda sanitaria, quindi, definisce un piano per erogare i test, insieme a tutte le azioni pratiche che ogni cittadino può mettere in atto per prendere parte al programma di screening. Vediamo regione per regione quali sono i passaggi da fare.

Questa sezione riporta le informazioni disponibili sui siti delle diverse regioni alla data indicata all’inizio della pagina. Tali dati possono essere modificati o aggiornati dagli enti competenti; consigliamo quindi di verificare direttamente sui siti ufficiali eventuali aggiornamenti.

Regione Abruzzo

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo di screening per il carcinoma colorettale adottato da regione Abruzzo è un esame rivolto a uomini e donne nella fascia di età tra i 50 e 69 anni da ripetere ogni 2 anni. La regione sta però avviando un processo di estensione dello screening anche alla popolazione tra i 70 e i 74 anni.

La procedura di screening prevede l’esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito è positivo si procede a un esame di secondo livello in cui viene eseguita una colonscopia di approfondimento. Per approfondire consulta le guide screening.

Dal centro di screening viene mandata una comunicazione cartaceacon i numeri telefonici di riferimento, orari e indirizzi e-mail per ricevere ulteriori informazioni. Oltre alla lettera d’invito si riceve il kit e le istruzioni necessarie per effettuare il prelievo del campione direttamente a casa, che dovrà poi essere consegnato nei centri di riferimento indicati nell’invito.

L’esito dell’esame è spedito per lettera se negativo, cioè se non emergono segni sospetti. Se il campione dovesse risultare inadeguato, si riceve una lettera che invita a ripetere il test. In caso invece di esito positivo si viene contattati telefonicamente per procedere con una colonscopia di approfondimento, eseguita sempre gratuitamente.

Le persone aventi diritto che non hanno ricevuto l’invito a casa possono rivolgersi alla propria ASL di riferimento o al proprio medico di medicina generale.

Screening per il tumore della cervice uterina

In Abruzzo lo screening per il tumore della cervice uterina prevede:

  • il Pap test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 29 anni;
  • l’HPV test, per le donne tra i 30 e i 64 anni, da ripetersi ogni 5 anni.

Attualmente, la regione sta implementando protocolli di screening per il tumore della cervice uterina differenziati per le donne che hanno effettuato il vaccino contro l’HPV a 11-12 anni.

Il protocollo prevede un invito cartaceo con data, ora e luogo dell’appuntamento per il prelievo e i contatti telefonici per eventuali modifiche o richiesta di informazioni.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Consistono nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero: con il Pap test, lo specialista identificherà eventuali alterazioni cellulari che potrebbero evolvere in tumori, mentre il test HPV consente di individuare la presenza del DNA di Papillomavirus che potrebbero portare all’insorgenza del cancro della cervice. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esito degli esami svolti è negativo, il referto verrà inviato a casa. Se risulta positivo o si osserva la necessità di ulteriori approfondimenti, si riceverà una telefonata dal Centro screening. Gli eventuali esami e trattamenti seguenti sono erogati dalle ASL in maniera gratuita.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Screening mammografico per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario in Abruzzo si rivolge alle donne tra i 50 e i 69. Tuttavia, la regione si sta attrezzando per estendere lo screening anche alle fasce d’età tra i 45 e i 49 e tra i 70 e i 74 anni.

Il protocollo prevede l’esecuzione, ogni 2 anni, di una mammografia, un esame che consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Dall’ASL di riferimento viene inviata una comunicazione cartacea a domicilio in cui vengono indicati il luogo dell’appuntamento e altre indicazioni utili sullo screening. L’esame, che dura in media 10 minuti, consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre. L’esposizione delle mammelle ai raggi X della radiografia è minima e il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esito dell’esame è negativo, e non si rileva quindi la presenza di anomalie, il referto verrà inviato a casa. Se invece risultano necessari ulteriori approfondimenti perché si evidenziano immagini dubbie, si riceverà una telefonata. Questo non deve generare ansia o timore: l’approfondimento è utile a chiarire situazioni dubbie e non sempre è associato alla presenza certa della malattia.

Per avere ulteriori informazioni riguardo alle campagne di screening in Abruzzo è utile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Basilicata

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Basilicata per lo screening del tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne nella fascia d’età tra i 50 e i 70 anni e va ripetuto ogni 2 anni.

Lo screening prevede l’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito è positivo, si procede con un esame di secondo livello, che prevede l’esecuzione di una colonscopia. Consulta le guide screening per saperne di più.

Dalle diverse agenzie sanitarie del territorio di appartenenza viene mandata una comunicazione cartacea d’invito a domicilio, un sms o una notifica tramite l’app IO con le indicazioni per il ritiro del kit per raccogliere il campione. Una volta eseguito il prelievo, è necessario portare il materiale nei punti di raccolta indicati dal Centro di screening. Prima del test non ci sono restrizioni alimentari da seguire.

Il risultato viene comunicato con lettera a domicilio se negativo oppure si può ricevere un invito a ripetere nuovamente il test se il campione raccolto materiale non dovesse risultare adeguato. Si viene invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo al fine di procedere con l’esame di secondo livello, ovvero la colonscopia, anch’essa gratuita.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo della regione Basilicata per lo screening del tumore alla cervice uterina è rivolto a:

  • donne tra i 25 e 34 anni, alle quali è offerto un Pap test ogni 3 anni;
  • donne tra i 35 e i 64 anni, per le quali è previsto l’HPV test ogni 5 anni.

In Basilicata, il protocollo prevede una comunicazione tramite una notifica sull’app IO, via sms o per posta da parte dell’agenzia sanitaria provinciale di riferimento che riporta la data dell’appuntamento in cui si potrà eseguire il test. Sia il Pap test sia l’HPV test consistono nel prelievo non doloroso di alcune cellule della cervice della donna tramite una spatolina. Entrambi gli esami durano meno di 10 minuti e consentono di identificare eventuali alterazioni delle cellule della cervice nel caso del Pap test o la presenza di DNA dell’HPV nel caso dell’HPV test, che potrebbero provocare un tumore. Per approfondire consulta la guida screening.

I risultati sono disponibili entro poche settimane. Per entrambi gli screening, se l’esito è negativo viene recapitato per posta direttamente a casa. In caso, invece, i risultati siano positivi le procedure sono un po’ diverse in base a quale test è stato eseguito:

  • se il Pap test risulta positivo, e quindi sono state rilevate anomalie cellulari, si procede con l’HPV test, che consente di individuare eventuali ceppi ad alto rischio associati al tumore della cervice uterina. Se anche questo test dovesse risultare positivo, segue un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione clinica e l’esecuzione della colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice;
  • qualora risultasse positivo l’HPV test, il campione di cellule della donna viene analizzato per verificare se sono già presenti anomalie alle cellule del collo dell’utero. Se anche quest’analisi dà esito negativo, il percorso di diagnosi precoce continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame. In caso di esito positivo si riceve una chiamata per ulteriori approfondimenti ed eseguire una colposcopia.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore del seno prevede l’esecuzione di un esame radiologico della mammella (mammografia), gratuito, che consente di individuare anomalie, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. In Basilicata si rivolge:

  • alle donne tra i 45 e i 49 anni, da ripetere ogni anno;
  • alle donne tra i 50 e i 74 anni, da ripetere ogni 2 anni.

L’invito avviene tramite lettera a domicilio, sms o notifica tramite l’app IO con le indicazioni su orario, data e luogo in cui recarsi per effettuare l’esame. Questo viene effettuato da personale altamente qualificato presso i centri radiologici delle aziende sanitarie del territorio. Dura in media 10 minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella, con esposizione ai raggi X minima. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esito dell’esame è negativo viene spedita a casa una letteraSe invece si evidenziano immagini dubbie o il radiologo vuole eseguire approfondimenti si verrà contattate telefonicamente. Questo non deve portare ansie o timori: l’approfondimento è utile a chiarire risultati incerti e non sempre è associato alla presenza di un tumore.

Nel caso in cui non si venisse contattate è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza per fissare un appuntamento.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Basilicata è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Calabria

Screening per il tumore del colon-rettale

Il protocollo di screening per il tumore del colon-retto adottato da regione Calabria è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e va ripetuto ogni 2 anni.

La procedura di screening prevede l’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito è positivo si procede poi con un esame di secondo livello di approfondimento, la colonscopia. Per saperne di più consulta le guide screening.

L’invito con le indicazioni per aderire alla campagna di screening consiste in una comunicazione tramite sms inviato dall’azienda sanitaria provinciale di riferimento. Una volta ricevuto l’invito, nelle farmacie aderenti al programma è possibile ritirare il kit e ricevere istruzioni per il prelievo e la conservazione del materiale, che dovrà poi essere riconsegnato nella stessa farmacia dove è stato fatto il ritiro.

Il risultato è comunicato con una lettera a domicilio se negativo o per un possibile richiamo se il test risultasse inadeguato. Si verrà contattati telefonicamente se l’esito è positivo per procedere con l’esame di secondo livello e quindi effettuare una colonscopia gratuita.

Screening per il tumore alla cervice uterina

In Calabria lo screening per il tumore della cervice uterina prevede:

  • il Pap test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 29 anni;
  • l’HPV test, per le donne tra i 30 e i 64 anni, da ripetere ogni 5 anni.

Il protocollo prevede un invito cartaceo con data, ora e luogo dell’appuntamento per effettuare il test e i contatti telefonici per eventuali modifiche o richiesta di informazioni.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Consistono nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero: con il Pap test, lo specialista identificherà eventuali alterazioni cellulari che potrebbero evolvere in tumori, mentre l’HPV test consente di individuare la presenza del DNA di Papillomavirus che potrebbe portare all’insorgenza del cancro della cervice. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esito degli esami svolti è negativo, il referto verrà inviato a casa. Se risulta positivo, si riceverà una telefonata dal Centro screening per effettuare ulteriori accertamenti o una colposcopia. Gli eventuali esami e trattamenti seguenti sono erogati dalle ASP in maniera gratuita.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno si rivolge alle donne tra i 50 e i 69 anni e prevede una mammografia da ripetere ogni 2 anni. Questo esame consiste in una radiografia, in cui l’esposizione ai raggi X è minima, che consente di individuare anomalie nelle mammelle non ancora percepibili al tatto.

L’invito avviene tramite sms con le indicazioni di orario e data. L’esame, che viene effettuato presso gli ambulatori di radiologia senologica del territorio, dura circa 10 minuti. Le mammelle sono sottoposte a radiografia mentre sono compresse fra 2 piastre, sotto la guida di personale tecnico altamente qualificato. Per approfondire puoi consultare la guida screening.

Se l’esame ha un esito negativo, i risultati sono inviati a mezzo di posta elettronica. Se invece emergono anomalie o immagini poco chiare si viene contattate telefonicamente. Questo non deve causare ansie o timori: una richiesta di approfondimento è utile a chiarire situzioni dubbie e non sempre significa che verrà diagnosticato un tumore.

Nel caso in cui non si ricevessero i risultati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Calabria invitiamo a contattare direttamente l'azienda sanitaria provinciale di riferimento. 

Regione Campania

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Campania per lo screening per il tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito è positivo si procede a un esame di secondo livello in cui viene eseguita una colonscopia di approfondimento. Per ulteriori informazioni consulta le guide screening.

Le agenzie sanitarie del territorio di appartenenza inviano a casa una lettera d’invito che riporta le informazioni su come effettuare il test, le modalità di ritiro del kit per prelevare il campione da analizzare e i contatti del Centro di screening per richiedere ulteriori informazioni. Esistono diverse modalità di ritiro delle provette: saranno gli operatori dell’ASL di riferimento a comunicarle. Non ci sono indicazioni da seguire sugli alimenti da assumere prima del test.

L’esito dell’esame viene comunicato dopo qualche settimana. Se è negativo, la comunicazione viene inviata direttamente a casa tramite una lettera. Qualora il campione risulti inadeguato, si può essere contattati (sempre tramite lettera) per ripetere l’esameSi viene invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo, in modo da procedere con una colonscopia di approfondimento. Anche l’esame di secondo livello è gratuito.

Per ottenere indicazioni aggiornate su eventuali modifiche delle fasce d’età previste per lo screening, è consigliabile rivolgersi alla propria ASL di riferimento.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo della regione Campania per lo screening del tumore al collo dell’utero (o cervice uterina) prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 29 anni che non hanno ricevuto 2 dosi di vaccino anti HPV(Papillomavirus) entro i 15 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni, indipendentemente dalla copertura vaccinale contro l’HPV.

Le persone a cui è rivolto lo screening ricevono una comunicazione cartacea da parte dell’ASL di riferimento per concordare data e luogo dell’appuntamento per l’esecuzione del test. Entrambi i test durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Consistono nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero: con il Pap test, lo specialista identificherà eventuali alterazioni cellulari che potrebbero evolvere in tumori, mentre il test HPV consente di individuare la presenza del DNA di Papillomavirus che potrebbe portare all’insorgenza del cancro della cervice. Per approfondire consulta la guida screening.

I risultati arrivano in poche settimane:

  • per entrambi gli esami, se l’esito è negativo si riceve il referto per posta a casa;
  • per l’HPV test, se l’esito è positivo il campione di cellule cervicali già prelevato durante lo screening viene analizzato in laboratorio per individuare eventuali anomalie (come avviene nel Pap test). Se quest’ultima analisi dà un risultato negativo, il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame.
  • per il Pap test, se l’esito è positivo segue un invito telefonico in cui viene organizzato un appuntamento per approfondire la situazione clinica ed eseguire una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore del seno prevede l’esecuzione gratuita di una mammografia ogni 2 anni nella fascia d’età tra i 50 e i 69 anni. Questa fascia di popolazione riceve un invito cartaceo dall’ASL di riferimento per fissare ora, data e luogo dell’appuntamento.

L’esame dura in media 10 minuti: consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella, che con un’esposizione ai raggi X minima consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta fatto l’esame, se il referto è negativo verrà inviato l’esito a casa, Se, invece, si evidenziano immagini dubbie o il radiologo vuole eseguire ulteriori approfondimenti si verrà contattati telefonicamente. Questo non deve generare ansie o timori: l’approfondimento è utile a chiarire situazioni dubbie che richiedono ulteriori accertamenti e non sempre significa che c’è sicuramente un tumore.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare il distretto sanitario di riferimento o il proprio medico di base.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Campania è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Emilia-Romagna

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Emilia-Romagna per lo screening per il tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne nella fascia d’età tra i 50 e i 69 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Dal 2025 la regione ha però implementato lo screening invitando gradualmente anche le persone tra i 70 e i 74 anni

Le persone a cui è rivolto lo screening riceveranno un invito da parte dell’AUSL di riferimento direttamente a casa con le istruzioni su come prelevare il campione, come conservarlo correttamente e dove consegnarlo. Una volta raccolto, è necessario tenere in frigorifero il materiale e poi portarlo nei punti di raccolta indicati nella lettera d’invito. Prima del test non serve seguire restrizioni alimentari. Per saperne di più consulta le guide screening.

Se il risultato è negativo, dopo circa 3 settimane si riceverà il risultato a casa per posta o tramite il Fascicolo sanitario elettronico. In caso di esito positivo, si verrà contattati telefonicamente per procedere con la colonscopia di approfondimento. In alcuni casi il test può risultare non adeguato e sarà quindi necessario ripeterlo.

Screening per il tumore alla cervice uterina

In Emilia-Romagna, il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni, nate prima del 1998, o per quelle nate dopo se non hanno ricevuto almeno 2 dosi di vaccino contro l’HPV entro i 15 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni, indipendentemente dallo stato vaccinale.

Il protocollo prevede una lettera d’invito da parte dell’AUSL di riferimento contenente le indicazioni per l’appuntamento in cui effettuare lo screening.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Consistono nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero: con il Pap test, lo specialista identificherà eventuali alterazioni cellulari che potrebbero evolvere in tumori, mentre il test HPV consente di individuare la presenza del DNA di Papillomavirus che potrebbe portare all’insorgenza del cancro della cervice. Per approfondire consulta la guida screening.

I risultati arrivano in poche settimane:

  • per entrambi gli esami, se l’esito è negativo si riceve il referto per posta a casa e sul Fascicolo sanitario elettronico;
  • se l’esito del Pap test è positivo segue un invito telefonico in cui viene organizzato un appuntamento per approfondire la situazione clinica ed eseguire una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice;
  • se l’esito dell’HPV test è positivo le cellule della cervice precedentemente prelevate vengono analizzate in laboratorio per individuare eventuali anomalie (come avviene nel Pap test). Se quest’ultima analisi dà un risultato negativo, il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame per verificare se l’infezione è ancora presente. Se invece quest’analisi risulta positiva si viene contattate telefonicamente per eseguire una colposcopia di approfondimento.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno prevede l’esecuzione gratuita di una mammografia, con tempistiche differenti in base alla fascia d’età a cui è rivolto. Questo controllo consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. In Emilia-Romagna, il programma di screening per questo tipo di tumore si rivolge:

  • alle donne tra i 45 e i 49 anni, da effettuarsi ogni anno;
  • alle donne tra i 50 e i 74 anni, da ripetersi ogni 2 anni.

L’esame dura in media 10 minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre per l’esecuzione della radiografia. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale che effettua l’esame è altamente qualificato. Per approfondire puoi consultare la guida screening.

Una volta eseguito l’esame, se l’esito è negativo si ricevono i risultati a casa per posta o tramite il Fascicolo sanitario elettronico. Se invece emergono immagini dubbie e sono necessari ulteriori approfondimenti si viene contattate telefonicamente. Questo non deve generare ansie o timori, in quanto queste indagini servono a chiarire situazioni dubbie e non sempre indicano la presenza certa di un tumore.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Emilia-Romagna è possibile consultare il sito regionale dedicato. 

Regione Friuli-Venezia Giulia

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Friuli-Venezia Giulia per lo screening per il tumore del colon-retto è rivolto, ogni 2 anni, a uomini e donne tra i 50 e 69 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito è positivo si procede con un esame di secondo livello, una colonscopia di approfondimento. Per saperne di più consulta le guide screening.

L’azienda sanitaria di appartenenza manda alle persone che rientrano nelle fasce d’età a cui è rivolto lo screening una comunicazione cartacea direttamente a casa che riporta tutte le informazioni utili per effettuare il test, le modalità di ritiro del kit per prelevare il campione da analizzare e i contatti utili per chiedere ulteriori informazioni. È possibile ritirare il kit presso una farmacia entro 2 mesi dalla ricezione della lettera. Dopo aver prelevato il campione a casa, deve essere conservato in frigo e riportato in farmacia entro 24 ore. Prima del test non occorre seguire restrizioni alimentari.

Dopo circa 2 o 3 settimane si riceve l’esito per posta se negativo oppure può essere richiesto di ripetere il test se il campione dovesse risultare inadeguato. Si viene invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo, per procedere con una colonscopia di approfondimento.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo della regione Friuli-Venezia Giulia per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 29 anni d’età;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le donne che rientrano nelle fasce d’età previste ricevono una lettera dall’azienda sanitaria di riferimento per fissare l’appuntamento per eseguire il test gartuitamente.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Consistono nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero: con il Pap test, lo specialista identificherà eventuali alterazioni cellulari che potrebbero evolvere in tumori, mentre il test HPV consente di individuare la presenza del DNA di Papillomavirus che potrebbe portare all’insorgenza del cancro della cervice. Per approfondire consulta la guida screening.

Il risultato si ricevono entro poche settimane:

  • se negativo viene recapitato per posta direttamente a casa;
  • se il Pap test risulta positivo segue un invito telefonico in cui si organizza l’appuntamento per approfondire la situazione clinica, con l’esecuzione di una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice. Nel caso in cui si rilevassero alterazioni dubbie si può essere contattate per ripetere il test;
  • se l’HPV test è positivo, il campione viene sottoposto a un’analisi in cui si cercano eventuali anomalie alle cellule della cervice (come avviene nel Pap test). Se questa risulta positiva, si procede con una colposcopia, altrimenti il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore del seno si rivolge alle donne tra i 45 e i 69 anni, da ripetere ogni 2 anni. Consiste nella mammografia, un esame radiologico della mammella con minima esposizione ai raggi X, che consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. L’esame è gratuito e non richiede l’impegnativa del medico.

Innanzitutto, l’agenzia sanitaria territoriale di riferimento invia una comunicazione cartacea direttamente a casa con l’invito a fare la mammografia, contenente tutte le indicazioni relative all’appuntamento.

L’esame dura in media 10 minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre per una radiografia della mammella con minima esposizione ai raggi X. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato e, per una diagnosi più accurata, il referto è fatto visionare da 2 radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta fatto l’esame, se l’esito è negativo si riceve il referto direttamente a casa, per posta. Se si evidenziano immagini dubbie o sono necessari ulterioria pprofondimenti si viene invece contattati telefonicamente. Questo non deve generare ansie o timori: ulteriori accertamenti possono essere utili per chiarire situazioni dubbie e non sempre segnala la presenza certa di un tumore.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Friuli-Venezia Giulia è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Lazio

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo di screening per il tumore del colon-retto adottato da regione Lazio è rivolto a uomini e donne tra i 50 e 74 anni e va ripetuto ogni 2 anni. Consiste in un esame di primo livello per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito è positivo si procede con un esame di secondo livello, ovvero la colonscopia. Per approfondire consulta le guide screening.

Le ASL territoriali inviano una comunicazione cartacea direttamente a casa che invita tutti i residenti e domiciliati nelle aree di riferimento a eseguire il test. È possibile prenotare l’appuntamento anche online sul portale Screening Prenota Smart.
Nella lettera d’invito vengono indicate le modalità di ritiro del kit e i contatti del centro di screening per richiedere eventuali ulteriori informazioni. Una volta ricevuto l’invito, basterà recarsi alla farmacia più vicina per ritirare il kit ed eseguire il prelievo del campione a casa e infine riportarlo in farmacia.

Una volta eseguito il test, il risultato verrà spedito a casa se negativo. Se invece il test dovesse risultare inadeguato, è possibile che si riceva una lettera che inviti a effettuarlo nuovamente. Infine, se l’esito dell’esame è positivo si verrà contattati telefonicamente per procedere con la colonscopia di approfondimento.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo adottato da regione Lazio per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 29 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le donne che hanno almeno 25 anni e hanno ricevuto 2 dosi di vaccino contro l’HPV entro i 15 anni verranno direttamente invitate a effettuare l’HPV test a partire dai 30 anni.

Nel Lazio, le persone a cui è rivolto il programma di screening ricevono un invito cartaceo con data, ora e luogo dell’appuntamento per effettuare il test e i contatti telefonici per eventuali modifiche o richiesta di informazioni. È possibile prenotare l’appuntamento anche online sul portale Screening Prenota Smart.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e prevedono il prelievo di cellule della cervice con una sorta di spazzolino che verranno poi analizzate per identificare eventuali alterazioni che potrebbero evolvere in tumore o il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus ad alto rischio oncogeno. Per approfondire consulta la guida screening.

Il referto verrà recapitato per posta a casa se il risultato è negativoQualora risultasse positivo si riceverà invece un invito telefonico in cui verrà organizzato un appuntamento per approfondire la situazione clinica.

Sono escluse dallo screening coloro che abbiano già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Il programma di screening adottato dalla regione Lazio per la diagnosi precoce del tumore del seno si rivolge alle donne tra i 50 e i 74 anni. Va ripetuto ogni 2 anni e consiste nell’esecuzione gratuita di una mammografia che consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Le ASL territoriali di riferimento inviano una comunicazione cartacea direttamente a casa in cui sono specificati il luogo e la data dell’appuntamento. È possibile prenotare l’appuntamento anche online sul portale Screening Prenota Smart.

L’esame dura in media 10 minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella con un’esposizione ai raggi X minima. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato, e per maggiore sicurezza il referto è visionato da 2 radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Possono effettuare gratuitamente lo screening ogni 2 anni anche le donne tra i 45 e i 49 anni: è sufficiente chiedere al proprio medico curante una specifica impegnativa con esenzione e prenotare un appuntamento.

Una volta eseguito l’esame, se l’esito è negativo si riceverà il referto a casa, per posta. Se invece emergono immagini dubbie o è necessario eseguire ulteriori approfondimenti si verrà contattate telefonicamente. Questo non deve generare ansie o timori: ulteriori accertamenti possono essere utili per chiarire situazioni dubbie e non sempre segnalala presenza certa di un tumore.

Sono esonerate le persone che hanno già effettuato la mammografia al di fuori dei programmi di screening negli ultimi 12 mesi.

Per avere ulteriori informazioni riguardo alle campagne di screening in Lazio è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Liguria

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Liguria per lo screening del tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne tra i 50 e 74 anni e consiste nell’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito del test è positivo, si procede con un esame di secondo livello, ovvero una colonscopia. Consulta le guide screening per saperne di più.

Le agenzie sanitarie del territorio di appartenenza inviano direttamente a casa un invito cartaceo che contiene le indicazioni per il ritiro del kit ed eseguire il prelievo del campione a casa che dovrà poi essere consegnato nei centri di raccolta indicati dall’ASL di riferimento. Prima del test non occorre seguire diete particolari.

Entro 2 settimane il risultato viene inviato per posta se negativo oppure si può ricevere un invito a ripetere il test se il campione dovesse risultare negativo. Si riceve invece una telefonata se l’esito è positivo per procedere la colonscopia di approfondimento, eseguita sempre gratuitamente.

Screening per il tumore alla cervice uterina

In Liguria lo screening per il tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

 Il protocollo prevede l’invio di una comunicazione cartacea per posta da parte dell‘agenzia sanitaria di riferimento che riporta la data e l’orario in cui verrà eseguito il test, solitamente presso un consultorio familiare vicino.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e prevedono il prelievo di un campione di cellule della cervice con una sorta di spazzolino per identificare eventuali alterazioni che potrebbero evolvere in tumore o il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus ad alto rischio oncogeno. Per approfondire consulta la guida screening.

Il risultato verrà recapitato per posta a casa se negativo. Qualora risultasse positivo si riceverà invece un invito telefonico in cui verrà organizzato un appuntamento per approfondire la situazione clinica.

Screening per il tumore del seno

In Liguria, lo screening per la diagnosi precoce del tumore del seno è rivolto alle donne tra i 50 e 74 anni e consiste nell’esecuzione gratuita di una mammografia ogni 2 anni senza impegnativa, che consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

In alcune ASL lo screening è offerto anche alle donne tra i 45 e i 49 anni, con cadenza annuale. La regione si sta però attivando per estenderlo a questa fascia d’età su tutto il territorio ligure. Per maggiori informazioni puoi consultare il sito della tua ASL di appartenenza.

Le ASL di riferimento inviano una comunicazione cartacea direttamente a casa in cui sono specificati luogo, data e orario in cui effettuare lo screening. L’esame dura in media 10 minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella con un’esposizione ai raggi X minima. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato, e per maggiore sicurezza il referto è visionato da 2 radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta fatto l’esame, se il referto è negativo si riceve l’esito perposta a casa. Se invece è necessario eseguire ulteriori approfondimenti, a causa di immagini sospette o dubbie, si viene contattate telefonicamente. Questo non deve generare ansie o timori: ulteriori accertamenti possono essere utili per chiarire situazioni dubbie e non sempre segnala la presenza certa di un tumore.

Nel caso in cui non si venisse contattate è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Liguria è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Lombardia

Screening per il tumore del colon-retto

La regione Lombardia rivolge il protocollo di screening per il tumore del colon-rettouomini e donne nella fascia d’età tra i 50 e 74 anni e consiste in un esame di primo livello per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito è positivo si procede con un esame di secondo livello, una colonscopia di approfondimento. Per approfondire consulta le guide screening.

L’ATS di riferimento manda una lettera d’invito cartacea direttamente a casa in cui sono indicate le modalità di ritiro del kit e i contatti utili per ricevere ulteriori informazioni. Solitamente ci si può recare nella farmacia più vicina per ritirare il kit ed eseguire il prelievo del campione a casa. Le provette andranno poi riconsegnato in farmacia entro 24 ore dalla raccolta delle feci.

Il risultato del test è spedito per lettera se negativo, altrimenti è possibile ricevere un ulteriore invito a ripetere il test qualora il campione risultasse inadeguato. Se invece l’esito è positivo si viene contattati telefonicamente per procedere con una colonscopia gratuita di approfondimento.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo della Regione Lombardia per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 29 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Per le donne che hanno completato il ciclo vaccinale contro l’HPV entro i 15 anni è previsto l’HPV test direttamente a partire dai 30 anni.

Il protocollo regionale prevede un invito cartaceo inviato a casa con luogo, data e ora dell’appuntamento in cui recarsi per effettuare il test, oltre ai contatti telefonici per eventuali modifiche o richiesta di ulteriori informazioni.

Entrambi i test durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi: lo specialista, con una piccola spatolina, preleva un campione di cellule della cervice da anlizzare per identificare eventuali alterazioni nel caso del Pap test o la presenza del DNA di ceppi di HPV ad alto rischio oncogeno per chi si è sottoposta all’HPV test. Per approfondire consulta la guida screening. Se l’esame ha esito negativo, il referto verrà recapitato per posta direttamente a casa. Qualora risultasse positivo segue invece un invito telefonico in cui verrà organizzato unappuntamento per approfondire la situazione clinica.

Screening per il tumore del seno

In Lombardia, lo screening per la diagnosi precoce del tumore del seno si rivolge alle donne tra i 45 e i 74 anni e consiste nell’esecuzione gratuita di una mammografia con tempistiche diverse in base all’età:

  • annuale tra i 45 e i 49 anni;
  • biennale tra i 50 e i 74 anni.

L’ATS di appartenenza invia direttamente a casa una comunicazione cartacea in cui sono specificati luogo, data e orario in cui effettuare la mammografia. L’esame dura in media 10 minuti: consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella, con esposizione ai raggi X minima. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato, e per maggiore cautela 2 radiologi esperti vengono coinvolti per effettuare la diagnosi. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta fatto l’esame, se l’esito è negativo il referto sarà spedito a casa. Se si evidenziano immagini dubbie o sono necessari ulteriori approfondimenti si verrà invece contattati telefonicamente. Questo non deve generare ansie o timori: ulteriori accertamenti possono essere utili per chiarire situazioni dubbie e non sempre segnala la presenza certa di un tumore. Nel caso in cui non si venisse contattate è sufficiente chiamare l’ATS di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo alle campagne di screening in Lombardia è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Marche

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Marche per il test di screening per il tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne nella fascia di età tra i 50 e i 74 anni, da ripetere ogni 2 anni. A partire dal 2026, lo screening sarà gradualmente esteso a tutte le persone tra i 45 e i 74 anni.

In primo luogo, viene eseguito un esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF). In secondo luogo, se l’esito dell’esame di primo livello è positivo, si procede a un esame di secondo livello, ovvero una colonscopia. Per approfondire consulta le guide screening.

Le diverse agenzie sanitarie del territorio di appartenenza inviano alle persone coinvolte nel programma una comunicazione cartacea che riporta indicazioni sul test da effettuare, le modalità di ritiro del kit per il prelievo e numeri utili del centro di screening per ottenere eventuali ulteriori informazioni. Una volta arrivata la comunicazione servirà recarsi alla farmacia più vicina muniti di documento d’invito per ritirare il kit. Quindi si potrà eseguire il prelievo e riportare il materiale nei punti di raccolta entro 24 ore (il campione va tenuto in frigorifero). Prima del test non ci sono restrizioni alimentari da seguire.

Dopo circa due o tre settimane il risultato dell’esame viene comunicato con una lettera a domicilio se negativo o se la persona deve ripetere il test. Si viene invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo. In questo caso si procede con l’esame di secondo livello, ovvero una colonscopia, sempre gratuita, prenotabile online o tramite le farmacie che aderiscono al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina delle Marche prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 29 anni che non sono state vaccinate contro il Papillomavirus (HPV);
  • HPV test per le donne dai 30 ai 64 anni, da ripetere ogni 5 anni.

Per le donne di 25 anni non vaccinate è possibile essere vaccinate gratuitamente con la prima chiamata di screening. Per approfondire consulta la guida screening.

Il protocollo regionale prevede un invito cartaceo con luogo, data e ora dell’appuntamento in cui recarsi per il prelievo, più i contatti telefonici per eventuali modifiche o richiesta di informazioni. Sia il Pap-test sia l’HPV test durano meno di dieci minuti e non sono dolorosi: lo specialista, con una piccola spatolina, preleva delle cellule della cervice per identificare eventuali alterazioni e infezioni. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esame ha avuto esito negativo, il referto verrà recapitato per posta direttamente a domicilio. Qualora risultasse positivo segue invece un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione clinica. 

Sono escluse dal programma di screening le donne che hanno già effettuato il Pap test o il test dell’HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno nella regione Marche si rivolge alle donne tra i 45 e i 74 anni e consiste in una mammografia gratuita da ripetere ogni 2 anni L’esame consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Per fissare l’appuntamento viene inviata una comunicazione telefonica da un call center della regione.

L’esame in genere dura circa dieci minuti, in cui il seno viene sottoposto a radiografia grazie alla compressione fra due piastre. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale che effettua l’esame è altamente qualificato. Per la valutazione, le immagini radiografiche sono visionate da due radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Se il risultato dell’esame è negativo, l’esito viene inviato a casa. Se invece si evidenziano immagini poco chiare o il radiologo vuole eseguire approfondimenti si riceve una telefonata. Il desiderio di approfondire non significa che ci sia un tumore, per cui è consigliato stare tranquille.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici nelle Marche è possibile consultare il sito regionale dedicato. 

Regione Molise

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Molise per lo screening del tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, da ripetere ogni 2 anni.

La procedura di screening prevede un esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF). Se l’esito di questo è positivo si procede con un esame di secondo livello, una colonscopia. Per approfondire consulta le guide screening.

Le diverse agenzie sanitarie del territorio di appartenenza inviano una comunicazione cartacea di invito a domicilio. Quindi, presso le farmacie comunali è possibile ritirare il kit per il prelievo. Una volta raccolto il campione di feci per le analisi, è necessario tenere in frigorifero il materiale e poi portare la provetta nei punti di raccolta nella medesima farmacia, la quale si occuperà di spedire ai centri competenti per effettuare l’esame. Prima del test non serve seguire restrizioni alimentari.

Dopo circa due o tre settimane il risultato viene comunicato con una lettera a domicilio se è negativo o se occorre ripetere l’esame perché il campione risulta inadeguato. Si viene invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo, per poi procedere con la colonscopia. Anche questa è gratuita e si può prenotare online o nelle farmacie aderenti al programma di screening.

Screening del tumore alla cervice uterina

In Molise, il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 35 e i 64 anni.

Le donne di 25 anni non vaccinate possono essere sottoposte a vaccinazione gratuitamente con la prima chiamata di screening.

Ognuna è invitata a effettuare l’esame previsto tramite un sms da parte dell’Agenzia sanitaria provinciale. Il messaggio riporta la data in cui eseguire il test, che va effettuato presso il Consultorio familiare vicino.

Entrambi i test durano meno di dieci minuti e non sono dolorosi: prevedono che il ginecologo prelevi alcune cellule della cervice con una sorta di spazzolino o spatolina. Con il Pap test si cercano eventuali alterazioni delle cellule, mentre con il test HPV si cerca eventuale materiale genetico dei Papillomavirus che possono provocare un tumore della cervice. Per approfondire consulta la guida screening.

Il referto, se l’esito dell’esame è negativo, verrà recapitato per posta direttamente a casa. Altrimenti:

  • nel caso di HPV test positivo, il campione viene sottoposto all’analisi di laboratorio impiegata nel Pap test, cioè si cercano eventuali anomalie cellulari. Se questo l’esito è negativo, il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame;
  • nel caso il Pap test risulti positivo, segue un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione ed eseguire una colposcopia per osservare meglio lo stato di salute della cervice.

Sono esclusi dallo screening coloro che abbiano già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore al seno

In Molise, lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno si rivolge alle donne tra i 50 e i 69 anni e consiste in una mammografia gratuita e senza impegnativa da ripetere ogni 2 anni. Questo esame consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, che non sono ancora percepibili al tatto.

L’invito avviene tramite lettera a domicilio con le indicazioni di orario e data per l’esame, che si effettua presso i centri radiologici delle ASL del territorio. L’esame dura in media dieci minuti: consiste nella compressione di entrambi i seni tra due piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per una diagnosi il più accurata possibile, il referto è fatto visionare da due radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esito dell’esame è negativo, i risultati saranno inviati a casa. Si viene invece contattate telefonicamente se si evidenziano immagini dubbie o il radiologo vuole eseguire approfondimenti. Questo non significa necessariamente che ci sia un tumore: l’approfondimento è necessario per capire di più.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo alle campagne di screening in Abruzzo è utile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Piemonte

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Piemonte per lo screening per il tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne tra i 50 e 69 anni e prevede dell’esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF) ogni 2 anni. Per approfondire consulta la guida screening. La regione si sta però attrezzando per estendere gradualmente lo screening anche alle persone tra i 70 e i 74 anni.

Le diverse agenzie sanitarie del territorio di appartenenza inviano a domicilio una comunicazione cartacea di invito a eseguire il test. Per farlo, lettera in mano è possibile recarsi presso le farmacie comunali a ritirare il kit per il prelievo. Una volta raccolto il campione di feci da analizzare, che può essere tenuto in frigorifero, la provetta può essere portata nei punti di raccolta nella stessa farmacia dove si è preso il kit. Questa si occuperà di spedire il campione al laboratorio che lo esaminerà. Prima di raccogliere il campione non ci sono restrizioni alimentari da seguire.

I risultati pervengono dopo circa due o tre settimane, tramite lettera a domicilio se l’esito è negativo oppure occorre ripeterlo o telefonicamente se l’esito è positivo. In questo caso, si procederà con l’esame di secondo livello, una colonscopia (sempre gratuita) prenotabile online o attraverso le farmacie aderenti al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina delle Marche prevede:

  • Pap test ogni 3 anni, per le donne tra i 25 e 29 anni che non hanno ricevuto 2 dosi di vaccino contro il Papillomavirus (HPV) entro i 15 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le donne tra i 65 e i 75 anni, che non abbiano fatto almeno 2 test dopo i 50 anni, possono partecipare al programma di screening e prenotare l’esame contattando il numero verde 800001141. Per le donne di 25 anni non vaccinate è possibile essere vaccinate gratuitamente con la prima chiamata di screening. Per approfondire consulta la guida screening.

L’invito arriva tramite sms: qui l’Agenzia sanitaria provinciale indica data e ora dell’appuntamento per eseguire il test presso il Consultorio familiare vicino. Sia il Pap test sia l’HPV test durano meno di dieci minuti e prevedono il prelievo non doloroso, tramite uno spazzolino o una spatolina, di alcune cellule della cervice per identificare eventuali alterazioni o infezioni che potrebbero portare a tumori. Per approfondire consulta la guida screening.

Se l’esame ha avuto esito negativo, il referto verrà recapitato per posta direttamente a domicilio. Qualora risultasse positivo segue invece un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione clinica. 

Sono escluse dallo screening le donne che abbiano già effettuato il Pap test o il test dell’HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno è rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni e consiste nell’esecuzione di una mammografia gratuita, un esame radiologico della mammella che consente di rilevare noduli anche molto ridotti e ancora non individuabili altrimenti, da ripetere ogni 2 anni.

Alle donne in questa fascia d’età viene spedito un invito direttamente a casa, ma ci sono ulteriori specifiche per donne appartenenti ad altre fasce:

  • le donne tra i 45 e i 49 anni non vengono invitate a partecipare allo screening, ma possono aderire spontaneamente contattando il centro screening più vicino o telefonando al numero verde 800001141. In questa fascia d’età è prevista una mammografia ogni anno;
  • le donne tra i 70 e 75 anni non riceveranno più la lettera a casa, ma potranno continuare a partecipare spontaneamente allo screening ogni 2 anni prenotando l’appuntamento telefonicamente al numero verde 800001141.

L’invito consiste in una lettera a domicilio che riporta le indicazioni di orario e data per l’esame, che si effettua presso i centri radiologici delle ASL del territorio.

L’esame dura in media dieci minuti: consiste nella compressione di entrambi i seni tra due piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per una diagnosi accurata, il referto è fatto visionare da due radiologi esperti. Per approfondire puoi consultare la guida screening.

Una volta fatto l’esame, se il referto è negativo si riceve l’esito a casa. Se invece il radiologo vuole eseguire approfondimenti a causa di immagini sospette o mal riuscite si viene contattate telefonicamente. Questo non significa che verrà rilevato un tumore: l’approfondimento è utile a capire di più.

Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Piemonte è possibile consultare il sito regionale dedicato. 

Regione Puglia

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Puglia per lo screening per il tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne tra i 50 e 69 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito è positivo, si procede a un esame di secondo livello, in cui si esegue una colonscopia di approfondimento. Per approfondire consulta le guide screening.

Il reclutamento per lo screening avviene su invito: le ASL territoriali spediscono a domicilio una lettera di invito a tutti i residenti e domiciliati nella zona di riferimento.
 Nella comunicazione viene indicato il tipo di test da effettuare, le modalità di ritiro del kit e contatti e-mail e telefonici del centro di screening per richiedere eventualmente altre informazioni. Con la lettera di invito ci si potrà recare presso la farmacia più vicina o il proprio medico curante per ritirare il kit, per poi eseguire il prelievo e, entro 48 ore, portare il campione a uno dei laboratori convenzionati. Prima del test non ci sono restrizioni alimentari da seguire.

Una volta eseguito il test, il risultato sarà ricevuto per posta se negativo. Altrimenti, è possibile ricevere una comunicazione per eseguire nuovamente il test in caso in cui risultasse inadeguato. Si verrà invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo per procedere con l’esame di approfondimento, ovvero la colonscopia. Questa è gratuita ed è prenotabile online o tramite le farmacie che aderiscono al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo della regione Puglia per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap testogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 30;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 31 e i 64 anni.

Le persone ricevono un invito cartaceo con data, ora e luogo ora dell’appuntamento per effettuare l’esame. La lettera riporta anche i contatti telefonici per eventuali spostamenti dell’appuntamento o richiesta di informazioni. Sia il Pap test sia il test dell’HPV consistono nel prelievo, tramite una sorta di spazzolino, di cellule della cervice. Nel primo caso si cercano eventuali anomalie delle cellule che potrebbero evolvere in tumore, nel secondo si cerca il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus a rischio cancerogeno. Entrambi gli esami durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Per approfondire consulta la guida screening.

Il referto, se l’esito dell’esame è negativo, verrà recapitato per posta direttamente a casa. Altrimenti:

  • nel caso di HPV test positivo, il campione viene sottoposto all’analisi di laboratorio impiegata nel Pap test, cioè si cercano eventuali anomalie cellulari. Se questo l’esito è negativo, il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame;
  • nel caso il Pap test risulti positivo, segue un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione ed eseguire una colposcopia per osservare meglio lo stato di salute della cervice.

Sono esclusi dallo screening coloro che abbiano già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

In Puglia, lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno si rivolge alle donne tra i 50 e i 69 anni consiste nell’esecuzione di una mammografia gratuita ogni 2 anni. Grazie a questa indagine è possibile individuare noduli sospetti, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Innanzitutto, l’ASL territoriale invia una comunicazione cartacea a domicilio in cui viene specificato luogo e indicazioni dell’appuntamento.

L’esame dura in media dieci minuti e consiste nella compressione di entrambe le mammelle fra due piastre. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per la massima accuratezza, il referto è fatto visionare da due radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta svolto l’esame, in caso di esito negativo il referto è inviato a casa. Se invece emergono immagini dubbie o il radiologo vuole eseguire approfondimenti si verrà contattati telefonicamente. Questo non significa necessariamente che c’è qualcosa che non va: l’approfondimento è utile a capire di più e non sempre è associato alla presenza di un tumore. Nel caso in cui non si avessero notizie è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Puglia è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Sardegna

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Sardegna per lo screening per il tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e consiste nell’esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito di questo test è positivo si procede con un esame di secondo livello, una colonscopia. Per approfondire consulta le guide screening.

Chi deve effettuare l’esame riceve a casa una comunicazione cartacea d’invito a domicilio inviata dall’agenzia sanitaria del territorio di appartenenza. Quindi, può ritirare il kit per raccogliere il campione presso una farmacia comunale. Una volta eseguito il prelievo con il kit, è necessario tenere il materiale in frigorifero e poi portarlo nei punti di raccolta in farmacia, che si occuperà della spedizione della provetta in laboratorio. Prima del test non occorre seguire restrizioni alimentari.

Dopo circa 2 o 3 settimane il risultato viene comunicato:

  • con lettera a domicilio se è negativo o se è necessario ripetere l’esame perché il campione è risultato inadeguato;
  • telefonicamente se l’esito è positivo. In questo caso, si procede poi con l’esame di secondo livello, cioè una colonscopia. Anche questa è gratuita, e si può prenotare online o tramite le farmacie che aderiscono al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

In Sardegna lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 64 anni;
  • HPV test ogni 5 anni, per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le donne di 25 anni non vaccinate verranno sottoposte a vaccinazione gratuitamente con la prima chiamata di screening.

Il protocollo prevede una comunicazione d’invito  da parte del Agenzia sanitaria provinciale che riporta la data in cui sarà eseguito il test presso un consultorio familiare vicino.

Sia il Pap-test sia l’HPV-test durano meno di 10 minuti e prevedono il prelievo di cellule della cervice con una sorta di spazzolino per identificare eventuali alterazioni che potrebbero evolvere in tumore o il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus a rischio cancerogeno. Per approfondire consulta la guida screening.

I risultati dei due esami si ricevono entro poche settimane:

  • se negativi sono recapitati per posta direttamente a casa;
  • se il Pap test risulta positivo segue un invito telefonico in cui si organizza l’appuntamento per approfondire la situazione clinica, con l’esecuzione di una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice;
  • Se l’HPV test è positivo, il campione viene sottoposto a un’analisi in cui si cercano eventuali anomalie alle cellule della cervice (come avviene nel Pap test). Se questa risulta positiva, ci saranno altri esami di approfondimento, altrimenti il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame.

Sono escluse dallo screening le donne che hanno già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

In Sardegna, lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno è rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni e consiste in una mammografia gratuita da ripetere ogni 2 anni. Questo esame comporta un’esposizione minima ai raggi X e consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

L’agenzia regionale manda una comunicazione cartacea con data, ora e luogo dell’appuntamento. L’esame, che dura in media 10 minuti, consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre per l’esecuzione di una radiografia. A effettuarlo è personale tecnico altamente qualificato. La diagnosi viene poi confermato da 2 radiologi esperti. Per approfondire puoi consultare la guida screening.

Il referto viene spedito a casa se l’esito è negativo, mentre se si evidenziano immagini dubbie ed è bene eseguire approfondimenti si viene contattati telefonicamente. In questo caso è consigliato stare tranquille: l’approfondimento è utile a capire di più e non è detto che ci sia un tumore.

Nel caso in cui non si avessero notizie, è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Sardegna è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Sicilia

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Sicilia per lo screening per il tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e va ripetuto ogni 2 anni.

In primo luogo, è previsto l’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF), che consiste nell’analisi di un campione fecale della persona raccolto in provetta. Se l’esito è positivo si procede con un esame di secondo livello, una colonscopia di approfondimento. Per saperne di più consulta le guide screening.

Le persone a cui è rivolto lo screening ricevono a domicilio una comunicazione cartacea d’invito da parte dell’agenzia sanitaria del territorio di appartenenza, Dopodiché, può ritirare il kit per il prelievo presso una farmacia comunale ed eseguire il prelievo del campione, che va tenuto in frigorifero e portato nei punti di raccolta nella farmacia, che si occuperà della spedizione per eseguire l’esame in laboratorio. Non è necessario seguire restrizioni alimentari prima del test.

Dopo circa due o tre settimane il risultato viene comunicato:

  • con lettera a domicilio se è negativo oppure occorre ripeterlo perché è risultato inconcludente;
  • telefonicamente se l’esito è positivo, per procedere con una colonscopia di approfondimento. Anche questo esame è gratuito, si può prenotare online o tramite le farmacie aderenti al programma di screening.

Screening del tumore alla cervice uterina

Il protocollo della regione Sicilia per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le persone ricevono un invito cartaceo con data, ora e luogo ora dell’appuntamento per effettuare l’esame. La lettera riporta anche i contatti telefonici per eventuali spostamenti dell’appuntamento o richiesta di informazioni. Sia il Pap test sia il test dell’HPV consistono nel prelievo, tramite una sorta di spazzolino, di cellule della cervice. Nel primo caso si cercano eventuali anomalie delle cellule che potrebbero evolvere in tumore, nel secondo si cerca il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus a rischio cancerogeno. Entrambi gli esami durano meno di dieci minuti e non sono dolorosi. Per approfondire consulta la guida screening.

Il referto, se l’esito dell’esame è negativo, verrà recapitato per posta direttamente a casa. Altrimenti:

  • nel caso di HPV test positivo, il campione viene sottoposto all’analisi di laboratorio impiegata nel Pap test, cioè si cercano eventuali anomalie cellulari. Se questo l’esito è negativo, il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame;
  • nel caso il Pap test risulti positivo, segue un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione ed eseguire una colposcopia per osservare meglio lo stato di salute della cervice.

Sono esclusi dallo screening coloro che abbiano già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del cancro al seno è rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni e prevede l’esecuzione di una mammografia gratuita ogni 2 anni. Questo controllo consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

L’esame dura in media 10 minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre per l’esecuzione della radiografia. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale che effettua l’esame è altamente qualificato. Per sicurezza, il referto è fatto visionare da due radiologi esperti. Per approfondire puoi consultare la guida screening.

Una volta eseguito l’esame, se l’esito è negativo si ricevono i risultati a casa. Se invece emergono immagini dubbie e il radiologo vuole eseguire approfondimenti si viene contattate telefonicamente. Questo non deve portare ansie o timori, in quanto queste indagini ulteriori sono utili a capire di più e non sempre emerge la presenza di un tumore.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Sicilia è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Toscana

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Toscana per il test di screening per il tumore del colon-retto è esteso a uomini e donne tra i 50 e 69 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito di questo esame di primo livello è positivo, si procede con un esame di secondo livello: una colonscopia di approfondimento. Per saperne di più puoi consultare le guide screening.

Dalle diverse agenzie sanitarie del territorio di appartenenza viene mandata una comunicazione cartacea d’invito a domicilio. Il cittadino dovrà recarsi presso le farmacie più vicine, o dal proprio medico curante o nelle ASL di competenza e ritirare il kit per il prelievo.

Nella lettera d’invito viene riportata la tipologia del test se di primo o secondo livello, le modalità di ritiro del kit e numeri telefonici del Centro di screening per ulteriori informazioni. Una volta arrivata la comunicazione basterà recarsi alla farmacia più vicina muniti di documento d’invito, ritirare il kit, Quindi, si può eseguire la raccolta del campione e portandolo presso i punti di raccolta convenzionati entro 24 ore (tenendolo in frigorifero se non si riesce a consegnarlo entro poche ore). Prima del test non occorre seguire restrizioni alimentari.

Una volta eseguito il test, dopo circa 2 o 3 settimane il risultato verrà comunicato con lettera a domicilio se negativo o per un possibile richiamo se il test è inadeguato. Si verrà contattati telefonicamente se l’esito è positivo per procedere con l’esame di secondo livello e quindi effettuare una colonscopia. Questa è gratuita ed è prenotabile online o tramite le farmacie aderenti al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le persone ricevono un invito cartaceo con data, ora e luogo ora dell’appuntamento per effettuare l’esame. La lettera riporta anche i contatti telefonici per eventuali spostamenti dell’appuntamento o richiesta di informazioni. Sia il Pap test sia il test dell’HPV consistono nel prelievo, tramite una sorta di spazzolino, di cellule della cervice. Nel primo caso si cercano eventuali anomalie delle cellule che potrebbero evolvere in tumore, nel secondo si cerca il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus a rischio cancerogeno. Entrambi gli esami durano meno di dieci minuti e non sono dolorosi. Per approfondire consulta la guida screening.

Il referto, se l’esito dell’esame è negativo, verrà recapitato per posta direttamente a casa. Altrimenti:

  • nel caso di HPV test positivo, il campione viene sottoposto all’analisi di laboratorio impiegata nel Pap test, cioè si cercano eventuali anomalie cellulari. Se questo l’esito è negativo, il percorso di screening continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame;
  • nel caso il Pap test risulti positivo, segue un invito telefonico in cui verrà organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione ed eseguire una colposcopia per osservare meglio lo stato di salute della cervice.

Non sono invitate a effettuare lo screening le donne che rientrano in questi criteri, ma che hanno già effettuato il Pap test o il test dell’HPV al di fuori del programma di screening negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno si rivolge alle donne tra i 45 e i 74 anni e consiste nell’esecuzione di una mammografia gratuita, con tempistiche diverse in base alla fascia d’età:

  • ogni anno tra i 45 e i 49 anni;
  • ogni 2 anni tra i 50 e i 74 anni.

Questo esame consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Le persone sono invitate tramite una comunicazione telefonica del Call center regionale, in cui viene fissato l’appuntamento.

L’esame dura in media 10 minuti. Per effettuarlo, le due mammelle sono compresse tra 2 piastre e viene eseguita una radiografia con esposizione ai raggi X minima. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato, e la diagnosi è confermata da due radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta effettuato l’esame, se l’esito è negativo viene inviato a casa. Se invece si evidenziano immagini dubbie o il radiologo richiede approfondimenti si viene contattate telefonicamente. Questo non deve portare ansie o timori: indagare più a fondo serve a chiarire la situazione, e non sempre è associato alla presenza di un tumore. Se non si ricevono i risultati nell’arco di tre settimane si può chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Toscana è possibile consultare il sito regionale dedicato. 

Regione Trentino-Alto Adige

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato dalla regione Trentino-Alto Adige per lo screening per il tumore del colon-rettoè rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e consiste nell’esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni.Se questo risulta positivo si procede con un esame di secondo livello, una colonscopia. Per approfondire consulta le guide screening.

Dalle diverse agenzie sanitarie del territorio di appartenenza viene mandata una comunicazione cartacea d’invito a domicilio ed è possibile ritirare il kit per il prelievo presso le farmacie comunali . Una volta raccolto il campione, è necessario tenere in frigorifero il materiale e poi portare la provetta nei punti di raccolta nella farmacia che ha fornito il kit e si occuperà di spedire il campione in laboratorio. Prima del test non serve seguire restrizioni alimentari.

Dopo circa 2 o 3 settimane il risultato viene comunicato con lettera a domicilio o tramite la piattaforma digitale preposta se negativo o per un possibile richiamo se il test risultasse inadeguato. Si verrà contattati telefonicamente se l’esito è positivo, per procedere con l’esame di secondo livello e quindi effettuare una colonscopia. Questa è gratuita ed è prenotabile online o tramite le farmacie aderenti al programma di screening.

Screening per il tumore della cervice uterina

Il protocollo regionale del Trentino-Alto Adige per lo screening del tumore al collo dell’utero (o cervice uterina) prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 30 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 31 e i 64 anni.

Le donne di 25 anni non vaccinate possono essere sottoposte a vaccinazione gratuitamente con la prima chiamata di screening.

Le persone ricevono un invito cartaceo con data, ora e luogo ora dell’appuntamento per effettuare l’esame. La lettera riporta anche i contatti telefonici per eventuali spostamenti dell’appuntamento o richiesta di informazioni. Sia il Pap test sia il test dell’HPV consistono nel prelievo, tramite una sorta di spazzolino, di cellule della cervice. Nel primo caso si cercano eventuali anomalie delle cellule che potrebbero evolvere in tumore, nel secondo si cerca il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus a rischio cancerogeno. Entrambi gli esami durano meno di dieci minuti e non sono dolorosi. Per approfondire consulta la guida screening.

I risultati sono disponibili entro poche settimane:

  • per entrambi gli screening, se l’esito è negativo viene recapitato per posta direttamente a casa;
  • se il Pap test risulta positivo, segue un invito telefonico in cui viene organizzato l’appuntamento per approfondire la situazione clinica con una colposcopia;
  • se è positivo l’HPV test, il campione viene analizzato con i criteri Pap test (cioè cercando eventuali anomalie cellulari). Se l’esito è negativo, il percorso di prevenzione continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame. Altrimenti si riceve una chiamata per approfondire ed eseguire una colposcopia.
    .

Non sono invitate allo screening coloro che abbiano già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening entro gli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno in Trentino-Alto Adige si rivolge alle donne tra i 49 e i 74 anni. Consiste nella mammografia, esame radiologico che consente di individuare anomalie, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. L’esame è da ripetere ogni 2 anni.

L’invito avviene tramite lettera recapitata a domicilio con le indicazioni di orario e data per l’esame, che viene effettuato presso i centri radiologici delle ASL del territorio e dura in media 10 minuti. Consiste nella compressione di entrambi i seni fra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella con esposizione ai raggi X minima. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato e per una diagnosi più accurata il referto è fatto visionare da due radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta effettuato l’esame, se il risultato è negativo l’esito verrà inviato a casa. Se si evidenziano immagini dubbie e il radiologo vuole eseguire approfondimenti si verrà contattate telefonicamente. Questo non deve portare ansie o timori: l’approfondimento è utile a capire di più e non è detto ci sia un tumore.

Nel caso in cui non si venisse contattate è bene chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Trentino-Alto Adige è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Umbria

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato dalla regione Umbria per il test di screening per il tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 74 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito di quest’analisi è positiva si procede a un esame di secondo livello in cui viene eseguita una colonscopia di approfondimento. Consulta le guide screening per saperne di più.

A chi ha già aderito precedentemente allo screening, le agenzie sanitarie del territorio di appartenenza mandano a casa sia una comunicazione cartacea d’invito sia il kit per l’esecuzione del prelievo. Per le persone che non hanno mai ricevuto la comunicazione prima e coloro che invece non hanno aderito all’ultimo invito arriva una comunicazione cartacea a domicilio con le indicazioni per il ritiro del kit presso le farmacie convenzionate. Dopo che per tre volte consecutive il cittadino non ha aderito all’invito, il kit non viene più spedito a domicilio e si deve procedere al ritiro nelle aziende sanitarie regionali di appartenenza.

Una volta raccolto il campione necessario per le analisi con l’apposito kit, è necessario tenerlo in frigorifero e portarlo nei punti di raccolta entro 24 ore. Il campione non va spedito per posta. Prima del test non è necessario seguire diete particolari.

Dopo circa due o tre settimane il risultato verrà comunicato con lettera a domicilio se negativo o per un possibile richiamo se il test risultasse inadeguato. Si verrà contattati telefonicamente se l’esito è positivo per procedere con l’esame di secondo livello e quindi effettuare una colonscopia. Questa è gratuita e prenotabile online o tramite le farmacie aderenti al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina delle Umbria prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e 29 anni che non hanno ricevuto almeno 2 dosi di vaccino contro il Papillomavirus (HPV) entro i 15 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le donne di 25 anni non vaccinate verranno sottoposte a vaccinazione gratuitamente con la prima chiamata di screening.

Le persone ricevono un invito cartaceo con data, ora e luogo ora dell’appuntamento per effettuare l’esame. La lettera riporta anche i contatti telefonici per eventuali spostamenti dell’appuntamento o richiesta di informazioni. Sia il Pap test sia il test dell’HPV consistono nel prelievo, tramite una sorta di spazzolino, di cellule della cervice. Nel primo caso si cercano eventuali anomalie delle cellule che potrebbero evolvere in tumore, nel secondo si cerca il DNA di alcuni ceppi di Papillomavirus a rischio cancerogeno. Entrambi gli esami durano meno di 10 minuti e non sono dolorosi. Per approfondire consulta la guida screening.

Per entrambi i test, se i risultati sono negativi sono recapitati per posta direttamente a casa entro poche settimane. Invece, si riceve una telefonata in caso di esito positivo, e in particolare:

  • Se il Pap test è positivo, in chiamata si organizza l’appuntamento per approfondire la situazione clinica e l’esecuzione di una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice;
  • Se l’HPV test è positivo, il campione di cellule cervicali viene analizzato per rilevare eventuali anomalie, come avviene nel Pap test. In caso quest’ultimo risulti negativo, il percorso di prevenzione continuerà dopo un anno con l’invito a ripetere l’esame; se è positivo, invece, si riceve una chiamata per effettuare ulteriori approfondimenti, con una colposcopia.

Sono escluse dallo screening le donne che hanno già effettuato il Pap test o il test HPV negli ultimi 12 mesi.

Screening per il tumore del seno

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno si rivolge alle donne tra i 50 e 74 anni e consiste nell’esecuzione di una mammografia gratuita ogni 2 anni. Si tratta di un esame radiologico della mammella che consente di individuare noduli di piccole dimenzioni, non ancora percepibili al tatto.

L’appuntamento viene fissato grazie a una comunicazione telefonica effettuata dal Call center regionale.

L’esame dura in media 10 minuti: consiste nella compressione di entrambi i seni tra 2 piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella. L’esposizione ai raggi X è minima e il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per una maggiore accuratezza della diagnosi, la radiografia è visionata da 2 radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

Una volta fatto l’esame, se il referto è negativo verrà inviato l’esito a casa. Invece, se si evidenziano immagini dubbie o il radiologo vuole eseguire approfondimenti si verrà contattati telefonicamente. Questo non deve portare timori o ansie: l’approfondimento serve a capire di più e non sempre viene rilevato un tumore maligno.

Nel caso in cui non si ricevessero notizie è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Umbria è possibile consultare il sito regionale dedicato.

Regione Val d'Aosta

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo di screening per il tumore del colon-retto adottato da regione Val d’Aosta è esteso a uomini e donne tra i 50 e i 74 anni e consiste nell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. In caso di esito positivo, si procede con una colonscopia di approfondimento. Per saperne di più puoi consultare le guide screening.

Il medico curante consegna direttamente alla persona una lettera d’invito con le indicazioni per un appuntamento in Comune, in cui i volontari consegnano il kit per la raccolta del materiale biologico e spiegano le modalità di svolgimento del test e quali sono i luoghi convenzionati dove consegnare il materiale. Il campione raccolto deve essere mantenuto in frigo per massimo tre giorni e va portato ai centri o alle farmacie che aderiscono al programma di screening.

Dopo circa due o tre settimane il risultato viene comunicato con lettera a domicilio se negativo o se occorre ripetere il test perché è risultato non adeguato. Si viene invece contattati telefonicamente se l’esito è positivo per procedere con l’esame di secondo livello, ovvero effettuare una colonscopia. Questa è gratuita e prenotabile online o tramite le farmacie aderenti al programma di screening.

Screening per il tumore alla cervice uterina

Il protocollo adottato dalla regione Val d’Aosta per lo screening del tumore alla cervice uterina, o collo dell’utero, prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni.

Le donne di 25 anni non vaccinate verranno sottoposte a vaccinazione gratuitamente con la prima chiamata di screening.

L’invito consiste in una lettera cartacea da parte di un consultorio della zona e riporta data, ora e luogo dell’appuntamento per l’esecuzione del test presso i poliambulatori in base al distretto di residenza. Entrambi gli esami durano meno di dieci minuti e consistono in un prelievo indolore di cellule della cervice grazie a una spatolina o uno spazzolino. Con il Pap test si ricercano anomalie cellulari e con l’HPV test si cerca il DNA di un Papillomavirus che può causare un tumore. Per approfondire consulta la guida screening.

Per entrambi gli esami, il referto verrà recapitato per posta a casa se l’esito è negativo. Invece, sono diversi i percorsi che seguono in caso di esito positivo dei due test:

  • se il Pap test dà esito positivo si riceve un invito telefonico per organizzare l’appuntamento per approfondire la situazione clinica ed effettuare una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice;
  • se l’HPV test risulta positivo, il campione viene esaminato per individuare eventuali anomalie cellulari (come avviene in caso di Pap test). Se anche l’esito di quest’ultima analisi è positiva, la persona è invitata a eseguire altri esami di approfondimento. Altrimenti, la persona è invitata a ripetere l’esame dopo un anno.

Sono esclusi dallo screening coloro che negli ultimi 12 mesi hanno già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening.

Screening per il tumore del seno

In Val d’Aosta, lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno si rivolge alle donne tra i 50 e i 69 anni e consiste nell’esecuzione di una mammografia gratuita ogni 2 anni.

Anche le persone tra i 45 e i 49 anni (con cadenza annuale) e tra i 70 e i 74 anni (ogni 2 anni), se lo desiderano, possono aderire spontaneamente allo screening.

Questo esame consente di individuare anomalie anche di piccole dimensioni con una esposizione ai raggi X minima.

L’invito consiste in una telefonata da un Call center regionale per fissare l’appuntamento per l’esame. La mammografia dura circa 10 minuti, in cui le mammelle sono compresse tra 2 piastre. A effettuare l’esame è personale tecnico altamente qualificato e per la diagnosi le immagini radiografiche sono valutate da due radiologi esperti. Per saperne di più consulta la guida screening.

Una volta fatto l’esame, l’esito sarà inviato a casa se è negativo entro trenta giorni. Invece, si riceverà una telefonata se si evidenziano immagini dubbie o il radiologo vuole eseguire approfondimenti. Questo non deve portare ansie o timori: l’approfondimento è utile a chiarire la situazione e non sempre è associato alla presenza di un tumore.

Nel caso in cui non si venisse contattati si può telefonare all’azienda sanitaria di competenza per fissare un appuntamento.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Val d'Aosta è possibile consultare il sito regionale dedicato. 

Regione Veneto

Screening per il tumore del colon-retto

Il protocollo adottato da regione Veneto per il test di screening per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne tra i 50 e 74 anni e consiste nell’esame per valutare la presenza di sangue occulto nelle feci (SOF), da ripetere ogni 2 anni. Se l’esito del test è positivo si procede con un esame di secondo livello in cui viene eseguita una colonscopia di approfondimento. Per saperne di più consulta le guide screening.

Le ULSS di appartenenza spediscono un invito cartaceo a domicilio con le indicazioni sull’esame da effettuare, che prevede di raccogliere un proprio campione di feci in provetta.

Nella lettera d’invito vengono riportate anche le modalità di ritiro del kit per il prelievo e i contatti (sia telefonici sia e-mail) del centro di screening per richiedere eventuali altre informazioni. Invito alla mano è possibile richiedere il kit al proprio medico curante o presso la farmacia più vicina. Quindi, si potrà eseguire il prelievo e, entro 48 ore, portare la provetta a uno dei laboratori convenzionati. Prima del test si può mangiare regolarmente.

Una volta eseguite le analisi, l’ULSS di riferimento comunica il risultato tramite una lettera se l’esito è negativo oppure telefonicamente se l’esito è positivo. In questo caso si procede con l’esame di secondo livello, ovvero una colonscopia. Questa è gratuita e si può prenotare online o tramite le farmacie che aderiscono al programma di screening.

Se il test ha dato risultati poco chiari, si riceve invece una lettera di invito a effettuarlo nuovamente.

Screening per il tumore alla cervice uterina

In Veneto, il protocollo regionale per lo screening del tumore alla cervice uterina, o collo dell’utero, prevede:

  • Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni che non sono state vaccinate contro l’HPV entro i 15 anni;
  • HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni, indipendentemente dalla copertura vaccinale.

Secondo il protocollo della regione Veneto, quando occorre effettuare lo screening si riceve un invito cartaceo che riporta luogo, data e ora dell’appuntamento per l’esame più i contatti telefonici per eventuali richieste di informazioni o modifiche dell’appuntamento.

Il Pap test e l’HPV test prevedono il prelievo cellule della cervice: nel primo gli specialisti cercano eventuali alterazioni cellulari che potrebbero portare a un tumore, nel secondo cercano l’eventuale presenza di DNA di ceppi di Papillomavirus correlati al cancro della cervice. In entrambi i casi l’esame dura meno di dieci minuti ed è indolore. Il prelievo avviene con una sorta di spatolina o di spazzolino. Per approfondire consulta la guida screening.

Per entrambi gli esami, il referto verrà recapitato per posta a casa se l’esito è negativo. Invece, sono diversi i percorsi che seguono in caso di esito positivo dei due test:

  • se il Pap test dà esito positivo si riceve un invito telefonico per organizzare l’appuntamento per approfondire la situazione clinica ed effettuare una colposcopia per osservare meglio lo stato della cervice;
  • se l’HPV test risulta positivo, il campione viene esaminato per individuare eventuali anomalie cellulari (come avviene in caso di Pap test). Se anche l’esito di quest’ultima analisi è positiva, la persona è invitata a eseguire altri esami di approfondimento. Altrimenti, la persona è invitata a ripetere l’esame dopo un anno.

Sono esclusi dallo screening coloro che negli ultimi 12 mesi hanno già effettuato il Pap test o il test HPV al di fuori del programma di screening.

Screening per il tumore del seno

In Veneto, lo screening gratuito per la diagnosi precoce del tumore al seno è rivolto alle donne tra i 45 e i 74 anni e consiste nell’esecuzione di una mammografia gratuita ogni 2 anni. L’esame, grazie a un’esposizione minima ai raggi X, consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

Le aziende USLL e ospedaliere inviano a casa una lettera in cui sono specificati l’esame da effettuare, dove e quando recarsi e indicazioni utili.

L’esame dura circa 10 minuti, in cui i seni sono compressi fra 2 piastre per l’esecuzione della radiografia. Il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato e la diagnosi è eseguita da due radiologi esperti. Per approfondire consulta la guida screening.

I risultati dell’esame sono inviati a casa, con una lettera, se il referto è negativo. Se invece emergono anomalie o l’esame non è chiaro, si viene contattate telefonicamente. Nel caso in cui non si venisse contattati è sufficiente chiamare l’azienda sanitaria di competenza.

Per avere ulteriori informazioni riguardo ai programmi di screening oncologici in Veneto è possibile consultare il sito regionale dedicato. 

In data 19 dicembre 2025 abbiamo corretto un refuso: inizialmente riportavamo che in Calabria lo screening mammografico è rivolto alle donne tra i 50 e i 74 anni, mentre il dato corretto è tra i 50 e i 69. Inoltre, abbiamo aggiornato il link per ulteriori approfondimenti sugli screening in Calabria, sostituendo quello della Regione con i collegamenti alle singole Aziende sanitarie provinciali.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

Autore originale: Denise Cerrone

Revisione di Redazione AIRC in data 17/07/2026

  • Denise Cerrone

    Laureata magistrale in Scienza dei materiali presso l’Università di Milano-Bicocca, appassionata di piante e acquerelli e divoratrice di saggi scientifici. Scrive di scienza dal 2021 per una rivista online Mountain Genius parlando di natura e ambiente. Ha approfondito lo studio delle tecniche di comunicazione e giornalismo scientifico grazie ai corsi de Il Post e Feltrinelli. Collabora con AIRC per la produzione e revisione di materiale divulgativo sui temi della prevenzione oncologica.