Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2026
Alcuni progressi recenti potrebbero migliorare in futuro le terapie contro il tumore del pancreas, uno dei tipi di cancro ancora più difficili da curare.
Nel mondo, il tumore del pancreas è il sesto per mortalità e il dodicesimo per incidenza fra tutte le malattie oncologiche, secondo le stime Globocan a cura dell’Organizzazione mondiale della sanità. È ancora difficile da diagnosticare precocemente e da trattare in maniera efficace. In Italia i dati più recenti hanno mostrato una sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi pari all’11% negli uomini e al 13% nelle donne. Le percentuali ancora piuttosto basse sono legate a diversi fattori, tra cui la complessità della patologia, l’invecchiamento della popolazione generale, l’aumento dell’esposizione a diversi fattori di rischio e soprattutto il fatto che, al momento della diagnosi, il tumore del pancreas spesso si trova in uno stadio già avanzato. Tuttavia, confrontando i dati epidemiologici raccolti nel corso del tempo, emerge un lieve ma progressivo aumento della sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi. Tale lieve incremento sembra essere associato a diversi fattori, tra cui i progressi nella chirurgia, la ricerca di nuovi trattamenti farmacologici efficaci contro il tumore del pancreas e la disponibilità di alcuni nuovi strumenti per la diagnosi precoce nei soggetti ad alto rischio.
Sono molti gli studi promettenti su nuovi protocolli farmacologici per trattare il cancro del pancreas. Inoltre, recentemente sono emerse anche nuove possibilità rispetto a protocolli di intervento chirurgico per la resezione del tumore, che potrebbero portare in futuro a operazioni meno invasive ma altrettanto efficaci.
Da 17 ospedali universitari italiani arrivano i risultati di uno studio clinico indipendente di fase III, sostenuto dalle associazioni MyEverest e Codice Viola e coordinato da Michele Reni, dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Nello studio, chiamato PACT-21 CASSANDRA, sono stati coinvolti 250 pazienti. In circa la metà di loro è stato utilizzato il protocollo neoadiuvante (ovvero preoperatorio) PAXG, che prevede la somministrazione di cisplatino, nab-paclitaxel, capecitabina e gemcitabina, mentre l’altra metà dei pazienti è stata curata con il protocollo standard a base di mFOLFIRINOX, che prevede la somministrazione neoadiuvante di fluorouracile, leucovorina, irinotecan e oxaliplatino.
I risultati, pubblicati sulla rivista Lancet a novembre 2025, hanno mostrato che il protocollo PAXG sembra avere offerto ai pazienti con tumore del pancreas operabile una probabilità maggiore di sopravvivere più a lungo senza complicazioni legate al tumore rispetto al mFOLFIRINOX.
Tra i nuovi studi nel campo del trattamento del tumore del pancreas è emerso recentemente quello condotto da un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato da Tanios Bekaii-Saab, della Mayo Clinic di Phoenix in Arizona (Stati Uniti), e sostenuto dall’azienda Actuate Therapeutics. I ricercatori hanno valutato l’efficacia della combinazione del farmaco elraglusib con la chemioterapia come trattamento di prima linea per l’adenocarcinoma pancreatico metastatico in 155 pazienti, mentre 78 hanno ricevuto la sola chemioterapia. I risultati hanno mostrato che l’aggiunta di elraglusib al trattamento standard ha raddoppiato la percentuale di pazienti sopravvissuti a un anno dalla diagnosi, arrivando a circa il 44%, rispetto al 22% di coloro che sono stati trattati soltanto con la chemioterapia. Oltre ai benefici clinici, le analisi hanno indicato che il farmaco aggiunto alla chemio agisce influenzando il sistema immunitario, in particolare aumentando la presenza di cellule citotossiche all’interno del tumore. Nonostante un aumento degli eventi avversi, tra cui affaticamento, nausea e disturbi visivi transitori, il profilo di sicurezza è stato considerato accettabile e gestibile.
I promettenti risultati di questa sperimentazione, pubblicati sulla rivista Nature Medicine, saranno valutati in uno studio di fase 3, che coinvolgerà un numero più ampio di ammalati, al fine di confermare ulteriormente la validità di questa nuova strategia terapeutica.
I sistemi di intelligenza artificiale (IA) stanno trovando uno spazio sempre maggiore, in affiancamento ai medici, durante il percorso diagnostico e assistenziale dei pazienti, e il tumore del pancreas non fa eccezione. Sono diversi gli studi in corso in quest’ambito, ad esempio focalizzati sull’uso dell’IA nella diagnosi precoce del tumore attraverso l'analisi delle storie cliniche dei pazienti e nell’analisi di immagini ottenute tramite TAC con mezzo di contrasto per migliorare l’identificazione di segni precoci del tumore.
Tra questi vi è lo studio coordinato da Chris Sander, del Dana-Farber Cancer Institute e del Broad Institute del MIT e Harvard, a Boston in Massachusetts, negli Stati Uniti, e sostenuto dal National Cancer Institute. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Medicine nel 2023, comprendono un algoritmo di “deep learning” sviluppato per prevedere il rischio di cancro al pancreas a partire dalla storia della malattia.
Sulla sorveglianza dei pazienti ad alto rischio, AIRC ha pubblicato un approfondimento su come la diagnosi precoce può fare la differenza per alcuni tipi di tumore del pancreas.
Oltre ai tentativi di superare la chemioterapia standard, in genere poco efficace, con approcci basati sulla medicina di precisione, al miglioramento delle tecniche chirurgiche e allo sviluppo di metodi per identificare più precocemente la malattia, va segnalato il recente via libera da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) alla rimborsabilità del farmaco olaparib come terapia di mantenimento per un sottogruppo di pazienti con tumore del pancreas metastatico e mutazioni nei geni BRCA 1/2. La decisione è stata presa in base ai risultati di studi recenti che hanno mostrato l’efficacia del farmaco in tali condizioni. Si tratta di una possibile nuova opportunità terapeutica per i pazienti con questa neoplasia e queste caratteristiche.
Per un quadro più ampio sul sistema di cura, è utile conoscere anche la rete nazionale delle Pancreas Unit, istituita per garantire trattamenti specializzati ai pazienti con tumore del pancreas in tutta Italia.
Tra le ultime novità sul tumore al pancreas emerse dalla ricerca recente figurano i dati dello studio clinico PACT-21 CASSANDRA, che ha confrontato il protocollo PAXG con il mFOLFIRINOX come trattamento preoperatorio, i risultati promettenti di uno studio su una nuova combinazione farmacologica per l’adenocarcinoma pancreatico metastatico e il via libera di AIFA alla rimborsabilità di olaparib per alcuni pazienti con mutazioni BRCA1 o BRCA2.
Il protocollo PAXG è un trattamento neoadiuvante (preoperatorio) che prevede la somministrazione di cisplatino, nab-paclitaxel, capecitabina e gemcitabina. Lo studio clinico PACT-21 CASSANDRA, pubblicato su Lancet nel 2025, ha mostrato che il PAXG offre ai pazienti con tumore del pancreas operabile una probabilità maggiore di sopravvivere più a lungo senza complicazioni rispetto al mFOLFIRINOX, il protocollo standard basato su fluorouracile, leucovorina, irinotecan e oxaliplatino.
Il mFOLFIRINOX è il protocollo chemioterapico standard attualmente utilizzato come trattamento neoadiuvante per il tumore del pancreas. Prevede la somministrazione combinata di fluorouracile, leucovorina, irinotecan e oxaliplatino. Nello studio PACT-21 CASSANDRA è stato utilizzato come trattamento di confronto rispetto al protocollo PAXG.
AIFA ha di recente approvato la rimborsabilità di olaparib come terapia di mantenimento per un sottogruppo specifico di pazienti: quelli con tumore del pancreas metastatico e mutazioni nei geni BRCA 1/2. Si tratta di una delle principali nuove cure tumore pancreas rese disponibili in Italia, frutto dei progressi della medicina di precisione.
Diversi studi stanno esplorando l’uso dell’IA nella ricerca tumore pancreas, in particolare per la diagnosi precoce. Un esempio è l’algoritmo di deep learning sviluppato dal gruppo di Chris Sander (Dana-Farber Cancer Institute, MIT e Harvard), pubblicato su Nature Medicine nel 2023, in grado di prevedere il rischio di sviluppare il tumore del pancreas analizzando la storia clinica dei pazienti. L’IA viene anche applicata all’analisi di immagini TAC per identificare segni precoci della malattia.
Amalia Forte