C'è chi viene e chi va grazie ad AIRC e all'Unione Europea

C'è chi viene e chi va grazie ad AIRC e all'Unione Europea

Almeno 30 borse di studio triennali destinate ad altrettanti giovani perché possano portare avanti il proprio progetto di ricerca sul cancro in importanti istituzioni italiane ed europee: è l’obiettivo dell’iniziativa iCARE-2 (International Cancer Research Fellowships), cofinanziata da AIRC e dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon 2020. Con iCARE-2, AIRC promuove la mobilità da e verso l’Italia, rafforzando così il proprio impegno a raggiungere l’obiettivo della Commissione Europea per un mercato aperto ai ricercatori di tutto il mondo.

Tre opportunità

Sono tre le tipologie di borse di studio proposte nei bandi di iCARE-2: c’è la borsa Outgoing Fellowship, indirizzata ai ricercatori di qualsiasi nazionalità che hanno lavorato in Italia per più di tre anni e che sono interessati a un’esperienza all’estero. Il secondo tipo di borsa si chiama Incoming Fellowship: grazie a questi fondi, scienziati non italiani interessati a trascorrere un periodo di ricerca in un’istituzione scientifica in Italia possono trovare i finanziamenti adatti e contribuire alla crescita della ricerca oncologica nel nostro Paese. Infine la Reintegration Fellowship è pensata per i ricercatori italiani che hanno lavorato all’estero per almeno due anni negli ultimi 36 mesi e che desiderano tornare a fare ricerca sul cancro in un centro in Italia.

Matteo, Maria e Linda sono tre dei borsisti che hanno iniziato nel 2019 il loro progetto grazie ad iCARE-2.

Il sistema immunitario nelle metastasi cerebrali

Matteo Massara ha un dottorato di ricerca in medicina sperimentale e biotecnologie mediche. Ha lavorato all’Istituto clinico Humanitas e si trova ora a Losanna grazie alla borsa Outgoing per studiare il ruolo dei macrofagi e della microglia nelle metastasi al cervello, generate da diversi tumori primari (soprattutto cancro al seno, al polmone e melanoma). Ha sempre amato la biologia applicata e la vita da laboratorio, e ha trovato nell’immunologia la propria strada. “Il mio è un progetto di biologia di base, quindi le conoscenze che verranno generate non avranno una immediata ricaduta clinica ma saranno fondamentali per futuri sviluppi” ci tiene a precisare.

La risposta immunitaria è essenziale nel controllo del tumore: conoscerne i meccanismi permetterà di sfruttarla al massimo per migliorare la prevenzione e la cura. La scelta di Losanna non è casuale: “qui si trova il gruppo di ricerca di Johanna Joyce. È un gruppo di lavoro che ha identificato in passato diversi meccanismi biologici che hanno portato a nuovi approcci di cura nei tumori del cervello. Ho voluto combinare la mia attività in immunologia sviluppata a Milano con le loro conoscenze sulla biologia dei tumori cerebrali”.

Riprogrammare il cancro del colon-retto

Da Barcellona a Torino, passando per gli Stati Uniti: Maria Serra è una ricercatrice spagnola specializzatasi a Boston con studi sulle cellule staminali. Dopo sette anni ha deciso di tornare in Europa e di applicare le proprie conoscenze in ambito tumorale all’Istituto di Candiolo in Piemonte. “Esistono prove scientifiche che alcune cellule presenti all’interno dei tumori possiedano caratteristiche tipiche delle cellule staminali” spiega Maria Serra. La borsa Incoming di iCARE-2 le permetterà di studiare il ruolo del metabolismo del glucosio nel carcinoma del colon-retto, uno dei vari meccanismi alterati nelle cellule tumorali, che rendono le stesse più aggressive e in grado di adattarsi all’ambiente circostante. La ricercatrice studierà infatti il ruolo della riprogrammazione metabolica, ovvero quella capacità delle cellule tumorali di alterare il proprio metabolismo per supportare
la crescita e la rapida proliferazione. “Fare la ricercatrice non è qualcosa che ho deciso. È parte di me. Sono sempre stata attratta dalla conoscenza e ho sempre cercato di trovare da me le risposte ai miei interrogativi, perché non mi bastava semplicemente imparare e leggere delle scoperte fatte da altri. È un lavoro duro sotto molti aspetti, ma altrettanto gratificante.”

Il sistema immunitario e i farmaci cortisonici

Nata e cresciuta a Roma, Linda Quatrini è una delle borsiste iCARE-2 Reintegration. Grazie ad AIRC nel 2014 si era trasferita a Marsiglia per un periodo di ricerca dopo il dottorato (post doc), e sempre grazie ad AIRC è riuscita a tornare in Italia per continuare le sue ricerche all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Lo scopo del suo progetto è consolidare la linea di ricerca che ha perseguito negli ultimi anni e studiare come i glucocorticoidi modifichino la funzione delle cellule natural killer, cellule del sistema immunitario che svolgono un ruolo importante nel riconoscimento e nella distruzione delle cellule tumorali.

I glucocorticoidi sono ormoni endogeni, ma esistono dei farmaci, chiamati corticosteroidi, che sono la forma sintetica di questi ormoni. Vengono somministrati ai pazienti malati di cancro soprattutto per tollerare gli effetti avversi della chemio e altre terapie. “Vogliamo studiare come questi farmaci possano regolare positivamente o negativamente la funzione delle cellule natural killer. È fondamentale capire sempre più nel dettaglio come funzionano il nostro organismo e il sistema immunitario, quali sono le basi cellulari e molecolari e quali i meccanismi, per poi agire a beneficio del paziente.”

Queste borse di studio sono state co-finanziata da AIRC e dal programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020 mediante il contratto Marie Skłodowska
Curie numero 800924.

 

  • Autori:

    Carlotta Jarach - Agenzia ZOE

  • Data di pubblicazione:

    2 maggio 2019