DDL sul melanoma: novità per la prevenzione e la diagnosi precoce

Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2026

DDL sul melanoma: novità per la prevenzione e la diagnosi precoce

È stato presentato un provvedimento, in via di approvazione, per ridurre l’incidenza dei melanomi della pelle, con misure sul consenso informato per effettuare tatuaggi e per esami per la diagnosi precoce.

Il melanoma è un tumore della pelle che nasce dai melanociti, le cellule che producono la melanina, ed è considerato il più aggressivo tra i tumori cutanei per la sua capacità di diffondersi rapidamente se non diagnosticato in tempo. Se ne parla in queste settimane perché la Decima commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) ha approvato con modifiche un disegno di legge dedicato alla prevenzione del melanoma, già votato in precedenza dalla Camera dei deputati. Il provvedimento, che dovrà ora tornare a Montecitorio per l’approvazione definitiva, nasce con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, elementi centrali nella lotta contro questo tipo di tumore.

Il melanoma può comparire su un’area della pelle priva di lesioni oppure svilupparsi a partire da un neo preesistente. Secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025”, a cura tra gli altri di AIOM e AIRTUM, è uno dei principali tumori che insorgono in giovane età, nonostante possa colpire persone di tutte le età, e in Italia è attualmente il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni. Se individuato nelle fasi iniziali, le probabilità di guarigione per i pazienti sono molto elevate. Per questo motivo nel disegno di legge si insiste su strumenti concreti di informazione e responsabilizzazione dei cittadini, piuttosto che su interventi esclusivamente sanitari.

Melanoma e tatuaggi: cosa dice il decreto

Uno dei punti più discussi del provvedimento modificato dal Senato riguarda i tatuaggi. Il testo prevede l’introduzione dell’obbligo da parte degli operatori di far firmare ai clienti un consenso informato scritto prima di effettuare un tatuaggio. La misura punta a garantire che chi sceglie di tatuarsi sia consapevole non solo dei possibili rischi igienico-sanitari della procedura, ma anche di altre possibili implicazioni per la salute, tra cui quella della pelle. Per esempio, tatuaggi molto estesi, particolarmente scuri o coprenti possono rendere più difficile osservare nel tempo eventuali cambiamenti di nei o lesioni cutanee. Coprire un neo con l’inchiostro può ostacolare il riconoscimento precoce di segnali sospetti, per questa ragione viene raccomandata cautela, evitando di tatuare direttamente sopra di essi o di realizzare disegni troppo densi nelle aree interessate (per saperne di più sul legame tra tatuaggi e cancro puoi approfondire qui: “Tatuaggi e cancro: cosa sappiamo”).

La Giornata per la prevenzione del melanoma

Oltre a questo, il testo approvato in Senato istituisce la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma. Riconosce il primo sabato di maggio di ogni anno come occasione ufficiale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e promuovere iniziative diffuse sul territorio. Un momento di informazione attiva, con campagne di educazione nei diversi contesti sociali, istituzionali e scolastici. L’intento è favorire una maggiore consapevolezza sui comportamenti utili per ridurre il rischio di melanoma e sulla necessità di una diagnosi precoce. Il testo prevede che istituzioni, scuole, aziende sanitarie locali ed enti del terzo settore possano organizzare, in occasione di questa giornata, anche esami dermatologici con particolare attenzione alle persone maggiormente a rischio.

Melanoma e diagnosi precoce

Il disegno di legge approvato dal Senato, rispetto alla versione della Camera, modifica anche alcune parti relative agli esami per la diagnosi precoce. Il testo specifica che le campagne regionali potranno avvalersi di strumenti come telemedicina e teleconsulto per migliorare l’accesso alle visite e alle valutazioni dermatologiche. I destinatari delle campagne sopracitate saranno le persone con fattori di rischio noti per melanoma, per cui è sensato pensare a controlli costanti, tra cui:

  • la familiarità di primo grado per melanoma;
  • il fototipo basso, ovvero la pelle molto chiara;
  • la residenza in territori climaticamente esposti a frequenti precipitazioni nevose, dove il riverbero del sole è particolarmente intenso;
  • la residenza in zone marittime, in cui c’è maggiore esposizione ai raggi ultravioletti;
  • una professione che esponga alla luce solare.

Inoltre, il DDL prevede che siano inclusi anche gli over 50 senza altri fattori di rischio, poiché l’età aumenta le probabilità di sviluppare un melanoma. Per la popolazione generale che non rientra in questi criteri, uno screening di popolazione generale per la diagnosi precoce del melanoma è ingiustificato scientificamente perché, a fronte dei costi, non permetterebbe di ridurre la mortalità per questo tipo di cancro.

In conclusione, nel decreto si cerca di coniugare informazione, strumenti digitali e interventi sul territorio per promuovere un comportamento responsabile per la propria salute e ridurre l’impatto del melanoma nella popolazione. Ora si attende l’approvazione definitiva alla Camera.

  • Sofia Corradin

    Divulgatrice scientifica e medical writer freelance, scrive di medicina e ricerca clinica per testate giornalistiche indirizzate a medici e personale sanitario. Cura il progetto di divulgazione social @lamedicinageniale