Perché non possiamo parlare di screening del melanoma?

Lo screening di popolazione per la diagnosi precoce del melanoma cutaneo è sconsigliato dagli esperti per diverse ragioni. Ci sono infatti modi più efficaci per scoprire sul nascere un melanoma della pelle e trattarlo al più presto.

Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2026

Tempo di lettura: 12 minuti

Nel 2025 la Regione Veneto ha posto un freno alla possibilità per i medici di medicina generale di prescrivere l’esame della cosiddetta “mappatura dei nei” per i propri assistiti, indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio specifici. In effetti, non esiste uno screening di massa per individuare precocemente melanomi della pelle, dato che la sua possibile attuazione è da tempo sconsigliata dagli esperti per fondate ragioni scientifiche. Inoltre, sarebbe necessario un numero troppo grande di viste dermatologiche, con il rischio di non riuscire a soddisfare le richieste di visite e approfondimenti di chi ha in effetti una lesione sospetta o familiarità per questo tipo di tumore. Ma quindi, cosa si intende per “mappatura dei nei”, perché esattamente non è raccomandato come screening di popolazione per la diagnosi precoce del melanoma cutaneo, e quando va effettuato?

Cos’è la mappatura dei nei

Dietro l’espressione “mappatura dei nei”, di uso comune, vi sono diverse tecniche per il controllo della pelle, alla ricerca di lesioni potenzialmente pericolose. Le principali sono le seguenti e conoscerle e distinguerle è cruciale.

  • Visita dermatologica con dermatoscopia manuale. È la pratica più comune. Nel corso di una visita, il dermatologo esamina i nei visibili usando un dermatoscopio manuale, uno strumento in grado di illuminare e ingrandire la pelle. Si tratta di uno strumento di primo livello, essenziale perché la dermatoscopia (anche detta epiluminescenza o dermoscopia) ha un’accuratezza diagnostica che può superare il 90%.
  • Videodermatoscopia digitale. È un’indagine di secondo livello che permette di fotografare e archiviare le immagini ingrandite di singole lesioni sospette, consentendo così di verificarne l’evoluzione nel tempo.
  • Total Body Photography (TBP) o “mappatura dei nei” in senso stretto. Prevede la fotografia digitale dell’intera superficie cutanea della persona per monitorare nel tempo la comparsa di nuove lesioni o i cambiamenti in quelle preesistenti.

Lo scopo di questi due ultimi esami di secondo livello, più sofisticati, è identificare i cambiamenti nel tempo, un aspetto fondamentale per la diagnosi precoce.

Perché non possiamo parlare di screening generalizzato per il melanoma

Ogni screening di popolazione per la diagnosi precoce implica che un esame sia offerto a persone apparentemente sane, al fine di identificare una malattia nelle prime fasi. Attualmente gli esperti non raccomandano lo screening di popolazione per la diagnosi precoce del melanoma o di altri tumori della pelle. Il motivo principale è che mancano prove scientifiche sufficienti e di alto livello che dimostrino che tale screening aumenti la sopravvivenza generale dei pazienti con melanoma, in considerazione dei rischi e dei costi di tale programma. Tra questi vi sarebbero infatti:

  1. il sovraccarico del servizio sanitario nazionale: effettuare ogni anno un esame di questo tipo a milioni di cittadini non sarebbe sostenibile per il Servizio sanitario nazionale senza alcun reale beneficio per la riduzione di mortalità per melanoma e allo stesso tempo sottrarrebbe risorse preziose e allungamenti delle liste di attesa per coloro che hanno urgenza di approfondimenti per una lesione sospetta;
  2. falsa rassicurazione: se una persona si sottopone a un controllo quando non presenta fattori di rischio e ottiene un risultato negativo, potrebbe sottovalutare la comparsa di una nuova macchia sospetta nelle settimane o mesi successivi, con il rischio di trascurare un potenziale problema;
  3. costi e benefici: anche un esame semplice, come il controllo dei nei, quando è esteso a tutta la popolazione contribuisce ad aumentare i costi sanitari. Per questo deve essere giustificato da un beneficio per la collettività, in termini di riduzione della mortalità generale per questo tipo di cancro. Per questo è meglio limitare la prescrizione degli esami per la diagnosi precoce del melanoma ai casi con fattori di rischio accertati.

Per chi è indicata la mappatura dei nei? Le categorie a rischio

Le linee guida elaborate dall’Istituto superiore di sanità (ISS) e dall’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) concordano che la total body photography (la “mappatura dei nei” in senso stretto) e la dermatoscopia digitale ripetuta nel tempo sono indicate solo per un gruppo ristretto di persone ad alto rischio e non come esame di screening per la popolazione generale. In particolare, è indicato sottoporsi a esami di secondo livello (videodermatoscopia digitale e TBP) se si presentano queste caratteristiche:

  • avere più di 60 nevi sul corpo;
  • essere portatore di particolari mutazioni genetiche ad alto rischio di melanoma, come quelle a carico del gene CDKN2A;
  • avere più di 40 nevi e una storia personale di melanoma;
  • avere più di 40 nevi, oltre a capelli rossi o mutazioni MC1R (tipiche di chi ha la pelle molto chiara);

avere una storia di trapianto d’organo che richiede l’uso di farmaci immunosoppressori.

Le strategie più efficaci per la diagnosi precoce del melanoma cutaneo

Per la diagnosi precoce di melanoma della pelle e la riduzione della mortalità, le strategie più efficaci si basano sull’identificazione precoce delle lesioni sospette, che sono spesso visibili a occhio nudo. Invece dello screening di popolazione, le attuali raccomandazioni prevedono lo screening opportunistico, che cioè avviene su iniziativa del medico o della persona che lo richiede, e l’auto-esame della pelle.

L’auto-esame della pelle permette potenzialmente di ridurre il rischio di arrivare alla diagnosi con un melanoma in stadio avanzato. Durante l’auto-esame è importante controllare regolarmente tutta la pelle (incluse le aree non esposte al sole) e cercare cambiamenti nella forma, nel colore o nella dimensione di nei o macchie esistenti. Per identificare i nei sospetti si usa la regola “ABCDE”, ovvero le lettere che corrispondono alle caratteristiche di nevi potenzialmente maligni:

  • asimmetria;
  • bordi irregolari;
  • colore non omogeneo;
  • diametro superiore a 6 millimetri;
  • evoluzione, cioè cambiamenti del nevo nel tempo.

 

Un altro segnale utile è l’effetto “brutto anatroccolo”, ovvero la percezione che un neo appaia anomalo rispetto a tutte le altre lesioni pigmentate di un individuo.

Quando si riscontra una lesione sospetta è fondamentale rivolgersi a un medico. L’utilizzo della dermatoscopia e l’esperienza dello specialista nella diagnosi del cancro della pelle sono i fattori principali che favoriscono l’accuratezza diagnostica.

In sintesi

In conclusione, l’efficacia degli esami per la diagnosi precoce dei tumori e del Servizio sanitario nazionale dipendono dalla capacità di prendere decisioni basate sulle evidenze scientifiche, dedicando gli strumenti diagnostici più sofisticati a chi ne può trarre davvero un beneficio e, in questo caso particolare, nella consapevolezza dell’importanza dell’auto-esame per tutti i cittadini. Ricordiamo che, quando si parla di salute, fare di più non significa sempre fare meglio.

  • Sofia Corradin

    Divulgatrice scientifica e medical writer freelance, scrive di medicina e ricerca clinica per testate giornalistiche indirizzate a medici e personale sanitario. Cura il progetto di divulgazione social @lamedicinageniale