Interrompere la sedentarietà riduce il rischio di cancro: le conferme da un nuovo studio

Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026

Interrompere la sedentarietà riduce il rischio di cancro: le conferme da un nuovo studio

Uno studio che ha coinvolto oltre 91.000 persone conferma che il rischio oncologico aumenta quando l’inattività è di frequente superiore ai 30 minuti, ma bastano alcune pause in cui fare un po’ di movimento per invertire la tendenza.

Per il rischio di tumore non conta solo quante ore si passano seduti o inattivi in una giornata, ma anche come vengono distribuite queste ore. È quanto emerge da un ampio studio pubblicato sulla rivista PLOS Medicine a luglio 2026. I ricercatori hanno analizzato dati relativi a oltre 91.000 persone, seguite per una media di 12 anni. I dati raccolti aggiungono un tassello importante alla comprensione di come il tempo trascorso seduti influisca sulla salute, in particolare quella oncologica.

Da tempo la ricerca ha dimostrato che stare seduti molte ore al giorno è un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità, alcuni tipi di tumore e per la mortalità per tutte le cause. Le evidenze più recenti suggeriscono, però, che conta anche il modo in cui si accumula la sedentarietà.

Sedentarietà prolungata e interrotta

La sedentarietà prolungata è un noto fattore di rischio oncologico. Ma interrompere il tempo trascorso seduti può ridurre questo rischio? E in quale misura?

Un gruppo di ricerca internazionale guidato da Frederick K. Ho, dell’Università di Glasgow, in Scozia, in collaborazione con epidemiologi della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston in Massachusetts, negli Stati Uniti, ha analizzato i dati di 91.292 partecipanti (56% donne e 44% uomini, con età media 56 anni) della coorte UK Biobank, un grande progetto di ricerca sanitaria britannico. A differenza di molti studi precedenti, che erano basati soltanto su questionari, in questo caso i livelli di attività e sedentarietà sono stati misurati con appositi strumenti. In particolare, sono stati utilizzati degli accelerometri triassiali da polso, i sensori che permettono di rilevare il movimento, indossati per una settimana tra il 2013 e il 2015. I dati sono stati poi incrociati con quelli sanitari raccolti nei 12 anni successivi.

Nell’analisi, gli scienziati hanno valutato le associazioni tra sedentarietà prolungata (blocchi di almeno 30 minuti consecutivi senza interruzioni significative) e sedentarietà interrotta (fatta di brevi pause di movimento che spezzano il tempo trascorso seduti) rispetto all’incidenza e alla mortalità per cancro complessiva, a tumori legati a obesità e diabete, e a 23 tumori specifici per sede. I ricercatori hanno anche osservato cosa succedeva quando il tempo da seduti era sostituito con altre attività, inclusa quella fisica. Gli obiettivi dello studio includevano infatti sia valutare se i diversi tipi di sedentarietà fossero associati al rischio di cancro, sia come modificare questo comportamento al meglio.

Il rischio di cancro aumenta con la sedentarietà prolungata

Il tempo complessivo trascorso in attività sedentarie è associato a esiti negativi per la salute: questo è un fatto noto. Tuttavia, in questa ampia coorte di popolazione sono emerse differenze sostanziali tra le attività sedentarie prolungate e quelle interrotte.

I risultati mostrano che ogni ora aggiuntiva di sedentarietà prolungata è associata a un rischio relativo di morte per cancro superiore del 10%, mentre ogni ora aggiuntiva di comportamento sedentario interrotto è risultata associata a un rischio relativo di morte per cancro inferiore del 19% rispetto a chi non fa tali interruzioni. Quindi, ridurre i lunghi periodi ininterrotti da seduti, sostituendoli con un movimento anche leggero, potrebbe essere utile ai fini della prevenzione.

Bastano pochi minuti di movimento per ridurre il rischio

Il gruppo di ricerca ha anche calcolato cosa succede sostituendo, nella pratica, un po’ di tempo seduti con attività fisica. Sostituire un’ora al giorno di sedentarietà prolungata con attività fisica leggera è associato a una riduzione del 12% circa del rischio relativo di mortalità per cancro rispetto a chi non lo fa. Se invece la sostituzione è di mezz’ora, con attività fisica moderata, come una camminata a passo sostenuto, il rischio relativo si riduce dell’8% circa rispetto a chi non lo fa. Il dato più significativo riguarda però l’attività fisica vigorosa: bastano appena 5 minuti al giorno di esercizio intenso al posto della sedentarietà prolungata per ottenere la riduzione più marcata, del 22% circa del rischio relativo, rispetto a chi non lo fa. Il beneficio osservato risulta coerente con quello rilevato in altri studi condotti sulla stessa coorte britannica.

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Limiti dello studio e prospettive sulla sedentarietà prolungata

I risultati ottenuti sono interessanti, ma vanno consolidati con ulteriori indagini, perché la ricerca non è esente da limitazioni. Innanzitutto, si tratta di uno studio osservazionale e non sperimentale, e i dati hanno mostrato un’associazione statistica solida ma non hanno una relazione di causa ed effetto. In altre parole, le associazioni osservate potrebbero essere fenomeni indipendenti, dovuti in realtà ad altro. Inoltre, le misure rilevate con gli accelerometri hanno coperto appena una settimana di osservazione, a fronte di 12 anni di follow-up, e l’analisi si è concentrata sulla mortalità per cancro, senza considerare l’incidenza dei tumori nella popolazione.

Se tuttavia i risultati saranno confermati in studi più ampi, in cui questi limiti saranno superati, potranno offrire un’indicazione concreta. Alzarsi ogni tanto, anche solo per pochi minuti, sembra fare una differenza misurabile sul rischio oncologico: sarebbe un’informazione preziosa soprattutto per chi trascorre gran parte della giornata lavorativa alla scrivania.

Referenza

Domande frequenti sulla sedentarietà prolungata

Cos’è la sedentarietà prolungata?

Per sedentarietà prolungata si intendono blocchi di almeno 30 minuti consecutivi senza interruzioni significative di movimento. Nello studio pubblicato su PLOS Medicine a luglio 2026 questo tipo di sedentarietà è stata distinta dalla sedentarietà interrotta, fatta di brevi pause di movimento che spezzano il tempo trascorso seduti.

Interrompere la sedentarietà riduce il rischio di cancro?

Secondo uno studio pubblicato su PLOS Medicine a luglio 2026, che ha analizzato i dati di oltre 91.000 persone, interrompere la sedentarietà per un’ora, mezz’ora, o anche soltanto 5 minuti si assocerebbe a un rischio oncologico significativamente inferiore rispetto a chi non fa interruzioni.

Bastano piccole pause di movimento durante la giornata?

Secondo un recente studio, interrompere la sedentarietà prolungata ogni mezz’ora anche solo per 5 minuti con attività fisica leggera sarebbe associato a una riduzione del rischio relativo di mortalità per cancro.

Quanti minuti di movimento servono per ridurre il rischio di cancro?

Secondo uno studio pubblicato su PLOS Medicine a luglio 2026, potrebbero bastare 5 minuti al giorno di attività fisica vigorosa ogni mezz’ora di sedentarietà per ottenere una riduzione significativa del rischio relativo di mortalità per cancro.

Lo studio dimostra un legame di causa ed effetto tra sedentarietà e cancro?

No, si tratta di uno studio osservazionale, non sperimentale: i dati hanno mostrato un’associazione statistica solida, ma non una relazione di causa ed effetto. In ogni caso, i risultati della ricerca vanno consolidati con ulteriori indagini.

  • Rachele Mazzaracca

    Dopo la laurea in Biotecnologie presso l’Università degli Studi di Trieste, ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). Giornalista iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, si occupa di comunicazione scientifica dal 2018 come libera professionista. È specializzata in terapie avanzate, innovazione biomedica e ricerca clinica, con particolare attenzione a terapie geniche e cellulari, malattie rare, oncologia, digital health e aspetti etici e regolatori dell’innovazione in medicina. Collabora con Osservatorio Terapie Avanzate, dove cura la produzione e revisione di contenuti giornalistici e divulgativi, la gestione editoriale del sito e della newsletter. Collabora inoltre con Osservatorio Malattie Rare, Osservatorio Screening Neonatale e con enti, istituzioni e testate scientifiche nazionali, tra cui Epidemiologia&Prevenzione. Affianca all’attività editoriale la comunicazione istituzionale e l’organizzazione di eventi scientifici. È vicepresidente dell’Associazione culturale Kaleidoscienza, impegnata nella divulgazione scientifica rivolta a bambini e ragazzi.