Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026
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Cos’è la nicotina, perché crea dipendenza e cosa c’entra con il cancro?
La nicotina è un composto prodotto nelle radici delle piante del tabacco, conosciuta soprattutto per essere contenuta nelle sigarette, ma può anche essere usata per produrre pesticidi. Grazie alla sua capacità di interagire con il sistema nervoso e alterarne il funzionamento, la nicotina ha infatti un effetto nocivo e a volte tossico per gli esseri viventi, la cui gravità varia a seconda delle dosi e del tipo di organismi.
Ad assumere quantità dannose di nicotina sono soprattutto le persone che fumano o sono esposte in modo regolare e continuativo al fumo passivo, per esempio chi convive con un fumatore o una fumatrice. Invece, le concentrazioni presenti in verdura, erbe, tè e spezie, trattati con pesticidi a base di nicotina, non sono considerate pericolose per la salute umana. Negli ultimi anni, l’Autorità europea per la sicurezza del cibo (EFSA) ha vietato o ridotto l’uso di questo tipo di pesticidi per evitare il più possibile effetti tossici negli esseri umani e negli animali a cui tali prodotti non sono diretti, come api, pesci e uccelli.
Sì, la nicotina è presente in tutti i prodotti per fumare, quali le sigarette tradizionali a combustione, quelle elettroniche, i prodotti a tabacco riscaldato e i sacchetti di nicotina. A eccezione degli appositi liquidi per le sigarette elettroniche senza nicotina, non esiste un modo di fumare senza entrare in contatto con questa sostanza. I suoi effetti dannosi e di dipendenza crescono all’aumentare delle dosi e del consumo di tabacco.
Anche se alcune sigarette elettroniche possono contenere minori quantità di nicotina rispetto a quelle tradizionali (ma le quantità sono variabili), non si possono considerare più sicure. Valutare gli effetti della nicotina nei prodotti alternativi è complesso, perché ne esistono di tantissimi tipi e varietà. Sappiamo però che la presenza di determinati additivi nelle sigarette elettroniche facilita l’assorbimento della nicotina, mascherandone il sapore e l’odore sgradevoli, e così le persone fumano più spesso e persino in spazi chiusi. Di conseguenza, anche consumare le sigarette elettroniche può portare ad assumere alte quantità di nicotina e a esporsi ai suoi effetti dannosi sulla salute e di dipendenza dal tabacco.
La nicotina crea dipendenza grazie alla sua azione rapida ed estesa sul sistema nervoso. Quando si fuma una sigaretta, o si entra a contatto con il fumo passivo, questa sostanza raggiunge in pochi secondi specifiche aree del cervello, dove stimola la produzione di un neurotrasmettitore, la dopamina, che attiva il circuito della gratificazione. La nicotina riesce a raggiungere il cervello e produrre questo ed altri effetti soprattutto grazie alla sua somiglianza con l’acetilcolina, un altro neurotrasmettitore prodotto normalmente dall’organismo, che regola alcune funzioni neuronali fisiologiche.
Soprattutto per questa parentela molecolare, e per la presenza di specifici recettori legati ai circuiti della gratificazione, fumare provoca una sensazione di piacere che porta nel tempo a voler ripetere l’atto per ritrovare lo stesso effetto. Questo sarà ogni volta inferiore a parità di dose, perché i recettori diventano sempre più assuefatti alla presenza della nicotina. Riducendo le dosi si creano però sensazioni spiacevoli di carenza o di astinenza. Così può nascere una dipendenza.
Alcune persone sono più predisposte di altre a sviluppare una dipendenza da questa sostanza, per motivi che sembrano in parte riconducibili al proprio patrimonio genetico. Per esempio, coloro che hanno specifiche mutazioni nel gene CHRNA5 tendono a risentire meno di nausea, vomito e altre reazioni avverse della nicotina, mentre percepiscono più la gratificazione.
La nicotina assunta da chi fuma o tramite il fumo passivo può promuovere lo sviluppo dei tumori attraverso vari meccanismi. In modo indiretto, questa sostanza rende le persone che fumano dipendenti dal tabacco, quindi induce a continuare a fumare e ad assumere le sostanze nocive e cancerogene contenute nelle sigarette e prodotte dalla loro combustione. Fumare è la principale causa dell’insorgenza del tumore al polmone, ma favorisce anche lo sviluppo dei tumori del seno, del cavo orale, della vescica e molti altri.
Inoltre, sempre più evidenze scientifiche mostrano che la nicotina promuove lo sviluppo dei tumori in modo diretto, anche se non ne sono ancora del tutto chiari i meccanismi. In diversi studi in laboratorio i ricercatori hanno osservato che questa sostanza induce lo stress ossidativo cellulare, tramite la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), e inoltre interferisce con i sistemi di riparazione del DNA.
Nel complesso, la nicotina sembra riuscire a promuovere un ambiente favorevole allo sviluppo dei tumori.
La nicotina assunta tramite il fumo diretto e passivo espone anche a problemi cardiovascolari. Infatti, questo composto attiva il sistema simpatico, ovvero l’area del sistema nervoso che quando ci troviamo in una situazione di pericolo media le reazioni legate alla risposta di fuga. Assumere nicotina provoca dunque un aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna. Se l’esposizione a questa sostanza è prolungata nel tempo, come per chi fuma, aumentano le probabilità di sviluppare ipertensione e aritmie, ovvero anomalie della frequenza del battito cardiaco, e di conseguenza infarti e ischemie.
Potrebbe sembrare un controsenso, ma i fumatori e le fumatrici che vogliono superare la dipendenza da tabacco, favorita dalla nicotina, possono ricorrere proprio alla nicotina. Una parte degli approcci farmacologici per smettere di fumare, infatti, si basa sull’integrare questa sostanza tramite dispositivi medici o simularne gli effetti in modo controllato, senza assumere tutte le altre componenti nocive delle sigarette. Nel complesso, questi strumenti aiutano a gestire i sintomi legati all’astinenza.
Le terapie sostitutive della nicotina comprendono prodotti che possono essere acquistati in farmacia senza prescrizione medica, sotto forma di cerotti, caramelle e gomme da masticare, spray sublinguali e inalatori. Le varie formulazioni permettono in modo diverso di monitorare la quantità di nicotina assunta e ridurla nel tempo. Medicinali come la vareniclina e la citisina, invece, sono composti da principi attivi che simulano l’attività della nicotina e riducono il desiderio di fumare. A differenza delle terapie sostitutive, questi farmaci richiedono la prescrizione medica.
Tutti questi approcci sono più efficaci se rientrano all’interno di un percorso strutturato seguito da professionisti medici e psicologi. Se stai cercando di smettere di fumare, qui puoi trovare qualche consiglio.
La nicotina è un composto prodotto nelle radici delle piante del tabacco, presente in tutti i prodotti da fumo, dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche, dai prodotti a tabacco riscaldato ai sacchetti di nicotina. È in grado di interagire con il sistema nervoso e alterarne il funzionamento, con un effetto nocivo che varia in gravità a seconda delle dosi e del tipo di organismi.
Sì, la nicotina crea dipendenza e favorisce lo sviluppo dei tumori attraverso vari meccanismi, sia in modo indiretto (inducendo a fumare e quindi portando ad assumere sostanze cancerogene contenute nelle sigarette) sia in modo diretto (inducendo stress ossidativo e interferendo con i sistemi di riparazione del DNA). Espone inoltre a problemi cardiovascolari come ipertensione, aritmie, infarti e ischemie.
Sempre più evidenze scientifiche mostrano che la nicotina può promuovere lo sviluppo dei tumori in modo diretto, anche se i meccanismi non sono ancora del tutto chiari. In laboratorio è stato osservato che induce stress ossidativo cellulare e interferisce con i sistemi di riparazione del DNA. Indirettamente, la nicotina promuove i tumori anche perché rende dipendenti dal tabacco, inducendo ad assumere le sostanze cancerogene contenute nelle sigarette.
Assumere nicotina provoca un aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna, perché la sostanza attiva il sistema simpatico. Se l’esposizione è prolungata, come nel caso di chi fuma, aumentano le probabilità di sviluppare ipertensione, aritmie, infarti e ischemie. Sul sistema nervoso, la nicotina stimola il rilascio di dopamina e quindi il circuito della gratificazione, generando dipendenza.
Chi vuole superare la dipendenza da tabacco può ricorrere a terapie sostitutive della nicotina, disponibili in farmacia senza prescrizione medica sotto forma di cerotti, caramelle e gomme da masticare, spray sublinguali e inalatori. Esistono anche medicinali, come la vareniclina e la citisina, che simulano l’azione della nicotina e riducono il desiderio di fumare, ma richiedono la prescrizione medica. Tutti questi approcci sono più efficaci se rientrano in un percorso strutturato seguito da professionisti medici e psicologi.
Camilla Fiz