Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026

L’uso di sacchetti di nicotina e snus è in aumento, causando nuove preoccupazioni per la salute pubblica.
Nel marzo del 2025, due tredicenni di Ferrara sono state ricoverate in ospedale per un’intossicazione acuta. All’origine dell’episodio ci sarebbero prodotti come lo snus, il tabacco umido in polvere per uso orale, vietato alla vendita in Italia ma accessibile online, o altri prodotti simili, come i sacchetti di nicotina. Anche se questi prodotti sembrano contenere meno sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, non sono privi di rischi. I dati sugli effetti a lungo termine sono ancora insufficienti, soprattutto per quanto riguarda i tumori del cavo orale.
Lo snus è un prodotto tradizionale originario dei Paesi nordici: si tratta di tabacco umido in polvere, inserito in piccoli sacchetti da posizionare sotto il labbro. Contiene quindi tabacco vero e proprio, con sostanze potenzialmente cancerogene, ed è vietato alla vendita nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea, inclusa l’Italia.
I sacchetti di nicotina (in inglese “nicotine pouches”), invece, non contengono tabacco. Sono composti soltanto da nicotina (spesso di sintesi), aromi e altre sostanze di supporto. Anche questi si usano posizionandoli sotto il labbro e rilasciano nicotina attraverso la mucosa orale, senza bisogno di combustione.
La somiglianza nell’aspetto e nel modo d’uso fa sì che vengano spesso confusi, anche se hanno differenze importanti. Per esempio, dal punto di vista sanitario i sacchetti di nicotina espongono a minori quantità di sostanze tossiche rispetto allo snus e alle sigarette, pur non essendo privi di rischi e con effetti a lungo termine ancora poco conosciuti.
L’uso di snus e sacchetti di nicotina è in rapida crescita, soprattutto tra i più giovani. I motivi sono diversi: la facilità di utilizzo, l’assenza di fumo e odori, la possibilità di assumerli in modo discreto anche in contesti in cui è vietato fumare, e la percezione infondata di minore pericolosità rispetto alle sigarette tradizionali. I dati disponibili confermano queste tendenze. Uno studio condotto su oltre 13.000 adolescenti canadesi ha mostrato che questi prodotti sono già tra i più utilizzati dopo le sigarette elettroniche e le sigarette convenzionali, con una quota di consumatori paragonabile a quella dei fumatori. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la percezione del rischio: circa un quarto dei ragazzi dichiara di non sapere se questi prodotti siano dannosi, mentre una parte significativa li considera meno pericolosi rispetto al fumo.
La combinazione tra alta accessibilità, marketing accattivante, ottenuto anche con aromi e confezioni invitanti, e bassa percezione del rischio solleva preoccupazioni sul possibile aumento dell’uso tra i più giovani, inclusi coloro che non hanno mai fumato in precedenza.
Dal punto di vista tossicologico, i sacchetti di nicotina sembrano esporre i consumatori a un numero inferiore di sostanze nocive rispetto alle sigarette, che contengono migliaia di composti tossici e cancerogeni. Analisi chimiche hanno mostrato livelli più bassi di sostanze dannose, anche rispetto ad altri prodotti a uso orale a base di tabacco. È quanto è emerso, per esempio, da uno studio sostenuto dall’istituzione tedesca per la salute German Federal Institute for Risk Assessment (BfR) e pubblicato da Mallock e colleghi sulla rivista Tobacco Control nel 2024. Inoltre, dati raccolti in alcuni studi clinici a breve termine hanno suggerito una minore irritazione della mucosa orale rispetto agli snus, ma spesso gli autori dichiarano conflitti di interessi in quanto legati all’industria del tabacco.
In ogni caso, questi prodotti non possono essere considerati innocui. La nicotina è una sostanza che dà una forte dipendenza e può avere effetti rilevanti sul sistema cardiovascolare e, negli adolescenti, sullo sviluppo cerebrale. La sua concentrazione in alcuni prodotti, poi, è molto elevata, per cui esiste un forte rischio di intossicazione, soprattutto per gli utilizzatori più giovani.
Un altro aspetto ancora poco chiaro riguarda gli effetti sulla salute orale. In alcuni studi è stata osservata la comparsa di lesioni della mucosa nei punti di applicazione dei sacchetti, con alterazioni cellulari e segni di infiammazione. Anche se si tratta di evidenze ancora limitate, basate su piccoli numeri e su periodi di osservazione brevi, non sono rassicuranti.
Mancano completamente dati sugli effetti a lungo termine di snus e sacchetti di nicotina. Poiché tumori come quello del cavo orale si sviluppano nell’arco di anni o decenni, è ancora troppo presto per stabilire se e in che misura questi prodotti possano influenzarne il rischio. È particolarmente importante colmare questo vuoto di conoscenze in un contesto in cui l’uso dei sacchetti di nicotina è in crescita e coinvolge sempre più spesso i giovani, anche non fumatori. Il rischio, sottolineano gli esperti, è che questi prodotti rendano più persone dipendenti dalla nicotina, piuttosto che ridurre i casi già esistenti.
Per tutti questi motivi, la comunità scientifica evidenzia la necessità di studi indipendenti e di lungo periodo, oltre a una maggiore sorveglianza sull’uso tra i minori. In attesa di dati più solidi, il messaggio resta prudenziale: meno tossico non significa sicuro, soprattutto quando si parla di adolescenti.
Raffaella Gatta