Sottili differenze per prevedere la risposta al trattamento

Scoperti minuscoli segni nel DNA capaci di prevedere cosa succederà nelle cellule di osteosarcoma in risposta al trattamento anti-tumorale.

Titolo originale dell'articolo: Nucleotide excision repair gene variants and association with survival in osteosarcoma patients treated with neoadjuvant chemotherapy

Titolo della rivista: Pharmacogenomics Journal

Data di pubblicazione originale: 1 gennaio 1970

Piccole differenze nelle sequenze del DNA influenzano il comportamento dell'osteosarcoma (come succede per altri tumori umani) a fronte della chemioterapia.

Lo affermano in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Pharmacogenomics Journal i ricercatori dell'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna e del Centro di riferimento oncologico di Aviano (PN) dopo aver analizzato il patrimonio genetico di 130 pazienti con osteosarcoma ad alto grado di malignità.

In particolare, Massimo Serra, Claudia Hattinger e i colleghi del Laboratorio di oncologia sperimentale dell'Istituto bolognese, assieme a Giuseppe Toffoli e Paola Biason dell'Istituto di Aviano, hanno preso in considerazione un gruppo di geni già noti agli addetti ai lavori per il loro importante ruolo nella riparazione del danno causato da agenti chimici come il cisplatino, spesso utilizzato nella chemioterapia di vari tumori.

In base ai dati raccolti nello studio, risulta chiaro che alcune differenze (tecnicamente chiamate SNP, Single Nucleotide Polymorphisms) nelle sequenze di DNA di questi geni tra un paziente e l'altro, possono determinare la diversa risposta al trattamento con quei chemioterapici che, come il cisplatino, vanno a danneggiare il DNA delle cellule.

"Se i risultati ottenuti verranno ulteriormente confermati e validati, queste sottili differenze nelle sequenze di DNA dei pazienti, potranno costituire la base per distinguere, già poco dopo la diagnosi, i pazienti con bassa probabilità di risposta alla chemioterapia con cisplatino. In questi casi il trattamento potrà essere modificato per aumentare al massimo le probabilità di cura", spiega Serra. "Un trattamento personalizzato si traduce non solo nella scelta della terapia più adatta, ma anche nella possibilità di evitare o ridurre al massimo i possibili pesanti effetti tossici legati a una terapia uguale per tutti".

  • Autori:

    Agenzia Zoe

  • Data di pubblicazione:

    1 agosto 2011