Novità interessanti nello studio di un vaccino contro il tumore metastatico del seno

Novità interessanti nello studio di un vaccino contro il tumore metastatico del seno

Titolo originale dell'articolo: Development of a VLP-Based Vaccine Displaying an xCT Extracellular Domain for the Treatment of Metastatic Breast Cancer

Titolo della rivista: Cancers

Data di pubblicazione originale: 8 giugno 2020

Un gruppo di ricerca dell'Università di Torino ha messo a punto un vaccino basato su particelle simili a virus contenenti una porzione della proteina xCT. I risultati ottenuti finora con la sperimentazione preclinica sono molto incoraggianti.

Sviluppare un vaccino terapeutico da somministrare in aggiunta all'intervento chirurgico contro il cancro della mammella per ridurre il rischio di ricadute o di formazione di metastasi: è l'obiettivo al quale sta lavorando da alcuni anni, provando approcci differenti, il gruppo di ricerca di Federica Cavallo dell'Università di Torino. Di recente il gruppo ha pubblicato sulla rivista Cancers risultati positivi ottenuti con un vaccino basato su una proteina chiamata xCT.

 

“È una proteina che attraversa più volte la membrana cellulare, dove svolge un'attività di scambio di molecole tra l'esterno e l'interno della cellula” spiega Cavallo. In particolare, xCT permette l'ingresso della cistina, una molecola importante per proteggere le cellule tumorali dallo stress ossidativo e dalla morte. La cistina infatti attiva un meccanismo capace di bloccare gli effetti negativi che i radicali liberi e altre specie reattive dell'ossigeno, normalmente prodotti dal metabolismo delle cellule, possono avere sul DNA e altre strutture cellulari, comprese quelle cancerose. “Molti tumori del seno presentano sulle cellule livelli elevati di xCT, grazie alla quale si proteggono dagli effetti negativi dei radicali liberi. Viceversa, l'espressione di questa proteina è molto limitata nelle cellule sane. Da qui l'idea che possa essere il bersaglio di un vaccino terapeutico in grado di stimolare il sistema immunitario a montare una risposta anticorpale contro la xCT stessa, riducendo il rischio di formazione di recidive o metastasi.”

 

Grazie al sostegno di Fondazione AIRC, i ricercatori hanno sviluppato il vaccino partendo da una struttura tridimensionale di proteine virali (VPL), prive del contenuto pericoloso che permette al virus di origine di proliferare. In questa struttura hanno integrato una porzione della proteina xCT ritenuta importante per la sua funzione. In questo modo gli anticorpi indotti dal vaccino avrebbero potuto bloccare la proteina xCT, oltre a direzionare nella sua direzione l'attacco delle cellule immunitarie. Il vaccino si è dimostrato efficace nel provocare una risposta immunitaria contro xCT in animali di laboratorio sani, ed esperimenti successivi con cellule in coltura hanno mostrato che questi anticorpi sono efficaci anche nel ridurre l'attività della proteina, causando un aumento dei livelli cellulari di radicali liberi dell'ossigeno, una diminuzione della capacità migratoria delle cellule tumorali e una riduzione della percentuale di cellule staminali tumorali.

 

Il passaggio successivo è stato sperimentare il vaccino in topi con varie forme di tumore della mammella e anche in questo caso è stata osservata una riduzione significativa del numero di metastasi: un risultato che potrebbe tradursi in futuro in una sperimentazione clinica. Intanto il lavoro del gruppo di ricerca procede: “Contro xCT stiamo testando anche altri tipi di vaccini, come pure l'ipotesi di sviluppare un anticorpo monoclonale da utilizzare direttamente come farmaco”.

  • Autori:

    Valentina Murelli

  • Data di pubblicazione:

    23 luglio 2020