“Oggi grazie alla ricerca si può tornare ad avere una qualità della vita ottima. E io ne sono la prova.”

“Oggi grazie alla ricerca si può tornare ad avere una qualità della vita ottima. E io ne sono la prova.”

Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2021

Elena ha scoperto a 33 anni di avere un tumore all’intestino, ma, grazie alla ricerca, è potuta tornare sulle piste da sci.

Gli appassionati di sport, e non solo, se la ricordano a Cortina d'Ampezzo, il 16 gennaio 2015, quando ha alzato gli sci al cielo per celebrare una straordinaria vittoria nella gara di discesa libera. Per Elena Fanchini, ogni podio è stato una lotta non solo contro le avversarie, ma anche contro la sfortuna. La carriera di questa 35enne della Val Camonica, infatti, è stata costellata da tanti, troppi infortuni, e anche da un tumore.

Ad aprile 2020 ha annunciato il ritiro dall'attività agonistica e il suo sguardo e le parole dimostrano quanto gli sia pesata questa decisione. “Io e le mie sorelle Nadia e Sabrina siamo sciatrici 'dentro'. Abbiamo iniziato a 3 anni e siamo arrivate al top realizzando il sogno della nostra vita. Avrei voluto lasciare il campo in modo diverso, ma ho capito che il mio fisico non poteva più reggere ad alti livelli.”

Sono stati anni critici quelli trascorsi: l'ultima gara nel dicembre 2017, la voglia di prepararsi per le Olimpiadi in Corea del Sud e poi quell'improvviso malessere che la costringe a una serie di esami. “Quando un medico dell'ospedale Humanitas di Milano mi ha detto che avevo un cancro all’intestino non riuscivo quasi a crederci. Avevo 33 anni, mi sentivo all'apice della carriera ed era una malattia che onestamente non avevo mai visto con i miei occhi, nessuno in famiglia l'aveva avuta.”

Elena affronta prima la radioterapia e la chemioterapia per ridurre la massa tumorale e poi, a maggio 2018, viene operata. Non ci sono metastasi ma gli specialisti consigliano comunque altri cicli di chemio. “È stata proprio questa la parte più difficile del percorso di cura. All'inizio avevo molta energia, volevo fare subito l'intervento per affrontare il tumore, mentre alla fine l'organismo era debilitato e le forze sembravano venir meno.”

Ma Elena non demorde. Lo sport le ha insegnato lo spirito di sacrificio: ripensa agli allenamenti tosti quando le sue coetanee si divertivano in discoteca, al dolore dopo i tanti infortuni, alla concentrazione infinita delle gare... “Mi sono data uno scopo: volevo tornare a sciare. Pensavo a quello mentre facevo le terapie e ogni cura rappresentava un passo in avanti verso le mie amate piste innevate. Lo consiglio a tutti quelli che combattono contro il cancro: ponetevi un obiettivo, un sogno, anche piccolo. In fondo, chiunque ne possiede uno, e in questi momenti bui bisogna 'rispolverarlo': è la meta a cui tendere. Ed è vero che questa esperienza ti cambia nel profondo: io sono diventata più ansiosa, a volte mi sento fragile, soprattutto quando si avvicinano le visite di controllo. Però mi sono scoperta più coraggiosa e grintosa che mai.”

Anche il mondo della scienza e della ricerca è stato per Elena una grande scoperta. “Mi sono affidata completamente ai medici perché ho trovato professionisti molto preparati ed empatici, ho sentito subito che avrebbero fatto il meglio per me. Al giorno d'oggi spesso si tende a evidenziare soprattutto i lati negativi della sanità, i problemi, perché è più facile polemizzare ed essere catastrofici, invece i medici italiani sono all'avanguardia. Fino a pochi decenni fa, di cancro non si sopravviveva, mentre oggi grazie alla ricerca si può tornare ad avere una qualità della vita ottima. E io ne sono la prova.”