La storia di Lorenzo

Per mantenere vivo l’esempio dei suoi genitori e tramandarlo ai suoi figli, Lorenzo ha deciso di finanziare due borse di studio AIRC in memoria del padre e della madre.

Quando, dopo un paio d’ore passate in sua compagnia, Lorenzo Casolo ci riaccompagna a bordo della sua utilitaria alla stazione di Vicenza, c’è un concetto chiaro che ci resta in mente: quello di eredità. Un qualcosa fatto non solo di averi, ma di valori ed esempi che da una generazione passano all’altra.

La fabbrica in cui ci ha accolto e a cui ha dedicato la vita ne è la rappresentazione plastica: da più di mezzo secolo produce ricchezza, mantenendo l’onestà quale primo valore della propria mission.

L’azienda è stata fondata alla fine degli anni Quaranta dal padre di Lorenzo, Antonio, insieme a un socio.

«Senza mio padre non sarei qui», racconta l’imprenditore. «Mio papà era molto determinato: si poneva degli obiettivi e arrivava sempre in fondo. È partito da zero e ha costruito tutto questo».

Ma l’azienda non è l’unica eredità ricevuta dal padre: «Nonostante i rapporti umani all’epoca fossero molto chiusi, ho un ricordo bellissimo dei miei genitori. Mi hanno lasciato esempi e valori che ho fatto miei: la correttezza nei riguardi del prossimo, l’onestà, l’apertura verso gli altri. Per questo mi piace molto andarli a trovare al cimitero, e ringraziarli».

E per mantenere vivo il loro esempio, Lorenzo ha deciso di finanziare una borsa di studio AIRC in memoria del padre nel 2018 e della madre nel 2019. «Sostenere una borsa di studio significa dare a una persona la possibilità di portare avanti un percorso di ricerca che è in qualche modo associato ai miei genitori», afferma.

Ha anche conosciuto la ricercatrice beneficiaria della prima borsa: «Anche se non ho capito molto del progetto di ricerca è molto gratificante toccare con mano il frutto del tuo impegno», aggiunge scherzando.

Il valore della ricerca, Lorenzo, lo vede quotidianamente sul suo lavoro: sono tempi di cambiamenti repentini, in cui è impossibile prevedere l’evoluzione del mercato e non ci si può rilassare un attimo. In questo scenario la ricerca rende possibile adattarsi e guardare avanti riuscendo a volte ad anticipare i tempi.

Lorenzo ha anche sperimentato l’importanza della ricerca oncologica sulla sua pelle. Suo nonno, suo padre e lui stesso hanno dovuto fronteggiare lo stesso tumore. Però con esiti completamente diversi. «Mio nonno è mancato a 57 anni e si è accorto della malattia poco prima di morire. Già con mio padre i miglioramenti nel trattamento sono stati tangibili: ha subito un intervento chirurgico e ha vissuto fino a 86 anni. Anche io sono stato curato: oggi ho 75 anni e spero di vivere e lavorare ancora a lungo».

Ed è così che ha cominciato a donare: «Mi sono detto, devo contribuire a sostenere la ricerca perché, magari, domani i miei figli avranno gli stessi problemi». Da allora, a fine anno, dispone le sue donazioni: non solo AIRC, ma anche altre realtà che sostengono la ricerca e altre ancora che tutelano il patrimonio culturale.

Una destinazione, quella delle donazioni, che sembra fotografare un’intera filosofia di vita: guardare il futuro preservando il valore del passato.

Così come avvenuto con l’azienda che negli ultimi 30 anni ha costantemente cambiato pelle per mantenere il passo coi tempi, mantenendo intatti i valori. E così come vorrebbe che avvenisse ai figli: «Non mi sogno nemmeno che abbiano i miei interessi, le mie abitudini, i miei gusti. Ma spero che facciano propri i miei valori. Che, dopo tutto, non sono cambiati rispetto a quelli dei miei genitori».

E la volontà di proiettarsi verso il futuro preservando i valori del passato è lo stesso spirito con cui Lorenzo ha deciso di disporre un lascito in favore di AIRC. «Credo sia importante continuare a portare avanti le proprie idee anche quando non ci siamo più», dice. «Riservare una parte dei propri averi a favore delle cause in cui si crede non significa togliere qualcosa ai figli. Tutt’altro. Credo che in questo modo si lasci loro qualcosa in più: un esempio».