Una doppia vita per avvicinare la ricerca ai malati

Una doppia vita per avvicinare la ricerca ai malati

Dal martedì al venerdì, la mattina, sono impegnato in ambulatorio, con le pazienti con cancro al seno presso la Fondazione IRCCS Istituto nazionale tumori di Milano, dove ho anche un incontro pomeridiano settimanale per la discussione collegiale dei casi clinici con tutti gli specialisti della Breast Unit dello stesso istituto. Il resto del tempo seguo l’attività di ricerca preclinica e clinica con il mio gruppo collocato “a cavallo” tra l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’istituto IFOM di oncologia molecolare.

La mia vita lavorativa da gennaio 2020 corre su questi due binari. Clinica e ricerca camminano insieme. E per quanto sia impegnativo, rappresenta la sintesi perfetta del mio percorso formativo e professionale non proprio convenzionale. Mi sono laureato in Medicina e inizialmente avevo deciso di non iscrivermi alla scuola di specializzazione: credevo di essere portato per la ricerca e mi ero anche convinto che nella clinica ci fosse poco spazio per la creatività e l’immaginazione. Ho dunque assecondato la mia passione per la matematica e la biologia, intraprendendo un dottorato di ricerca (PhD) in Biologia Computazionale presso la Scuola Europea di Medicina Molecolare presso IFOM, nel gruppo di Andrea Ciliberto.

Ho trascorso il primo anno del PhD a studiare modelli matematici di reti biologiche prima di passare al lavoro di laboratorio, dedicandomi allo studio dei meccanismi attraverso cui le cellule eucariotiche si adattano all’arresto prolungato in mitosi, un fenomeno che si verifica quando i tumori umani vengono esposti a farmaci chemioterapici della famiglia degli “antimitotici”. Pochi mesi dopo aver terminato il dottorato, mentre valutavo la possibilità di fare un’esperienza di ricerca all’estero, ho vinto il concorso per l’ingresso nella Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica, che ho deciso di intraprendere presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, anche a seguito della rassicurazione ricevuta dal Direttore Scientifico di IFOM, Marco Foiani, che avrei trovato, presso il Dipartimento di Oncologia diretto da Filippo de Braud, un ambiente culturalmente e scientificamente aperto e stimolante. Così è stato.

All’Istituto dei Tumori, oltre a seguire le pazienti con cancro al seno, sono attualmente coinvolto nella ideazione, progettazione e conduzione di diversi studi clinici sperimentali indipendenti. Scopo di questi studi è valutare se la combinazione della chemioterapia tradizionale con trattamenti sperimentali che colpiscono il metabolismo delle cellule tumorali, tra cui una dieta ipoglicemizzante con o senza l’aggiunta del farmaco antidiabetico metformina, possa migliorare la sensibilità delle cellule di tumore al seno triplo negativo alla chemioterapia.

Il filone di ricerca in cui sono impegnato da anni è infatti lo studio del metabolismo dei tumori.

Per costruire un palazzo c’è bisogno di energia fisica ma anche di cemento armato e mattoni. In maniera analoga le cellule tumorali hanno bisogno di procurarsi energia e substrati biologici che permettano di costruire nuove cellule, per sostenere la loro vorticosa crescita e resistere alle “intemperie” dell’ambiente circostante (ad esempio i trattamenti chemioterapici). Le materie prime che utilizzano sono soprattutto zuccheri, aminoacidi e acidi grassi.

Obiettivo del progetto sostenuto da Fondazione AIRC è l’individuazione di possibili vulnerabilità nel metabolismo degli aminoacidi delle cellule tumorali, allo scopo di migliorare l’efficacia della chemioterapia nel tumore al seno triplo negativo e di prevenire o contrastare l’insorgenza di resistenza ai farmaci. L’idea è che se gli aminoacidi sono essenziali per il tumore, privare le cellule tumorali di queste molecole, o interferire con i meccanismi che ne consentono l’utilizzo, può avere diverse ripercussioni. Per esempio può risentirne la capacità del tumore di crescere o di attivare i meccanismi che consentono alle cellule tumorali di resistere ai farmaci. Le scoperte emerse dallo studio potranno essere successivamente verificate in una sperimentazione clinica.

Sotto questo aspetto, la sinergia tra i due Istituti in cui lavoro, l’IFOM e l’Istituto Nazionale dei Tumori, potrebbe rivelarsi vincente e rendere molto veloce il passaggio dalla ricerca di base a quella clinica, con potenzialmente grande beneficio per le pazienti affette da un tumore per cui oggi esistono poche opzioni terapeutiche, soprattutto nelle fasi avanzate della malattia.

Per quel che riguarda la mia vita al di fuori del lavoro, anche per una persona, come me, che non ha mai nutrito molto interesse per il riposo notturno, da quando ho iniziato la mia "doppia vita” di clinico e ricercatore, è stato necessario rinunciare a molte delle mie passioni: dal volontariato al pianoforte. Per fortuna ho una compagna molto paziente, ricercatrice anche lei, che comprende e tollera i miei orari. D’altronde la responsabilità nei confronti delle pazienti che seguo e dei giovani ricercatori che coordino rappresenta da un lato un onere, ma è soprattutto un grande onore che rappresenta la realizzazione del sogno di una vita, e che quindi continuerò a portare avanti senza risparmio di energie.

Nato a Napoli nel 1984, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi "Federico II” della sua città nel 2008. Ha poi conseguito nel 2014 un dottorato di ricerca (PhD) in Medicina Molecolare (nel ramo della Biologia Computazionale) presso la Scuola Europea di Medicina Molecolare. Nel 2019 ha ottenuto la specializzazione in Oncologia Medica presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Al termine della specializzazione ha iniziato a lavorare all’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM) dove guida un gruppo di ricerca che si occupa dello studio dei meccanismi molecolari alla base delle alterazioni metaboliche dei tumori solidi, continuando in parallelo l’attività clinica come oncologo medico presso l’Istituto Nazionale dei Tumori, dove si occupa del trattamento di pazienti affette da carcinoma mammario e di studi sperimentali su carcinoma mammario e sul metabolismo dei tumori.

  • Autori:

    Claudio Vernieri

  • Università:

    Istituto FIRC di Oncologia Molecolare - Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

  • Data di pubblicazione:

    22 marzo 2021