Stefano Casola

Nato a Napoli nel 1968, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università Federico II nella sua città e nello stesso ateneo ha conseguito un dottorato di ricerca in biologia e patologia cellulare e molecolare. Successivamente ha vissuto un’importante esperienza di ricerca presso l’Istituto di genetica dell’Università di Colonia, in Germania, frequentando il laboratorio del professor Rajewsky. Nel 2001, è diventato Junior Investigator presso il CBR Institute of Biomedical Research, affiliato alla Harvard Medical School di Boston negli Stati Uniti. Nel 2006 è tornato in Italia, per assumere il ruolo di Group Leader presso l’Istituto FIRC di oncologia molecolare (IFOM) di Milano, sede in cui ancora oggi dirige l’Unita di ricerca di immunologia molecolare e biologia dei linfomi.

Progetti seguiti

Resistance to BCR inactivation in B-cell lymphoproliferative disorders: mechanisms, biomarkers and actionable targets

Nome dell'istituzioneIFOM - Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare
RegioneLombardia
Budget322.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2019 - 2024
Descrizione

Il progetto di ricerca è focalizzato sullo studio dei linfomi e, più in generale, delle neoplasie maligne che colpiscono i linfociti B. Il lavoro prende spunto da ricerche precedenti che avevano assegnato alle immunoglobuline espresse sulla superficie dei linfociti B (anche dette recettori immunoglobulinici, abbreviati in inglese con l’acronimo BCR) un ruolo chiave nella crescita incontrollata di diversi tipi di linfoma Non-Hodgkin. Questa scoperta ha portato allo sviluppo di farmaci che bloccano la funzione del BCR e che sono utilizzati per la cura di diversi tipi di linfomi e leucemie a carico dei linfociti B. A oggi, tuttavia, le nostre conoscenze su come il BCR regoli la crescita incontrollata e la disseminazione di linfomi e leucemie rimane sorprendentemente limitata. Inoltre non tutti i pazienti affetti da linfomi e leucemie e trattati con farmaci diretti contro il BCR rispondono alle terapie. Le cause di queste resistenze rimangono per lo più sconosciute. Il progetto punta a chiarire meglio come il BCR controlli la biologia della cellula leucemica e di linfoma. Queste conoscenze aiuteranno a comprendere le basi molecolari delle resistenze a terapie anti-BCR e possibilmente indicheranno nuove strategie di intervento terapeutico per superare tali resistenze.