Roberta Maestro

È nata ad Aviano nel 1962. Dopo la laurea in scienze biologiche all’Università degli studi di Padova e la specializzazione in genetica medica all’Università degli studi di Ferrara, grazie a una borsa di studio ha svolto un periodo di ricerca presso il Centro di riferimento oncologico (CRO) di Aviano. Quindi si è trasferita negli Stati Uniti, al Cold Spring Harbor Laboratory di New York. Qui ha collaborato con David Beach e Greg Hannon su nuove strategie per identificare geni coinvolti nello sviluppo tumorale. Rientrata in Italia, dal 2005 dirige la Divisione di oncogenetica e oncogenomica funzionale presso il CRO di Aviano. Nel 2003 ha ricevuto la Medaglia d’oro per la salute pubblica dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per i suoi studi sulla trasformazione neoplastica. Il suo gruppo di ricerca si occupa di sarcomi, tumori mesenchimali rari e aggressivi con limitate opzioni terapeutiche.

Progetti seguiti

Behind the amplicon - gene synergies and potential vulnerabilities in 12q-amplified sarcomas

Nome dell'istituzioneCentro di Riferimento Oncologico - Aviano - I.R.C.C.S.
RegioneFriuli-Venezia Giulia
Budget anno in corso159.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il progetto è focalizzato su uno specifico sottogruppo di sarcomi, che comprende i liposarcomi ben differenziati, i liposarcomi dedifferenziati e i sarcomi intimali, accomunati da una peculiare anomalia genetica: l’amplificazione della regione cromosomica 12q. L’obiettivo dello studio è identificare i geni localizzati in questa regione cromosomica che risultano essenziali per la sopravvivenza delle cellule tumorali. Tali geni rappresentano quindi potenziali elementi di vulnerabilità che potrebbero essere sfruttati per progettare approcci terapeutici mirati. Più in dettaglio, si cercherà di approfondire il ruolo di numerosi geni compresi nella regione cromosomica 12 q la cui funzione è ancora poco conosciuta, tra cui gli oncogeni MDM2, CDK4 e HMGA2, per capire come questi geni coamplificati interagiscano tra loro e come in particolare MDM2 eserciti funzioni oncogeniche anche indipendentemente dal proprio bersaglio principale, la proteina oncosoppressore p53. Contestualmente si cercherà di comprendere i meccanismi di resistenza ai farmaci inibitori di MDM2. L’indagine prevede di: individuare i geni localizzati in 12q che sono cruciali per la crescita tumorale e caratterizzarne il meccanismo molecolare d’azione oncogenica nei sarcomi; studiare le interazioni genetiche e strutturali di questi geni, tra loro e con il resto del genoma; e scandire le specifiche funzioni oncogeniche di MDM2 nell’ambito dei sarcomi, esplorandone gli effetti su rimodellamento cromatinico, trascrizione e traduzione. Con approcci genetici mirati, sistemi cellulari, analisi multiomiche e analisi biochimiche, con il progetto si punta a identificare nuovi biomarcatori diagnostici, prognostici e predittivi e a scoprire vulnerabilità terapeutiche che possano migliorare l’efficacia dei trattamenti per i sarcomi con amplificazione cromosomica 12q.