Marta Kovatcheva

Nata a Sofia (Bulgaria) nel 1989, si è trasferita a Toronto (Canada) all’età di un anno, dove è cresciuta. Si è laureata con lode in genetica molecolare all’Università di Toronto, prima di proseguire gli studi a New York, conseguendo il dottorato in biologia molecolare del cancro presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center nel 2017. Qui ha studiato come le cellule tumorali rispondono ai farmaci antitumorali emergenti, dimostrando che la capacità delle cellule di entrare in senescenza è un indicatore chiave della risposta dei pazienti e contribuendo a progettare studi clinici combinati tuttora in corso. Dal 2017 al 2024 ha svolto un post-doc a Barcellona, nel laboratorio di Manuel Serrano, approfondendo la biologia dell’invecchiamento e consolidando il suo interesse per i meccanismi cellulari che collegano senescenza e plasticità cellulare. Nel 2024 ha fondato a Milano il proprio gruppo di ricerca, il Laboratory of Cell Plasticity & Aging presso IFOM, l’Istituto di oncologia molecolare di AIRC, con l’obiettivo di tradurre le scoperte di laboratorio in strategie cliniche innovative, in un ambiente altamente collaborativo e orientato all’innovazione.

Progetti seguiti

Targeting senescence as a driver of cell plasticity in colorectal cancer initiation and progression

Nome dell'istituzioneIFOM - Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare, ETS
RegioneLombardia
Budget anno in corso199.870 €
Tipo di progettoStart-Up
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il progetto mira a comprendere come le cellule senescenti, ovvero cellule in stato di arresto della crescita ma attive dal punto di vista secretorio, influenzino lo sviluppo e la progressione dei tumori. Queste cellule, accumulate con l’età o indotte da terapie come chemio- e radioterapia, sembrano favorire la plasticità cellulare, cioè la capacità delle cellule di cambiare identità, pur in assenza di mutazioni genetiche. Nelle cellule cancerose, questo fenomeno promuove la resistenza ai trattamenti, le recidive e le metastasi. Utilizzando organoidi derivati da pazienti con tumore colorettale e animali di laboratorio con questo tipo di cancro, si studierà come la senescenza contribuisca alla trasformazione delle cellule precancerose e alla ricomparsa della malattia dopo la terapia. Verranno inoltre esplorati nuovi approcci farmacologici per eliminare selettivamente le cellule senescenti, al fine di migliorare così la risposta duratura dei pazienti. I risultati attesi potrebbero migliorare la comprensione dei fattori non genetici che guidano il cancro e spiegare in parte l’aumento dell’incidenza tumorale con l’avanzare dell’età. I risultati di questo lavoro potrebbero dunque aprire la strada a terapie innovative, combinando strategie preventive e trattamenti mirati, con un potenziale impatto non solo sul cancro colorettale, ma anche su altri tipi di tumore in cui la senescenza ha un ruolo chiave.