Letizia Lanzetti

Nata a Torino nel 1970, si è laureata in scienze biologiche nel 1995. Dopo un tirocinio in genetica medica a Torino, ha lavorato per 7 anni all’Istituto europeo di oncologia (IEO) a Milano, studiando i meccanismi molecolari che regolano l’endocitosi dei recettori cellulari e la trasduzione del segnale. Per un periodo è stata visiting scientist all’EMBL di Heidelberg. Grazie a un grant AIRC Start Up ha avviato la propria attività di ricerca indipendente presso l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, dove oggi dirige un gruppo focalizzato sui meccanismi della riprogrammazione metabolica nei tumori della mammella. È professoressa associata di biochimica all’Università degli studi di Torino.

Progetti seguiti

Stratification tools predictive of metabolic alterations in breast cancer: mechanisms and preclinical validation

Nome dell'istituzioneIstituto di Candiolo - Fondazione del Piemonte per l'Oncologia (FPO) - I.R.C.C.S.
RegionePiemonte
Budget anno in corso137.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è migliorare la comprensione e il trattamento del carcinoma mammario, con particolare attenzione al sottotipo più aggressivo, il triplo negativo. In particolare, si cercherà di comprendere come due proteine, TBC1D7 e TBC1D22B, possano potenziare il metabolismo delle cellule cancerose, e quindi rappresentare possibili marcatori che aiutino a predire la prognosi delle pazienti. Il gruppo di ricerca utilizzerà sistemi sperimentali preclinici avanzati, come organoidi derivati da pazienti, per analizzare come queste proteine influenzino la crescita, l’invasività e l’adattamento metabolico delle cellule tumorali. Approcci innovativi come la metabolomica spaziale e il sequenziamento dell’RNA a singola cellula permetteranno di mappare con precisione i meccanismi cellulari coinvolti. Parallelamente, con uno screening di farmaci già approvati dalla FDA, si cercheranno molecole in grado di inibire TBC1D7 al fine di sviluppare trattamenti mirati contro il carcinoma mammario triplo negativo. I farmaci più promettenti saranno sperimentati sia negli organoidi sia in animali di laboratorio. In sintesi, nel progetto si combinano biologia molecolare, metabolomica e farmacologia per sviluppare strumenti diagnostici e terapeutici innovativi, contribuendo a ottenere strategie più precise e mirate contro il cancro al seno, soprattutto nelle pazienti ad alto rischio o con carcinoma mammario triplo negativo.