Giancarlo Marra

Nato a Torino nel 1988, dopo la laurea in medicina e chirurgia presso l’ateneo torinese, il suo percorso è proseguito tra il Regno Unito (al Guy’s Hospital e al King’s College Hospital a Londra) e la Francia (all’Hôpital Tenon e all’Institut Mutualiste Montsouris a Parigi). Oggi è urologo e ricercatore universitario all’Università degli studi di Torino, e si occupa principalmente di tumore della prostata, imaging avanzato, chirurgia robotica e terapie focali. Con la sua ricerca mira a migliorare concretamente la vita dei pazienti attraverso l’ottimizzazione di diagnosi, tecniche chirurgiche e strategie terapeutiche.

Progetti seguiti

BilaterAl or uniLaterAl Node dissection in high-risk prostate CancEr: the BALANCE randomized controlled trial

Nome dell'istituzioneUniversità degli Studi di Torino
RegionePiemonte
Budget anno in corso99.081,13 €
Tipo di progettoMFAG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il carcinoma prostatico ad alto rischio viene spesso trattato con prostatectomia radicale e dissezione linfonodale pelvica estesa bilaterale (LAD), che consente una stadiazione accurata ma comporta tempi operatori più lunghi, complicanze e maggiori costi. Nuove tecniche di imaging, come PSMA PET/CT e mpMRI, permettono di localizzare con precisione le lesioni dominanti, aprendo la possibilità di limitare la dissezione a un solo lato senza compromettere l’efficacia. Studi preliminari hanno già dimostrato la fattibilità della LAD unilaterale in una parte dei pazienti selezionati. Il progetto BALANCE si propone di valutare se la LAD unilaterale sia non inferiore alla LAD bilaterale in termini di persistenza del PSA, il principale indicatore a breve termine correlato alla sopravvivenza, e di confrontare altri parametri, inclusi la qualità della vita dei pazienti, complicanze peri- e post-operatorie, tempi chirurgici, durata della degenza, costi sanitari, e correlazione tra esami di imaging e risultati patologici. Se si avranno risultati positivi, la LAD unilaterale potrebbe diventare uno standard meno invasivo per pazienti selezionati, riducendo morbilità chirurgica, tempi e costi. Inoltre, in tutto il mondo questa strategia potrebbe evitare ogni anno migliaia di interventi estesi non necessari. L’adozione di questa pratica potrebbe poi influenzare linee guida nazionali e internazionali, promuovendo una chirurgia di precisione basata su imaging avanzato e cure più efficaci e sostenibili.