Gemma Di Pompo

Nata a Lanciano (Chieti) nel 1984, nel 2009 si è laureata in scienze biologiche all’Università degli studi di Bologna e nello stesso ateneo, nel 2013, ha conseguito il dottorato di ricerca in biotecnologie, farmacologia e tossicologia. Dal 2010 svolge la propria attività di ricerca all’IRCCS Istituto ortopedico Rizzoli, dedicandosi allo studio delle malattie muscolo-scheletriche, con particolare riferimento ai tumori ossei. Nel 2014, grazie al sostegno della European Orthopaedic Research Society (EORS), ha trascorso un periodo come visiting scientist presso l’Università di Zurigo. Dal 2022 ricopre il ruolo di ricercatrice sanitaria nella Struttura complessa di scienze e tecnologie biomediche e nanobiotecnologie dell’Istituto ortopedico Rizzoli, dove attualmente coordina attività di ricerca volte a studiare l’influenza della componente nervosa sul microambiente tumorale osseo.

Progetti seguiti

Targeting nerve-cancer crosstalk: a novel approach to improve osteosarcoma treatment

Nome dell'istituzioneIstituto Ortopedico Rizzoli di Bologna I.R.C.C.S.
RegioneEmilia-Romagna
Budget anno in corso99.338,29 €
Tipo di progettoMFAG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è identificare nuovi bersagli terapeutici per il trattamento dell’osteosarcoma, un tumore osseo ancora difficile da curare che colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. Più precisamente la ricerca è focalizzata sull’innervazione, una componente del microambiente tumorale finora poco studiata. Considerando che l’osso è un tessuto fisiologicamente ricco di nervi periferici, si è ipotizzato che le cellule tumorali e quelle circostanti siano in grado di richiamare e influenzare attivamente queste fibre nervose, instaurando una comunicazione bidirezionale che può favorire la crescita del cancro e la sua resistenza ai farmaci. Il fine ultimo è individuare e bloccare i mediatori molecolari che regolano tale segnalazione reciproca. I risultati attesi potranno aiutare a chiarire il contributo dell’innervazione all’aggressività dell’osteosarcoma e aprire la strada a strategie terapeutiche innovative, capaci di migliorare l’efficacia delle cure esistenti e contrastare la progressione della malattia.