Gabriele Zoppoli

Nato a Genova nel 1981, si è laureato in medicina e chirurgia nell’ateneo della stessa città e poi ha trascorso due anni negli Stati Uniti, presso i National Institutes of Health di Bethesda, in Maryland, dove si è specializzato nell’uso della bioinformatica per studiare i tumori. Rientrato in Italia, ha conseguito il dottorato in oncologia ed ematologia clinica e traslazionale e successivamente la specializzazione in medicina interna, entrambi all’Università di Genova. Ha poi proseguito l’esperienza internazionale all’Institut Jules Bordet di Bruxelles in Belgio, approfondendo l’analisi biostatistica dei dati genomici nel carcinoma mammario. Oggi è responsabile scientifico del laboratorio di genomica traslazionale presso l’Università di Genova e svolge attività clinica come dirigente medico all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. La sua ricerca si concentra sull’uso dei dati genomici per comprendere meglio i tumori e individuare strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

Progetti seguiti

Longitudinal genomic and epigenomic profiling of advanced breast cancer using cell- free single-molecule DNA sequencing

Nome dell'istituzioneUniversità degli Studi di Genova
RegioneLiguria
Budget anno in corso345.082,50 €
Tipo di progettoNext Gen Clinician Scientist
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il progetto è focalizzato sul cancro al seno in fase avanzata, ancora oggi difficile da trattare e tra le principali cause di mortalità nelle donne. L’obiettivo è capire meglio perché alcuni tumori evolvono più rapidamente di altri e perché, in alcuni casi, le terapie smettono di funzionare. Per farlo, i ricercatori utilizzano i dati e i campioni biologici raccolti dal programma AURORA, uno dei più ampi studi europei sul cancro al seno metastatico. In particolare, analizzano il DNA tumorale che circola nel sangue, una sorta di “traccia” lasciata dalla neoplasia che può essere studiata con tecnologie avanzate senza ricorrere a biopsie invasive. Grazie a queste analisi, si cercherà di individuare le differenze tra le pazienti con malattia più aggressiva e quelle con decorso più lento. Inoltre, si tenterà di chiarire come la malattia cambia nel tempo e nei diversi organi con metastasi. Un’attenzione particolare è rivolta ai diversi sottotipi di carcinoma mammario, che possono avere comportamenti biologici molto diversi. I risultati attesi potrebbero portare all’identificazione di nuovi biomarcatori utili per prevedere l’andamento della malattia e la risposta alle cure. In prospettiva, queste informazioni potrebbero aiutare a sviluppare terapie sempre più precise e mirate, migliorando la qualità di vita e le probabilità di sopravvivenza delle pazienti.