Elisabetta Grillo

Nata a Termini Imerese (PA), ha conseguito la laurea in biotecnologie mediche e il dottorato presso l’Università degli studi di Brescia. Ha maturato esperienze di ricerca in ambito internazionale presso il Paul Scherrer Institut di Villingen in Svizzera e presso il VIB di Leuven, in Belgio, proseguendo poi l’attività scientifica all’Università di Brescia grazie a borse di studio sostenute dalla Fondazione AIRC e dalla Fondazione Veronesi. Attualmente ricopre il ruolo di professoressa associata di biochimica presso l’Università di Brescia, dove coordina un gruppo di ricerca impegnato nello studio del ruolo del tessuto adiposo nelle patologie oncologiche.

Progetti seguiti

Gremlin-1-driven cancer cell-adipose tissue crosstalk in pancreatic cancer

Nome dell'istituzioneUniversità degli Studi di Brescia
RegioneLombardia
Budget anno in corso99.996,75 €
Tipo di progettoMFAG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il tessuto adiposo, insieme alle cellule che lo compongono, gli adipociti, rappresenta una componente del microambiente tumorale ancora relativamente poco studiata. Tuttavia, è nota da tempo l’associazione tra accumulo patologico di grasso corporeo, disfunzioni metaboliche e sviluppo neoplastico. Il gruppo diretto da Elisabetta Grillo si propone di indagare i meccanismi con cui gli adipociti comunicano con le cellule tumorali, contribuendo alla crescita e alla progressione del cancro, con l’obiettivo di identificare strategie per interrompere questa comunicazione dannosa. Più precisamente mira a chiarire il ruolo della proteina gremlin-1, presente in elevate quantità nel tumore del pancreas, nella comunicazione tra adipociti e cellule cancerose pancreatiche. Avvalendosi di una combinazione di esprimenti con cellule in coltura e con animali di laboratorio, nonché dell’analisi di dati derivati da pazienti, si cercherà di caratterizzare i meccanismi con cui gremlin-1 guida questa comunicazione e di valutare l’efficacia di approcci terapeutici diretti a questa proteina, anche in combinazione con la chemioterapia standard. I risultati attesi potrebbero contribuire all’identificazione di nuove strategie terapeutiche per i pazienti affetti da carcinoma pancreatico, che ancora oggi rappresenta una delle neoplasie più difficili da curare.