Dario Sangiolo

Nato a Milazzo (ME) nel 1973, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università degli studi di Messina nel 1998 e si è poi specializzato in oncologia medica all’Università degli studi di Torino. Dopo un periodo di ricerca negli Stati Uniti, al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, nel 2008 ha conseguito il dottorato di ricerca in oncologia umana nell’ateneo torinese. Ha poi proseguito la sua attività presso l’Istituto di Candiolo IRCCS, occupandosi di immunologia dei tumori e immunoterapia, integrando ricerca e attività clinica a favore di pazienti con tumori solidi ed ematologici. Dal 2020 è professore associato all’Università degli studi di Torino e dal 2025 coordina, per quanto riguarda la ricerca, il laboratorio di immunoterapia oncologica dell’Istituto di Candiolo e, per quanto riguarda la clinica, la Struttura semplice di immunoterapia oncologica, dove sviluppa strategie innovative di immunoterapia traslazionale.

Progetti seguiti

B7H3-Directed CAR-Killer Lymphocytes Against Chemoresistant Ovarian Cancer: CSC Targeting and Synergy with PD-1 Blockade

Nome dell'istituzioneIstituto di Candiolo - Fondazione del Piemonte per l'Oncologia (FPO) - I.R.C.C.S.
RegionePiemonte
Budget anno in corso158.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è sviluppare una nuova terapia cellulare basata su cellule immunitarie ingegnerizzate (CAR-CIK) dirette contro il bersaglio B7-H3, altamente espresso nel carcinoma ovarico avanzato e associato a resistenza alle terapie e ad aggressività della malattia. Il fine ultimo è colpire selettivamente le cellule cancerose e, in particolare, le cellule staminali tumorali responsabili delle recidive e della progressione della malattia, migliorando così l’efficacia degli attuali trattamenti. La strategia prevede anche la combinazione con altre terapie già disponibili, come gli inibitori dei checkpoint immunitari (anti-PD-1) e gli inibitori di PARP, per potenziare la risposta immunitaria e rendere il microambiente tumorale più favorevole all’azione delle cellule effettrici. L’efficacia e la sicurezza di queste strategie verranno valutate in sistemi sperimentali preclinici avanzati, derivati da campioni di pazienti, e in animali di laboratorio, al fine di costituire le basi per un’applicazione clinica contro i tumori solidi più difficili da trattare.