Ultimo aggiornamento: 1 aprile 2026

Cosa sono i tumori testa-collo, come prevenirli, quali sono i sintomi iniziali, come diagnosticarli precocemente e come si curano.
Aprile è il mese dedicato alla sensibilizzazione sui tumori testa-collo, un gruppo eterogeneo di neoplasie che colpiscono la parte più alta del tratto respiratorio e digerente, come bocca, lingua e gola (faringe e laringe). In molti casi sono dovuti ad abitudini poco salutari, per cui è possibile prevenirli. Inoltre, riconoscere alcuni segnali iniziali può aiutare a ricevere una diagnosi precoce, che aumenta le probabilità di cura. Ecco 5 cose importanti da sapere sulle neoplasie testa-collo.
L’espressione tumori testa-collo descrive una categoria di neoplasie che include molti diversi tipi di cancro. Gli scienziati e i medici usano questo termine per indicare le neoplasie che colpiscono il rivestimento o la mucosa del tratto aerodigestivo superiore, e quindi i tumori della bocca, della lingua, della gola (faringe e laringe), delle cavità nasali, dei seni paranasali e delle ghiandole salivari.
Ogni anno colpiscono migliaia di persone in Italia. Secondo le stime più recenti, pubblicate dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTum) ad aprile 2026 sulla rivista Cancer Epidemiology, nel 2025 sarebbero state circa 5.500 le diagnosi dei soli tumori di bocca e laringe. In circa il 90% dei casi i tumori testa-collo sono carcinomi a cellule squamose, cioè derivano dalla crescita incontrollata dei cheratinociti, il tipo prevalente di cellule dell’epidermide.
La maggior parte dei tumori testa-collo è associata a 3 fattori che è possibile evitare: il tabacco (inclusi il fumo passivo e quello da prodotti senza combustione del tabacco), l’alcol e le infezioni da Papillomavirus (HPV). Fumo e alcolici insieme risultano avere un effetto cancerogeno potenziato rispetto all’utilizzo di sigarette o alcol da soli. L’infezione da HPV provoca in particolare circa il 75% dei tumori dell’orofaringe, ma nella quasi totalità dei casi è sufficiente vaccinarsi per prevenire l’insorgenza dell’infezione e quindi della malattia.
Altri fattori che causano i tumori testa-collo sono un’alimentazione povera di frutta e verdura, scarsa igiene orale, esposizione professionale a sostanze come amianto e nichel, esposizione alle radiazioni ionizzanti, l’infezione da virus di Epstein-Barr (celebre per causare la mononucleosi). Tra i fattori di rischio non modificabili vi sono l’età (sono molto più frequenti dopo i 50 anni) e la presenza di alcune mutazioni genetiche.
La prevenzione dei tumori testa-collo passa dunque per alcune scelte da seguire quotidianamente:
Il 20% circa dei tumori orali si sviluppa a partire da lesioni precancerose, associate all’uso di alcol e tabacco, che si presentano come macchie bianche in rilievo. Altri casi di cancro orale e altri tipi di tumore testa-collo hanno sintomi più generici e comuni:
È sempre importante consultare un medico per capire l’origine di questi disturbi, in modo da poterli affrontare nei modi più adeguati.
Secondo stime recenti, riferite agli Stati Uniti, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi dei tumori testa-collo si attesta all’incirca tra il 70% e il 90% quando rilevati in stadi precoci, mentre scende fino al 25% per i casi individuati in stadio avanzato. Inoltre, la diagnosi del tumore in fase iniziale consente in genere di effettuare terapie meno invasive.
A oggi non esiste un test di screening standard o di routine per i tumori del distretto testa-collo. Tuttavia, è di aiuto avere un appuntamento periodico dal dentista, che nel visitare la cavità orale potrebbe individuare eventuali segni di cancro. Inoltre, è bene rivolgersi a un medico in caso di segni sospetti, che possa eventualmente prescrivere esami di approfondimento, come:
La terapia delle neoplasie delle vie aerodigestive superiori può includere chemioterapia, radioterapia, adroterapia, intervento chirurgico, terapie mirate, immunoterapia o una combinazione di trattamenti, a seconda di fattori come il sito e lo stadio del tumore e lo stato di salute generale del paziente. I ricercatori sono all’opera per individuare nuovi tipi di terapie o la possibilità di alleggerire i dosaggi di altri trattamenti utilizzati.
Il trattamento dei tumori testa-collo coinvolge specialisti di diversi ambiti: oltre a oncologi, chirurghi e radioterapisti, spesso è utile coinvolgere otorinolaringoiatri, neurochirurghi, dentisti, logopedisti, dietologi, fisioterapisti e terapisti occupazionali.
I tumori testa-collo sono un insieme di neoplasie che colpiscono il tratto aerodigestivo superiore: bocca, lingua, faringe, laringe, cavità nasali, seni paranasali e ghiandole salivari.
I fattori evitabili più importanti sono il consumo di tabacco (anche passivo), l’alcol e le infezioni da HPV. Anche dieta povera di frutta e verdura, scarsa igiene orale, esposizioni professionali a sostanze tossiche, radiazioni ionizzanti e virus di Epstein-Barr contribuiscono al rischio; età e predisposizioni genetiche sono fattori non modificabili.
La prevenzione passa dall’eliminazione di fumo e alcol, dalla vaccinazione contro l’HPV e da un’alimentazione ricca di frutta e verdura. Sono fondamentali anche l’igiene orale accurata e la protezione da alcune sostanze tossiche, inquinanti e irritanti.
Piaghe nella bocca o gola che non guariscono, sanguinamenti, raucedine persistente, difficoltà a deglutire o respirare, tosse durante i pasti, gonfiore del collo, dolori al viso o ai denti e infezioni sinusali croniche sono alcuni dei segnali che richiedono valutazione medica. Anche fischi o dolori alle orecchie persistenti possono essere un campanello d’allarme.
Non esiste uno screening di routine, ma le visite dentistiche periodiche possono favorire l’individuazione di lesioni sospette. In presenza di sintomi, un medico può prescrivere visita specialistica, endoscopia, esami di imaging e, se necessario, una biopsia per confermare la diagnosi.
I trattamenti includono chirurgia, radioterapia, chemioterapia, terapie mirate, immunoterapia o combinazioni di queste opzioni. La scelta dipende dalla sede del tumore, dallo stadio e dalle condizioni generali del paziente, e coinvolge un gruppo multidisciplinare di specialisti.
Jolanda Serena Pisano