Quando il DNA sfugge al controllo: nuove scoperte sull’amplificazione del gene MYC nei tumori

Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026

Quando il DNA sfugge al controllo: nuove scoperte sull’amplificazione del gene MYC nei tumori

Un possibile passo avanti verso il trattamento di alcune forme tumorali.

Tra i molti meccanismi che alimentano la crescita dei tumori, uno dei più importanti coinvolge il gene MYC, un potente regolatore della proliferazione cellulare. In numerosi tipi di cancro MYC è presente con molte più copie del normale, una condizione di amplificazione genica che spinge le cellule a moltiplicarsi in maniera incontrollata. In alcuni casi le copie in eccesso del gene non si trovano all’interno dei cromosomi, ma in piccoli anelli di DNA, chiamati collettivamente DNA extra-cromosomico (ecDNA). Il fenomeno è associato a forme tumorali particolarmente difficili da curare.

I risultati di una recente ricerca di laboratorio, guidata da Johnathan Whetstine del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia, in Pennsylvania (USA), hanno mostrato che questo processo può avere origine in cellule che non sono ancora diventate tumorali. In particolare, i ricercatori hanno scoperto che specifiche modificazioni epigenetiche, cioè cambiamenti che regolano l’attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA, svolgono un ruolo diretto nell’innesco dell’amplificazione di MYC.

Al cuore del meccanismo sembrano trovarsi due enzimi con attività opposte. Da un lato, KDM4C, coinvolto nella rimozione di particolari marcatori chimici dagli istoni, le proteine su cui è avvolto il DNA, favorisce la comparsa progressiva di copie aggiuntive di MYC. Dall’altro lato l’enzima SETD2, che aggiunge tali marcatori agli istoni, agisce come un freno naturale al processo. Quando SETD2 viene perso o inattivato, KDM4C riesce a legarsi più facilmente alla regione dove si trova il gene MYC, promuovendo un aumento graduale del numero di copie del gene.

I dati emersi dalla ricerca hanno anche mostrato che la situazione diventa ancora più critica quando vengono meno alcuni sistemi cellulari di controllo, come l’apoptosi o morte cellulare programmata, che elimina le cellule danneggiate. O quando si perde la funzione di TP53, uno dei più importanti geni oncosoppressori. In queste condizioni si sviluppano amplificazioni di MYC sempre più estese, comprese le forme extra-cromosomiche di DNA circolare osservate in molte forme di tumore avanzate.

Un’osservazione particolarmente rilevante è che cellule non ancora trasformate in senso tumorale, ma portatrici di queste alterazioni, acquisiscono la capacità di dare origine a un cancro. Ciò suggerisce che l’amplificazione di MYC possa rappresentare un evento precoce nello sviluppo del cancro e che non sia soltanto una conseguenza della progressione tumorale.

La ricerca apre anche interessanti prospettive terapeutiche. Gli autori dell’articolo, pubblicato a ottobre 2026 sulla rivista Molecular Cell, hanno infatti osservato che l’inibizione di KDM4C è in grado di ridurre l’amplificazione di MYC, indicando un possibile nuovo bersaglio farmacologico. Inoltre, le alterazioni di SETD2 e KDM4C potrebbero diventare biomarcatori utili per identificare i pazienti più a rischio o che potrebbero rispondere meglio a trattamenti mirati.

Nel complesso i risultati hanno permesso di chiarire un nuovo meccanismo di controllo, tra la cromatina e i processi che permettono alle cellule di sopravvivere, che influisce sull’origine e lo sviluppo delle amplificazioni di MYC. Ciò offre nuove opportunità per comprendere meglio e contrastare i tumori guidati da questo oncogene, i cui effetti sono stati finora molto difficili da contrastare farmacologicamente.

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