Una dieta sana che fa bene anche all’ambiente

Una dieta sana che fa bene anche all’ambiente

Mangiare sano fa bene alla salute ma anche al pianeta: lo afferma una commissione di esperti che ha riunito nutrizionisti e studiosi di ambiente sotto l’egida della rivista medica Lancet

Cosa dovrebbe mangiare l’uomo che vive nell’Antropocene, cioè nella attuale era geologica in cui l’attività umana ha un grande impatto sull’ambiente? Lo hanno spiegato sulla rivista Lancet i 37 membri della EAT-Lancet Commission, un gruppo composto da esperti in nutrizione e sostenibilità ambientale di 16 diversi Paesi.

La “dieta planetaria” suggerita dalla commissione dopo un’attenta valutazione dei dati disponibili nella letteratura scientifica si fonda su principi di base che possono contribuire alla prevenzione di numerose malattie non trasmissibili, tra le quali anche molti tipi di tumore. “Milioni di persone nel mondo consumano una dieta poco sana che contribuisce a ridurre l’aspettativa di vita e ad aumentare il rischio di molte patologie” dicono gli esperti che poi aggiungono: “Inoltre, la maggiore pressione esercitata dall’uomo sul pianeta è legata proprio all’attuale sistema di produzione del cibo che mette in pericolo la stabilità dell’ambiente”. In altre parole, agricoltura e allevamento sono tra le principali attività umane con un impatto negativo sull’ambiente e sul clima.

Nuovi limiti per vecchie nozioni

Le regole di base della dieta buona per la salute e per l’ambiente fanno parte delle raccomandazioni che medici e ricercatori hanno già presentato in diversi contesti: ridurre il consumo di carne rossa, puntare su una dieta povera di zuccheri e composta in gran parte di alimenti di origine vegetale. La novità rispetto al passato è rappresentata dalla definizione di specifici limiti per il consumo dei diversi alimenti e che, se rispettati da tutti, garantirebbero cibo salutare e sicuro ai quasi 10 miliardi di abitanti del pianeta previsti per il 2050, senza un impatto eccessivamente negativo sull’ambiente.

Attualmente il rispetto di questi limiti è garantito solo in minima parte, come ha dimostrato l’analisi approfondita svolta dalla EAT-Lancet Commission. Il documento mostra per esempio che se consideriamo pari al 100 per cento il limite massimo per il consumo di carne rossa accettabile per la salute umana e per quella ambientale, oggi lo superiamo ampiamente, attestandoci intorno al 288 per cento (cioè consumiamo quasi tre volte più carne di quella raccomandata).

Enormi le differenze tra i vari Paesi del mondo: se negli Stati Uniti si consumano troppe proteine animali, nell’Africa subsahariana si supera di oltre sette volte il limite consigliato per cereali e amidi come la manioca. “Nella nostra ricerca fissiamo anche limiti per il consumo di terra e acqua da usare per produrre cibo” precisano gli esperti, ricordando che seguendo la “dieta planetaria” si potrebbero evitare 11 milioni di decessi ogni anno.

  • Autori:

    Agenzia Zoe

  • Data di pubblicazione:

    14 marzo 2019