Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2026

Centinaia di applicazioni per smartphone promettono di aiutare a smettere di fumare, ma la loro efficacia non è ancora dimostrata. Vediamo cosa sappiamo in merito per usarle al meglio.
Negli ultimi anni alcune applicazioni (app) per smartphone si sono aggiunte agli approcci tradizionali per smettere di fumare, che di solito consistono in terapie e sostegno psicologico. Nelle più recenti linee guida, pubblicate nel 2024, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha incluso alcune piattaforme digitali tra i possibili strumenti utili per smettere di fumare, consigliandone però un uso moderato. Sono infatti ancora molti i dubbi sulla reale efficacia di questi strumenti digitali e sui modi in cui possono essere integrati con i metodi tradizionali. Occorre anche considerare che alla complessità insita nell’affrontare e superare una dipendenza fisica e psicologica si sommano le difficoltà tipiche dell’utilizzo di ogni applicazione per smartphone e di altri dispositivi mobili.
I motivi per smettere di fumare sono tanti e perlopiù noti. Non fumare significa migliorare la propria salute e ridurre i rischi di tumori e altre patologie per sé e per le persone circostanti. Inoltre, permette di risparmiare denaro e di non alimentare il pesante impatto ambientale della filiera del tabacco. Tuttavia, conoscere i rischi del fumo può non essere sufficiente per interrompere l’abitudine a fumare. Il percorso è lungo, spesso oscilla tra periodi di astinenza e ricadute, ed è anche molto personale. Alcuni possono essere spinti da forti motivazioni, altri possono avere maggiori disponibilità, per esempio economiche, per permettersi un sostegno psicologico continuativo o per acquistare farmaci sostitutivi della nicotina, che al momento non sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.
È qui che possono intervenire le applicazioni per smettere di fumare, che si presentano come strumenti semplici, tendenzialmente convenienti e capaci di fornire un sostegno costante.
Ne esistono a centinaia e variano tra loro per grafica, prezzi e funzioni disponibili gratuitamente e a pagamento. Tutte però si assomigliano per alcune caratteristiche. In genere, quando si entra per la prima volta in una di queste applicazioni, viene richiesto quando si è fumata l’ultima sigaretta, quante se ne consumano in media in un giorno e i motivi per cui si desidera smettere. L’app elabora quindi i dati per fornire un percorso personalizzato che aiuta a focalizzare gli obiettivi, a rimanere motivati e a tenere traccia dei progressi compiuti. Per esempio, per ogni giorno di astinenza compare una schermata che presenta il calcolo dei soldi risparmiati evitando di acquistare prodotti del tabacco e i principali vantaggi per la salute. Se si hanno dubbi e curiosità su questioni scientifiche e mediche, come gli effetti del fumo o dell’astinenza sull’organismo, si può accedere a materiali informativi, come schede o video.
In alcuni casi, si può parlare con esperti o entrare a far parte di un gruppo di utenti con cui scambiare risultati e opinioni. Quando emerge un bisogno di fumare improvviso e difficile da controllare, alcune funzioni aiutano a mantenere la concentrazione tramite esercizi di respirazione.
Le applicazioni riprendono in versione digitale alcuni aspetti tipici dei percorsi tradizionali svolti in centri antifumo o simili, con i vantaggi di essere personalizzati e sempre disponibili, anche in caso di emergenza. Nella pratica, però, la loro utilità per smettere di fumare è ancora oggetto di dibattito. In genere, sembra che i servizi interattivi e di messaggistica siano i più validi, ma i benefici sono generalmente incerti e variano a seconda delle situazioni. Secondo una revisione degli studi condotta da esperti dell’OMS, utilizzare soltanto le applicazioni non porterebbe particolari vantaggi per smettere di fumare rispetto a non usare alcun supporto o uno minimo. Invece combinare strumenti digitali con altri approcci, come i farmacoterapici, può contribuire ad aumentare l’astinenza dal fumo sul lungo periodo. L’effetto può variare anche sulla base del tipo di applicazione che si usa: più funzioni sono disponibili e più è probabile riuscire a smettere.
Prima di usare questi strumenti, anche in combinazione ad altri metodi, occorre tuttavia ricordare che sono prodotti poco regolamentati e con chiari fini commerciali. Per esempio, dati personali e sanitari, immagini o la propria posizione possono essere raccolti e venduti a enti terzi per veicolare pubblicità e simili. Un altro aspetto riguarda il funzionamento stesso delle applicazioni. In modo analogo all’approccio di app come quelle per imparare le lingue, le app per smettere di fumare propongono una sorta di gioco, in cui si avanza di livello a ogni obiettivo raggiunto. Questi metodi possono rendere il percorso più divertente e coinvolgente, ma servono anche a massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma e ad aumentare così i profitti che i produttori riescono a ottenere dalla pubblicità.
I risultati di alcuni studi hanno mostrato che la cosiddetta ‘gamificazione’ (dall’inglese gamification) può avere un impatto positivo nell’immediato, ma perde di efficacia con il passare del tempo. Inoltre, le informazioni di tipo medico e psicologico fornite dalle app non sono sempre fornite in modo trasparente. Nella maggior parte delle applicazioni, circa 3 su 4, i produttori non dichiarano in modo chiaro le fonti delle informazioni diffuse.
Le applicazioni per smettere di fumare sono dunque uno strumento in più, da utilizzare però con qualche attenzione e precauzione, e sulla base delle proprie necessità. Chi ha bisogno di tenere traccia dei propri progressi può trovare utili gli aggiornamenti quotidiani sulle sigarette evitate, i soldi risparmiati e i vantaggi per la salute. Chi, invece, desidera condividere dubbi e risultati con persone nella stessa situazione può trovare terreno fertile nelle community.
Al momento, più che sostituire gli approcci tradizionali, questi strumenti possono affiancare un percorso strutturato autonomo o seguito da professionisti, per esempio rivolgendosi a un centro antifumo (al telefono verde: 800 55 40 88). Inoltre, sul sito del Ministero della salute sono disponibili guide informative, che includono la possibilità di tenere un ‘diario del fumatore’ e i contatti per il counseling telefonico.
Le evidenze scientifiche disponibili indicano che, se usate da sole, le app per smettere di fumare non garantiscono risultati significativamente migliori rispetto all’assenza di supporto. Possono però essere utili se integrate con altri approcci, come farmaci sostitutivi della nicotina o un percorso seguito da professionisti.
No. Le applicazioni non sostituiscono i percorsi strutturati offerti dai centri antifumo o il sostegno medico e psicologico. Possono affiancarli, offrendo un supporto quotidiano e strumenti di monitoraggio, ma non sono altrettanto efficaci.
Secondo gli studi, gli elementi più utili delle app per smettere di fumare sarebbero le funzioni interattive, la messaggistica di supporto, il monitoraggio dei progressi e l’accesso a contenuti informativi.
Non sempre: molte di queste app raccolgono dati personali e sanitari e non dichiarano in modo trasparente come vengono utilizzati o condivisi. È importante leggere con attenzione le informative sulla privacy prima di utilizzarle.
Smettere di fumare significa affrontare una dipendenza fisica e psicologica complessa. Le app possono aiutare nella motivazione e nel monitoraggio, ma non eliminano le difficoltà legate all’astinenza, alle ricadute e agli aspetti individuali.
Camilla Fiz