Torniamo per un attimo a giugno 2021: Francesca sta bene, solo un po' di stanchezza, una mattina però si sveglia con una forte tachicardia: “sono un tipo ansioso e mi era già successo in passato, ma mai così e mi sono spaventata, tanto da decidere di non perdere tempo e andare al pronto soccorso”.
In un primo momento si pensa abbia una polmonite con versamento, le viene dunque prescritta una cura antibiotica e una visita a distanza di una settimana. La situazione però non migliora, i medici capiscono che c’è qualcosa di più, si procede con una TAC e poi una PET.
Francesca inizia a capire che qualcosa non va e la biopsia confermerà i suoi sospetti: la diagnosi è Linfoma di Hodgkin. “È stata durissima perché le restrizioni dovute al Covid non mi hanno permesso di avere nessuno accanto, ho avuto i primi giorni di confusione, con mille cose nella testa. Sono stata ricoverata, ma essendo fisicamente debole hanno preferito non intervenire chirurgicamente per eliminare il liquido che avevo, sarebbe stato più prudente aspettare il riassorbimento col tempo. Mi hanno spiegato tutto e il primo passo era procedere con la terapia.”
Francesca inizia la sua prima seduta di chemio a Torino, presso l’ospedale Mauriziano, ne seguiranno altre undici, ma le farà a Bergamo, presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, seguita dal team del Professor Alessandro Rambaldi, Direttore della Divisione di Ematologia e ricercatore AIRC.
“Avevo bisogno di totale isolamento e di aiuto, per questo la scelta più giusta è stata quella di tornare dai miei e farmi aiutare dalla mia mamma. Si dice che "la mamma è sempre la mamma" e non potrei essere più d'accordo. Averla avuto al mio fianco durante la mia lotta contro il cancro è stata la mia più fortuna più grande. La mia famiglia, il mio compagno, i miei cari, tutti mi sono stati vicini, ma il ruolo che ha svolto mia mamma durante questo difficilissimo percorso è senza paragoni. È stata con me ogni minuto, dalla diagnosi alla PET di guarigione, ed è con me sempre in tutte le nuove sfide: mi ha curata, amata, protetta, consolata come solo una mamma sa fare. In ogni seduta di chemioterapia, ogni medicazione, ogni ricovero, ogni visita, la sua mano era stretta alla mia e sono sincera quando dico che non so se ce l'avrei fatta senza di lei."
Mamma Antonella ricorda come non sarebbe stata capace di fare diversamente da come ha fatto, perché "senza banalizzare è proprio vero che la ma la mamma è sempre la mamma! Ho quindi accompagnato Francesca nella sua battaglia consapevole che il mio supporto doveva essere anzitutto quello di starle accanto con tanto ottimismo e fiducia. L'amore e la complicità che da sempre ci lega ha rafforzato la convinzione che, passo dopo passo, dovevamo comunque pensare al domani, al poi con estrema forza, un po' come fanno i guerrieri e Francesca lo è stata."
Francesca ha terminato l’ultima seduta a dicembre 2021 e la PET successiva è stata completamente negativa, così come il suo ultimo controllo a marzo 2022. Adesso sta riprendendo la sua vita con il fantastico sorriso che la caratterizza.
“Ora voglio essere di supporto a chi sta vivendo la mia stessa esperienza; i giovani ne sanno molto poco sul tema cancro e pensano che non potrà toccarli, ma può succedere a chiunque: dobbiamo parlarne, conoscerlo e aiutare la ricerca. Ogni briciola di conoscenza in più può permettere ai pazienti di domani di soffrire meno, di intervenire prima, di saper riconoscere meglio i sintomi. La malattia mi ha cambiata: da un lato sento di essere ancora più empatica e sensibile di prima, dall’altro meno ansiosa rispetto alle cose per cui non vale la pena esserlo; vivo appieno ciò che mi succede con una scala di priorità diversa e voglio dire a chi mi ascolta che ero anche io così: non pensavo mi potesse accadere, ma io ora posso capire e posso dirti che puoi farcela!”.
L' 11 gennaio 2025 Francesca è diventata mamma della dolcissima Beatrice.
Redazione
Articolo pubblicato il:
6 maggio 2026