Tumori ginecologici: controlli consigliati

Il ginecologo e alcuni esami di laboratorio possono aiutare a diagnosticare precocemente i tumori dell'ovaio, della cervice uterina e dell'endometrio.

Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2014

Tempo di lettura: 55 minuti

Visita ginecologica

Ogni donna dovrebbe sottoporsi con regolarità e con cadenza annuale a una visita ginecologica anche in assenza di particolari problemi o sintomi.

Con questa semplice visita è infatti possibile prevenire molti disturbi legati alla sfera ginecologica e verificare, per esempio, la regolarità del ciclo mestruale o la presenza di infezioni batteriche o fungine, molto comuni tra le donne con una vita sessuale attiva (Candida, Trichomonas eccetera). Il ginecologo è inoltre la persona più adatta alla quale chiedere consigli e chiarimenti su contraccezione e gravidanza, sugli gli strumenti più adatti per affrontare la menopausa in modo sereno limitandone gli effetti fastidiosi, o sulla eventuale necessità di eseguire controlli oncologici particolari.

Per quanto riguarda la prevenzione oncologica, in base alla storia familiare lo specialista è in grado di determinare il rischio individuale di sviluppare un tumore e di programmare di conseguenza un calendario preciso degli esami di controllo da svolgere con regolarità.

Pap test

Il Pap test è un esame di screening proposto a tutte le donne fin dall'inizio dell'attività sessuale e comunque non oltre i 21 anni di età, fino ai 64 anni. Può essere eseguito anche nelle donne vergini (anzi, è indicato anche nel loro caso perché esistono forme, rare ma possibili, di tumore della cervice uterina che non dipendono dal virus dell'HPV, trasmesso sessualmente). Il test si ripete una volta ogni tre anni, a meno che l'esame non mostri anomalie che richiedono un controllo più frequente.

In anni recenti è stato introdotto anche il termine oltre il quale non è più necessario: secondo gli studi, una donna risultata negativa verso i 70 anni ha bassissime probabilità di sviluppare in seguito un tumore del collo dell'utero e può quindi sospendere i controlli (che vanno invece portati avanti se c'è qualcosa che non va o se risulta positiva per l'HPV).

Lo scopo del Pap test è di mettere in evidenza alterazioni precoci delle cellule della cervice uterina per prevenire l'insorgenza di un vero e proprio carcinoma del collo dell'utero. Insieme al Pap test, però, si procede sempre anche all'esecuzione di uno striscio vaginale per identificare eventuali infezioni o infiammazioni da cause anche banali come le infezioni da Candida. Per questa ragione alcuni ginecologi hanno accolto con diffidenza l'allungamento dell'intervallo tra un esame e l'altro. È bene però ricordare che si può eseguire un tampone o striscio vaginale senza Pap test. L'esame è meno fastidioso e meno costoso.

Pur essendo il Pap test un esame semplice, a basso contenuto tecnologico, in Italia lo eseguono otto donne su 10 nel Centro-Nord e solo sei su 10 nel Sud e nelle Isole: un divario che andrebbe rapidamente colmato. Un aiuto potrebbe venire nei prossimi anni dalla combinazione del Pap test con il test per la ricerca del DNA dell'HPV. Secondo le linee guida più recenti, infatti, unendo i due esami è possibile eseguire il Pap test una sola volta ogni cinque anni.

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Test HPV DNA

Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della cervice è l'infezione da HPV, il Papilloma virus umano, che si trasmette per via sessuale. Il vaccino protegge dai ceppi virali più aggressivi, all'origine del 70 per cento dei tumori della cervice: è raccomandato e offerto gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale alle ragazze all'età di 12 anni.

Nella maggior parte dei casi le cellule che possono portare al tumore della cervice non danno immediatamente origine al cancro vero e proprio, ma generano quelle che i medici chiamano lesioni precancerose, che possono progredire lentamente verso la forma tumorale o regredire spontaneamente senza alcun trattamento. Prevenire la formazione di tali lesioni, o diagnosticarle e curarle precocemente, permette di ridurre drasticamente e quasi di eliminare l'insorgenza del tumore della cervice.

Negli ultimi anni è entrato in commercio anche un test in grado di verificare la presenza del DNA dell'HPV nelle cellule del collo dell'utero. Il materiale su cui fare il test si preleva esattamente come nel Pap test, con uno striscio della cervice uterina.

Secondo l'Osservatorio nazionale screening, il test HPV si può fare per diversi motivi:

Attualmente lo screening con HPV è raccomandato solo dopo i 30-35 anni perché nelle donne più giovani le infezioni da HPV sono molto frequenti, ma nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente. Sotto quell'età si rischierebbe quindi di trattare lesioni che sarebbero guarite da sole.

Se il test per l'HPV risulta positivo, si procede con il Pap test. Se questo risulta normale, si ripete il test per l'HPV dopo un anno: nella maggior parte dei casi l'infezione scompare in questo lasso di tempo, altrimenti si continuano i controlli serrati.

  • Autori:

    Agenzia Zoe