I rischi del sole

Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2021

Tempo di lettura: 3 minuti

Occhi

I raggi ultravioletti possono provocare in rari casi un carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, ma più spesso favoriscono la cataratta, una degenerazione del cristallino, che diventa sempre più opaco fino a compromettere la vista e che, in certi casi, può portare anche alla cecità. Può svilupparsi anche uno pterigio, un inspessimento della congiuntiva che opacizza la cornea e limita i movimenti oculari. Le radiazioni solari possono causare danni alla retina (non bisognerebbe mai guardare direttamente il sole), e sono un fattore di rischio per la retinopatia solare e per la maculopatia degenerativa senile. Non bisogna poi dimenticare che il melanoma si può sviluppare anche all'interno dell’occhio.

Labbra

In chi soffre di herpes labiale, un eccesso di raggi UV può favorire la riattivazione del disturbo. L’esposizione prolungata al sole è inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori del labbro.

Pelle

Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti favorisce a breve termine le scottature e a lungo andare la formazione di rughe e cheratosi, malattie croniche della pelle che in rare occasioni possono generare lesioni pretumorali.

Dai melanociti, le cellule che producono il pigmento melanina che conferisce il colore alla pelle, può avere origine il melanoma, il più pericoloso dei tumori cutanei, la cui incidenza è in aumento.

La sua insorgenza può dipendere da esposizioni al sole intense e occasionali, che provocano scottature, soprattutto nell’infanzia.

Un articolo pubblicato sull’International Journal of Cancer conferma che il 91 per cento di tutti i melanomi negli Stati Uniti sono collegati alle radiazioni ultraviolette, principalmente da esposizione solare (non sorprende che la percentuale più alta – 97 per cento – sia alle Hawaii), e sarebbero quindi prevenibili proteggendo la pelle in modo adeguato.

A entrare in gioco nello sviluppo del melanoma, tuttavia, sono anche altri fattori, prevalentemente genetici, come la predisposizione familiare, insieme a caratteristiche individuali quali la pelle chiara o la presenza di molti nei. Di recente un vasto studio internazionale sostenuto anche da Fondazione AIRC e i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Genetics, ha dimostrato che lo spettro di varianti genetiche coinvolte nello sviluppo del melanoma – 85 quelle identificate – è molto più ampio di quanto si pensava. La ricerca, basata su quasi 37.000 casi di melanoma in popolazioni diverse, ha confermato l’interazione tra i fattori genetici (che non possiamo modificare) e i danni causati dai raggi ultravioletti (su cui possiamo intervenire scegliendo di esporci al sole con le opportune cautele).    

Altri tipi di tumori della pelle sono provocati quasi esclusivamente da una prolungata esposizione ai raggi solari. Dalle cellule basali dell'epidermide possono originare i tumori basocellulari, o basaliomi, frequenti come quelli a cellule squamose soprattutto in chi, per ragioni professionali (contadini, pescatori eccetera), vive gran parte del tempo all'aria aperta, esposto in maniera continuativa all'azione dei raggi ultravioletti. Sono i più frequenti tumori della pelle, rappresentandone circa l’80 per cento dei casi, ma hanno una crescita molto lenta e localizzata per cui è molto difficile che possano mettere in pericolo la vita prima di essere individuati e asportati chirurgicamente.

Dalle cellule squamose dell'epidermide possono originare i tumori squamocellulari detti anche a cellule squamose o spinose. Sono tre volte più comuni dei melanomi, ma meno aggressivi.

Bilanciare rischi e benefici

Trarre tutti i vantaggi derivanti dal sole evitandone i rischi è possibile. Lo si può fare scegliendo con buon senso tempi e modi dell'esposizione e proteggendosi in maniera adeguata, tenendo anche conto dell’età e del tipo di pelle di ognuno.

Non esistono infatti regole valide per tutti, in ogni luogo e in tutte le stagioni: ognuno, nelle diverse situazioni, dovrà trovare, eventualmente col consiglio del proprio medico o del pediatra, la propria misura per esporre al sole in maniera equilibrata se stesso e i propri figli. Un bambino con i capelli rossi e la pelle lentigginosa andrà protetto anche dal primo sole di primavera in città, ma anche un adulto con una pelle olivastra di tipo mediterraneo, se non sta attento, potrà scottarsi al sole dei Tropici.

Tuttavia non bisogna pensare che la scottatura sia l’unica misura del danno provocato dal sole. Questo si può verificare anche in persone di pelle scura, o già abbronzate, quando ormai non si scottano più.

  • Autori:

    Agenzia Zadig