La sperimentazione animale

La sperimentazione animale è richiesta per legge, prima di quella clinica nell'uomo. Per i progetti sottoposti ad AIRC che richiedono l'impiego degli animali si impone il rispetto di leggi e regolamenti nazionali e internazionali che proteggono gli animali usati nella ricerca.

Perché non possiamo ancora fare a meno degli studi che coinvolgono gli animali per trovare cure per il cancro

Molte persone provano disagio all'idea che i test con animali di laboratorio siano indispensabili a provare la sicurezza e l'efficacia di ogni nuova cura. Il disagio è più che comprensibile, ma ci sono ragioni serie per cui gli animali sono alleati indispensabili della ricerca di nuove terapie, e la prima ragione è la sicurezza.

Alcuni effetti di una terapia compaiono infatti soltanto in un organismo completo, dotato di tutti gli organi che possono ricevere e modificare la terapia stessa, ma non nelle cellule isolate che si usano nei primi esperimenti in laboratorio.

È vero che noi esseri umani siamo per molti aspetti diversi dagli animali, ma con parecchi di loro condividiamo gran parte del cammino evolutivo e quindi delle molecole che si sono conservate fino a oggi. Le cellule per esempio sono organizzate in modo pressoché identico in tutti i mammiferi e molte parti sono addirittura intercambiabili. È raro che una proteina umana non funzioni almeno un poco quando sostituisce la sua controparte in un topo.

In virtù di questa "parentela" molecolare, i risultati dei test in animali sufficientemente simili a noi possono dare indicazioni utili. Possono per esempio suggerire che una terapia sarà tollerabile nell'uomo se negli animali non darà problemi al cuore, alla respirazione, ai reni, al fegato; se non provocherà effetti sedativi o stimolanti; se non modificherà l'equilibrio ormonale e così via.

Per queste ragioni gli esperimenti negli animali sono richiesti per legge prima che si possa passare alla sperimentazione clinica nell'uomo. La legge peraltro rispecchia un'esigenza diffusa fra i pazienti: che le terapie prescritte dai medici non siano dannose.

La sicurezza e la riduzione al minimo degli effetti collaterali che non solo pretendiamo, ma che spesso diamo per scontate, richiedono di sperimentare le terapie con animali di laboratorio. Si tratta comunque di sperimentazioni che sono regolate da norme molto severe, che tutelano gli animali e il loro benessere, e ne limitano l'utilizzo al minimo indispensabile

Che cosa fa AIRC per contenere al massimo l'uso degli animali e garantire il loro benessere nelle ricerche finanziate dall'Associazione

Per i progetti sottoposti ad AIRC che richiedono l'impiego degli animali (si tratta soprattutto di topi di laboratorio, piccoli vermi, pesci, moscerini), AIRC impone che i ricercatori rispettino le leggi e i regolamenti che proteggono gli animali usati nella ricerca, secondo le leggi nazionali e gli standard internazionali.

Per ogni sperimentazione animale è obbligatorio ottenere l'autorizzazione del Ministero della Salute. Solo se il Ministero dà parere positivo, dopo aver accertato l'importanza della ricerca, l'impossibilità di condurla con sistemi alternativi e, soprattutto, dopo aver ricevuto le garanzie che gli animali saranno salvaguardati da ogni sofferenza inutile, questi progetti possono ricevere finanziamenti AIRC.

Le ricerche sostenute da AIRC che coinvolgono animali di laboratorio devono inoltre rispettare la cosiddetta regola delle 3R: per ogni sperimentazione animale, i ricercatori sono tenuti a scrivere ad AIRC un documento in cui spiegano se è disponibile un metodo alternativo per sostituire (replace) gli esperimenti con gli animali; come intendono ridurre (reduce) al minimo il numero di animali, qualora siano comunque obbligati a utilizzarli; e come hanno previsto di migliorare (refine) le condizioni degli animali, minimizzando lo stress e il dolore.

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La Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo

La regola delle 3R fa parte della Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, una Direttiva a oggi già recepita da tutti i 28 stati membri dell'Unione europea, compresa l'Italia.

La Direttiva, pensata per eliminare le disparità tra le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia, al punto 2 sottolinea che il benessere degli animali è un valore sancito dall'articolo 13 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Tra l'altro, il suo contenuto è stato approvato dall'organizzazione animalista Eurogroup for animals, di cui fanno parte i principali gruppi animalisti di vari Paesi europei, inclusa l'italiana Lega antivivisezione (Lav), che hanno ritenuto la nuova direttiva migliore della precedente.

Il Parlamento italiano, nel recepire la Direttiva europea, ha deciso di modificarla applicando misure restrittive che non consentirebbero più in alcune circostanze ai nostri scienziati di utilizzare, quando necessario, animali per lo studio di malattie e trattamenti.

A fronte delle proteste della comunità scientifica nazionale e internazionale, da marzo 2014 è in vigore una moratoria triennale sulle restrizioni, rinnovata per ulteriori 3 anni a febbraio 2017.

Sebbene il provvedimento abbia consentito ai nostri ricercatori di non interrompere il loro lavoro, o di essere messi in condizione di portarlo all’estero, questa prospettiva temporale ristretta li mette in difficoltà nella programmazione degli esperimenti e in svantaggio rispetto ai colleghi degli altri Paesi europei nell’accesso ai finanziamenti internazionali, che spesso si sviluppano per tempi più lunghi.

Le domande più frequenti sulla sperimentazione animale

La prevenzione salva molte più vite della cura. Perché non si finanzia la prevenzione anziché la ricerca?

La prevenzione ha, più che mai, bisogno della ricerca. La ricerca ci fa conoscere le cause interne ed esterne scatenanti i tumori ed il modo in cui il nostro organismo reagisce di fronte a tanti stimoli esterni capaci di generare le modificazioni genetiche che portano al cancro. Senza la ricerca non si potrebbero sviluppare nemmeno efficaci metodi di prevenzione. Quando si pensa alla ricerca biomedica, ci si concentra spesso sullo sviluppo di nuovi farmaci, ma in realtà il suo raggio d’azione si estende anche alla prevenzione e alla diagnosi.

La sperimentazione negli animali, che sono diversi dall'uomo, è inutile e antiscientifica

Nel corredo cromosomico esistono molte più similitudini che differenze tra le varie specie animali. Ad esempio, i topi condividono con gli esseri umani l'85 per cento del patrimonio genetico, mentre le funzioni dei geni sono identiche. Infatti, nell'albero evolutivo di tutte le specie viventi, la distanza fra il ramo dei roditori e quello che ha portato a Homo sapiens è assai ridotta. Per questo la sperimentazione animale può essere indispensabile per alcuni progetti di ricerca, e sono innumerevoli le testimonianze di importantissime conquiste raggiunte proprio attraverso questo metodo. Un esempio per tutti: l'identificazione di un gene legato allo sviluppo delle metastasi nell'uomo è stata resa possibile dagli studi sullo stesso, identico gene presente nel moscerino della frutta.

I moderni metodi di ricerca escludono l'utilizzo degli animali

È vero che la maggior parte delle ricerche iniziali, di base, indagano le componenti della cellula e quindi non hanno bisogno della sperimentazione animale. Tuttavia, quando si è arrivati a determinare in tali cellule un processo collegato con l'insorgenza o lo sviluppo del tumore, e le possibili strade per contrastarlo, una verifica in un organismo intero e sufficientemente complesso è assolutamente necessaria, poiché le cellule in natura non sono isolate, ma interagiscono con altre cellule e organi.

La sperimentazione negli animali è usata indiscriminatamente e senza alcun controllo

Nei casi in cui la sperimentazione animale è necessaria, debbono essere seguite regole molto precise che ne valutano non solo l'effettiva necessità, ma anche il modo con cui la ricerca verrà svolta, secondo i parametri di un codice etico e di leggi molto rigidi. In mancanza delle necessarie autorizzazioni, il progetto non può essere finanziato.

Preferisco finanziare associazioni ed istituti che non impiegano la sperimentazione animale

Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Tuttavia è bene sapere che molte tra le più importanti scoperte che hanno illuminato il percorso della ricerca scientifica, ed alleviato le sofferenze di innumerevoli individui, non sarebbero mai state raggiunte senza la sperimentazione animale.

La vivisezione è una pratica inumana e crudele

Verissimo. La vivisezione, intesa come sperimentazione che non si preoccupava della sofferenza degli animali, non è più praticata da decenni in nessun laboratorio scientifico degno di questo nome. Tutt’altra cosa è la sperimentazione animale fatta con le garanzie e i limiti che sopra sono stati descritti, per cui gli animali ricevono un’anestesia perfino per essere sottoposti a un semplice prelievo di sangue.

Per favorire la diffusione di un'informazione corretta sul tema della sperimentazione animale, con l'obiettivo che la normativa nazionale venga uniformata a quella dell'Unione Europea, AIRC ha deciso di aderire a Research4Life.