Cos’è la cosiddetta “retraction” e perché è importante per la ricerca sul cancro.
Una retraction è il ritiro di un articolo scientifico già pubblicato. Avviene quando un articolo non può più essere considerato affidabile nel suo insieme, per problemi di varia natura, come errori in buona fede, problemi etici e in alcuni casi frodi. Di norma, l’articolo rimane consultabile, ma con un avviso che chiarisce che è stato ritirato e ai motivi. Lo scopo è duplice: da un lato, correggere gli errori che possono capitare quando si effettua una ricerca, dall’altro avvertire i lettori.
La scienza è un modo di osservare la realtà, formulando domande e mettendo continuamente alla prova ciò che pensiamo di sapere. Come ricordava Carl Sagan, è prima di tutto “un modo di pensare”, e non una semplice raccolta di conoscenze. Il confronto, il dubbio e la capacità della comunità scientifica di rivedere le proprie conclusioni sono essenziali per il progresso della conoscenza. Le indagini e le ritrattazioni sono una parte intrinseca del metodo e del processo della ricerca scientifica, e la rendono più affidabile. Nella ricerca sul cancro, la capacità di autocorrezione è particolarmente importante, perché contribuisce a proteggere la qualità degli studi, a utilizzare responsabilmente le risorse e, soprattutto, a orientare con maggiore sicurezza le decisioni che riguardano la salute delle persone.
Dall’idea iniziale fino alla condivisione dei risultati in una pubblicazione, ogni ricerca scientifica può durare molto tempo e attraversare diverse fasi. In genere, i ricercatori partono da conoscenze già disponibili, quindi formulano un’ipotesi e progettano gli esperimenti necessari a metterla alla prova. Dopo aver eseguito gli esperimenti, raccolgono e analizzano i risultati emersi. Infine, scrivono un articolo in cui raccontano questo processo e i dati ottenuti, descrivendo in modo accurato e trasparente gli esperimenti effettuati, inclusi le autorizzazioni dei comitati etici a svolgere esperimenti e studi clinici e i materiali, i metodi e i tipi di analisi statistiche utilizzati. Altre informazioni che non possono mancare sono la lista degli autori, il ruolo svolto da ciascuno, le affiliazioni alle rispettive istituzioni, la dichiarazione di eventuali conflitti di interesse e il riconoscimento dei finanziamenti ricevuti per la ricerca svolta.
Quando il manoscritto è completo, viene inviato dai ricercatori a una rivista scientifica internazionale, in genere specializzata nell’ambito della ricerca svolta. Gli editor della rivista valutano dunque la possibilità di pubblicarlo, e in caso positivo lo sottopongono alla valutazione di revisori competenti e privi di conflitti di interesse, secondo uno standard internazionale chiamato di “peer review” o revisione tra pari. Questi esperti valutano quindi il manoscritto, individuando punti di forza e di debolezza e dando il proprio parere, positivo o negativo, sull’opportunità che l’articolo sia pubblicato sulla rivista. I revisori possono anche richiedere ulteriori esperimenti, al fine di rafforzare l’articolo: in tal caso, questo viene rimandato agli autori affinché lo studio sia completato e l’articolo sottomesso nuovamente. Se i revisori riscontrano errori gravi o comportamenti scorretti da parte degli autori, possono essere richiesti approfondimenti; nel caso in cui questi siano ritenuti inadeguati o insufficienti dai revisori, l’articolo non viene pubblicato.
Le verifiche continuano anche dopo l’eventuale pubblicazione, grazie al contributo dei lettori, tra cui per esempio altri ricercatori, che possono ripetere per conto proprio gli esperimenti, rianalizzare i dati, confrontare immagini e risultati e segnalare eventuali incongruenze. Possono arrivare osservazioni anche da altri tipi di lettori, come giornalisti e istituzioni, o anche dagli stessi autori, qualora si accorgano di avere commesso un errore.
Quando emerge un problema, la rivista ne valuta natura e gravità e può intervenire in diversi modi. Più precisamente, gli editor possono chiedere agli autori o indicare:
In tutti questi casi deve essere sempre indicata dagli autori e dagli editor la motivazione che ha portato a ciascuna decisione e devono essere sempre indicati e distinti gli errori commessi in buona fede rispetto ai comportamenti invece scorretti o fraudolenti.
Dopo una segnalazione, gli editor della rivista rivalutano l’articolo, considerano gli elementi contestati e contattano gli autori. Se necessario possono coinvolgere anche l’istituzione di ricerca, e a volte l’ente finanziatore, affinché sia avviata un’indagine. Per esempio, Fondazione AIRC dispone di un regolamento sull’integrità scientifica, ispirato all’European Code of Conduct for Research Integrity, che tutti i ricercatori sostenuti devono accettare e sottoscrivere.
La quota di ritiri dovuta a errori commessi in buona fede o a condotte scientifiche scorrette può variare molto a seconda del tipo di disciplina, dal periodo e da altri fattori. Tra i motivi che possono portare al ritiro rientrano:
Il procedimento che può portare al ritiro di un articolo è complesso e richiede un’attenta valutazione dell’insieme dei problemi segnalati e dei dati contestati, che possono indicare se i dati, i metodi e le conclusioni restano o meno affidabili. In alcuni casi sono gli autori stessi a decidere di ritirare un articolo problematico. In ogni caso la decisione finale sulle azioni da intraprendere su un articolo spetta agli editor della rivista, che possono procedere con il ritiro anche quando alcuni autori non sono d’accordo o non rispondono.
Per esempio, secondo un articolo pubblicato nel 2020 sulla rivista Nature da Poore e colleghi, alcune tracce di microrganismi rilevati nel sangue e in alcuni tessuti avrebbero potuto aiutare a riconoscere la presenza di diversi tipi di tumore. Dopo la pubblicazione, alcuni ricercatori segnalarono problemi nell’analisi dei dati, e da una valutazione indipendente emerse che le conclusioni non erano valide. Nel 2024 l’articolo venne quindi ritirato, con l’accordo di tutti gli autori.
Per capire se un articolo scientifico è stato ritirato è possibile:
Nessun sito di editore, database o piattaforma è impeccabile, perciò è utile incrociare i controlli su più fonti.
La notizia di un articolo corretto o ritirato può lasciare perplessi o sgomenti e ridurre la fiducia nell’autorevolezza della scienza. Tuttavia, occorre considerare che il processo che può portare alla correzione o al ritiro di un articolo è proprio a tutela dell’integrità della ricerca scientifica, che in questo modo continua ad autocorreggersi e ad avere cura che i risultati pubblicati siano il più possibile attendibili.
In ogni caso, la notizia del ritiro di un singolo articolo non dovrebbe mai portare a modificare autonomamente una terapia. L’eventuale significato clinico va sempre discusso con il proprio oncologo nel contesto di tutte le evidenze disponibili, che possono essere ben più solide e andare al di là del singolo articolo problematico.
Per i ricercatori, prima di pubblicare una revisione, una linea guida o un documento informativo, è sempre bene ricontrollare lo stato delle fonti e valutare se un ritiro richieda di aggiornare analisi e raccomandazioni. Un articolo ritirato non è una buona fonte autonoma a sostegno dell’efficacia o della sicurezza di un trattamento, ma può essere citato per discutere il caso o la storia della ricerca, purché si indichi chiaramente che è stato ritirato.
Il ritiro di un articolo non indica necessariamente una frode: può dipendere anche da errori o sviste commessi in buona fede. Il ritiro non è una punizione né una sentenza di colpevolezza degli autori: serve prima di tutto a correggere la letteratura e la sua integrità. L’accertamento di un eventuale comportamento scorretto o fraudolento compete alle istituzioni e agli organismi responsabili, e le eventuali conseguenze professionali dipendono dalla causa del ritiro, dal ruolo dei singoli autori e dall’esito delle indagini. Anche per questo autori, revisori ed editori prestano grande attenzione alla qualità dei dati, alla trasparenza dei metodi e all’affidabilità dei risultati, sia prima sia dopo la pubblicazione.
In casi eccezionali un ritiro può essere revocato e l’articolo reintegrato. Per esempio, il 6 luglio 2026 gli editor della rivista Nature hanno ripristinato due articoli pubblicati dal fisico e premio Nobel Max Planck, risalenti agli anni Quaranta, che nel 2011 erano stati indicati come ritirati per violazione del diritto d’autore. Una nuova indagine ha infatti permesso di chiarire che si era trattato di un errore.
Negli ultimi anni il numero assoluto e il tasso di retraction sono cresciuti. La retraction rimane comunque un evento relativamente raro sul grandissimo numero di pubblicazioni effettuate, e la crescita di tali decisioni non misura direttamente la qualità complessiva della scienza né la frequenza delle frodi. Può riflettere l’aumento del numero di pubblicazioni, di alcuni problemi reali nel sistema editoriale, di strumenti migliori per individuare i plagi e le manipolazioni delle immagini, una maggiore attenzione dopo la pubblicazione e politiche più attive da parte degli editori e delle istituzioni.
Nella ricerca oncologica, i risultati di laboratorio e di studi clinici possono influenzare le idee per nuovi esperimenti, revisioni sistematiche, linee guida, comunicazione ai pazienti e cruciali decisioni sanitarie. È quindi fondamentale l’autocorrezione della ricerca e la trasparenza sui processi e i motivi delle retraction.
In un’analisi dedicata alla radioterapia oncologica, Clovis M. Faggion Jr. e colleghi, dell’Università di Münster, in Germania, hanno osservato che 42 di 57 articoli che avevano esaminato continuavano a essere citati dopo il ritiro. Questi dati sono limitati e in parte datati, ma mostrano un problema concreto: correggere un articolo non basta se l’informazione non raggiunge i lettori e gli utilizzatori dei dati in esso contenuti.
Redazione
Articolo pubblicato il:
28 luglio 2026