Tumori della ghiandola pineale

Indipendentemente dal tipo, i tumori della regione pineale possono causare sintomi come idrocefalo, sintomi neurologici o disturbi ormonali

Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2018

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Cos'è

La ghiandola pineale è una struttura cerebrale situata ai margini del terzo ventricolo, una cavità del cervello che contiene il liquor (o liquido cerebrospinale). Il liquor porta sostanze nutritive a tutto il sistema nervoso centrale ed elimina le scorie, tramite un sistema di cavità comunicanti.

La ghiandola pineale è una ghiandola endocrina, rilascia cioè ormoni che raggiungono parti anche distanti dell'organismo attraverso il sistema circolatorio. Le sue cellule, i pinealociti, producono la melatonina, un ormone derivato dal neurotrasmettitore serotonina, che viene secreto solo di notte e ha un ruolo importantissimo nel regolare il ritmo sonno-veglia. Inoltre la melatonina è l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, cioè delle sostanze, prodotte da un'altra ghiandola cerebrale (l'ipofisi), che inducono lo sviluppo sessuale nella pubertà e regolano, per esempio, il ciclo mestruale. La melatonina è infatti elevata nell'età prepuberale e diminuisce con l'inizio della pubertà.

Quanto è diffuso

I tumori della regione pineale (sia quelli derivati da cellule della ghiandola sia da altri tessuti) costituiscono meno dell'1 per cento di tutti i tumori cerebrali negli adulti e il 3-8 per cento nei bambini. La fascia di età più colpita è quella dei giovani adulti (20-40 anni).

L'adenoma ipofisario costituisce il 10 per cento di tutti i tumori intracranici. Ha una prevalenza di circa 70-100 casi per 100.000 individui: si tratta quindi di una patologia relativamente rara. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che nel 10 per cento circa dei pazienti che si sottopongono a esami radiografici del cervello per altre ragioni, si riscontra un piccolo adenoma ipofisario. Questo fa supporre che la malattia sia molto più comune di quanto rilevato, ma abbia una crescita talmente lenta da non dare disturbi per un lunghissimo periodo di tempo.

Con l'eccezione degli adenomi che producono l'ormone prolattina (i cosiddetti prolattinomi), gli adenomi ipofisari colpiscono in egual misura uomini e donne e possono manifestarsi a qualsiasi età, sebbene siano più frequenti nell'età adulta o avanzata.

Chi è a rischio

A oggi non si conoscono le cause di questo tipo di tumore. Alcuni studi hanno messo in relazione l'insorgenza di forme tumorali giovanili con alcune alterazioni cromosomiche.

Prevenzione

Sulla base delle conoscenze attuali non esiste alcuna forma di prevenzione contro il tumore della ghiandola pineale.

Tipologie

I tumori della ghiandola pineale possono originare dalle cellule della ghiandola stessa e dai loro precursori (e costituiscono quindi i tumori pineali veri). Altrimenti possono svilupparsi da cellule diverse che si trovano nella stessa area cerebrale come le cellule germinali e quindi dare origine a tumori che non sono propriamente pineali. Fra questi vi sono forme benigne che includono i teratomi, le cisti dermoidi e i tumori epidermoidi e forme maligne che comprendono i teratomi immaturi e i coriocarcinomi, tumori rarissimi che si manifestano in genere nell'adolescenza.

Sintomi

Indipendentemente dal tipo, i tumori della regione pineale possono causare sintomi tramite tre diversi meccanismi. Talvolta aumentano la pressione intracranica bloccando per compressione il flusso del liquido cerebrospinale. Questa situazione prende il nome di idrocefalo e si manifesta generalmente con mal di testa e, talvolta, nausea o alterazioni della coscienza. Oppure possono comprimere una delle regioni cerebrali limitrofe e quindi provocare sintomi neurologici che dipendono dalla funzione della regione coinvolta. Infine, data la funzione endocrina della ghiandola, possono comparire disturbi ormonali, specie negli adolescenti e nelle donne.

Il tumore pineale tende in genere a comprimere, per via della posizione, anche il cervelletto e il midollo allungato: ciò provoca alterazioni dei movimenti oculari, sdoppiamento della visione, mancanza di coordinazione nei movimenti o instabilità della marcia.

Diagnosi

I tumori pineali sono in genere identificati per i sintomi che causano oppure, molto più raramente, in seguito a esami cerebrali effettuati per altre ragioni (traumi cranici, disturbi generici).

Come per gli altri tumori cerebrali, per la diagnosi si usano tecniche di imaging, come la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM). L'RM è in grado anche di mostrare la presenza di un idrocefalo, mentre la TC rileva la presenza di calcificazioni all'interno dei tessuti che possono essere un indice di malignità. Talvolta si inietta un mezzo di contrasto nel sangue per distinguere meglio, con l'RM, i margini del tumore rispetto alle regioni circostanti.

Evoluzione

Come tutti i tumori cerebrali, anche quelli della ghiandola pineale sono classificati in quattro gradi in base alle caratteristiche cellulari e alla loro velocità di crescita.

  • Grado I: sono tumori benigni. Le cellule hanno un aspetto simile ma non identico a quelle normali e crescono lentamente. Data la localizzazione, però, non è detto che un tumore benigno cerebrale sia del tutto innocuo, poiché potrebbe comprimere aree cerebrali importanti.
  • Grado II: sono tumori maligni a comportamento incerto, con alcune alterazioni cellulari che lo differenziano da un tessuto sano.
  • Grado III: il tessuto maligno contiene cellule molto diverse da quelle normali e cresce attivamente (si dice che il tessuto è anaplastico).
  • Grado IV: il tessuto maligno contiene cellule molto anormali e in crescita rapidissima.

Seguendo questa classificazione, i tumori pineali veri possono essere di tre tipi:

  • i pineocitomi, tumori di grado II, con una crescita lenta;
  • i pineoblastomi, tumori aggressivi di grado IV;
  • i tumori pineali misti, che contengono combinazioni dei diversi tipi di cellule e sono valutati in base al grado di mutazione prevalente.

Circa il 10-20 per cento dei tumori pineali veri (e in particolare il pineoblastoma) diffonde attraverso il liquido cerebrospinale e forma metastasi nel sistema nervoso centrale, quasi mai in altre parti del corpo.

Come si cura

I tumori originati dalle cellule germinali, o germinomi, si formano da cellule presenti nelle fasi precoci dello sviluppo embrionale, in particolare nel sistema riproduttivo. Esistono però anche cellule germinali nel cervello ed è da quelle che, in genere, si formano i tumori della regione pineale che non derivano strettamente dalle cellule della ghiandola. Le forme benigne includono i teratomi, le cisti dermoidi e i tumori epidermoidi. Le forme maligne comprendono i teratomi immaturi e i coriocarcinomi. Si tratta di tumori rarissimi che si manifestano in genere nell'adolescenza.

Il trattamento di questo tipo di tumori consiste in genere in una combinazione di chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Se il tumore è benigno (come nel caso di teratomi, cisti dermoidi e tumori epidermoidi), la chirurgia, purché completa, è sufficiente ad assicurare la guarigione. Le forme maligne (tra cui i teratomi immaturi e i coriocarcinomi) richiedono invece una terapia adiuvante, cioè un trattamento, in genere radioterapico, che ne riduca il volume prima dell'intervento. I germinomi, per esempio, rispondono bene alle radiazioni e ad alcuni tipi di chemioterapie, mentre i teratomi rispondono poco alla radioterapia e richiedono un'asportazione chirurgica completa.

I tumori originati dalle cellule pineali richiedono invece trattamenti differenti. Nel 30 per cento dei casi si tratta di pineocitomi, nel 50 per cento dei casi di pineoblastomi (i più aggressivi) e nel restante 20 per cento di tumori misti. In questi casi, il trattamento chirurgico non dipende solo dalla posizione e dimensione del tumore, ma anche dall'età del paziente. Il trattamento radioterapico è indicato, nelle forme più avanzate, anche dopo l'intervento, per eliminare eventuali cellule maligne residue. Tra le chemioterapie più usate ci sono combinazioni di cisplatino, vinblastina e bleomicina; cisplatino e bleomicina; e di vincristina, actinomicina D e ciclofosfamide.

La prognosi dei pineocitomi è in genere molto buona, mentre quella delle forme più aggressive dipende dalla possibilità di intervenire radicalmente con la chirurgia. In generale la prognosi migliora con l'età, data la complessità dell'intervento nei bambini molto piccoli.

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  • Autori:

    Agenzia Zoe