Tumore cerebrale metastatico

Si parla di tumore metastatico del cervello per riferirsi a una metastasi che si forma all'interno dell'encefalo

Ultimo aggiornamento: 17 novembre 2017

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Cos'è

Il tumore metastatico del cervello è una metastasi che si forma all'interno dell'encefalo. Il tessuto che lo compone, cioè, non è formato da cellule del sistema nervoso centrale, ma da cellule che sono arrivate fin lì staccandosi da tumori di altre parti dell'organismo. La comparsa di un tumore cerebrale metastatico può avvenire anche mesi, o persino anni, dopo la scoperta e la cura di un tumore primario.

Quanto è diffuso

I tumori cerebrali metastatici colpiscono, a seconda degli studi, dal 20 al 40 per cento dei malati di cancro. Nel 70 per cento dei casi la diagnosi avviene quando le lesioni cerebrali sono più di una. In otto casi su dieci la metastasi è in uno degli emisferi, nel 15 per cento dei casi è nel cervelletto e nel 5 per cento nel tronco encefalico.

Chi è a rischio

Tutte le persone colpite da una forma tumorale primaria a carico di un organo che metastatizza facilmente a livello cerebrale sono a rischio.

Tipologie

Alcuni tumori primari formano metastasi con più facilità nel cervello che in altri organi per ragioni anatomiche. Come ha mostrato uno studio statunitense pubblicato nel 2012, riportando dati del 2007, su 69.325 casi di tumori metastatici cerebrali, i tumori primari che formano metastasi nel cervello sono nell'ordine:

  • tumore del polmone (60 per cento);
  • cancro della mammella (15,4 per cento);
  • tumore del rene (5 per cento);
  • melanoma (6 per cento);
  • tumore del colon-retto (4,8 per cento);

A seconda degli studi le percentuali possono variare, ma il cancro al polmone e al seno rimangono quelli che più frequentemente danno origine a metastasi cerebrali.

Vi è poi una piccola percentuale di tumori metastatici di cui, all'esame istologico, non si riesce a individuare il tumore di origine. Si tratta dei cosiddetti "tumori metastatici a origine ignota".

Le forme cerebrali metastatiche sono classificate in base alla localizzazione del tumore nel cervello, del tipo di tessuto sviluppato e dell'organo d'origine da cui provengono.

Sintomi

I sintomi di un tumore cerebrale, primario o metastatico, differiscono poco tra loro e possono essere anche generici. Tra questi si annoverano:

  • disturbi della coordinazione motoria e vertigini;
  • febbre;
  • senso di malessere generale e letargia;
  • mal di testa (in chi non ne ha mai sofferto o più intenso del solito);
  • perdite di memoria, difficoltà di concentrazione;
  • perdita di sensibilità tattile in alcune aree del corpo, dolore o altre alterazioni della sensibilità;
  • cambiamenti di personalità;
  • cambiamenti repentini dell'umore o comportamenti irrazionali;
  • difficoltà di linguaggio o articolazione;
  • crisi epilettiche (in chi non ne ha mai sofferto);
  • nausea, vomito;
  • debolezza di una parte del corpo.

I sintomi dipendono soprattutto dalla zona in cui la metastasi si localizza e si sviluppa. Poiché nel cervello ogni area ha una sua funzione specifica, i sintomi dipendono in larga misura dalla zona colpita. Le neoplasie frontali inducono disturbi motori e della personalità; quelli parietali possono compromettere la motilità fine o i compiti che richiedono coordinazioni complesse, come la scrittura; il lobo occipitale è dedicato in gran parte alla visione e quindi sarà la vista a essere compromessa; le forme che colpiscono il lobo temporale inducono disturbi dell'equilibrio, dell'orientamento spaziale e del linguaggio.

Talvolta le metastasi si formano nel cervelletto, inducendo disturbi dell'equilibrio, cefalea, vertigini e nausea. I sintomi motori e sensitivi interessano sempre il lato opposto a quello dell'emisfero cerebrale colpito dal tumore, perché ogni lato del cervello governa la parte controlaterale del corpo.

La mancanza di spazio all'interno della scatola cranica spiega anche i sintomi più comuni: mal di testa, dovuto alla circolazione alterata di liquido all'interno dei ventricoli causata dalle metastasi o dovuto alla “infiammazione” (edema) che la metastasi spesso genera intorno a sé. Tali fenomeni inducono una compressione dei tessuti contro la parete rigida del cranio e per questo il mal di testa da tumori cerebrali (primari o secondari) risponde poco e male ai comuni analgesici.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione efficace delle metastasi cerebrali. L'unico strumento efficace per curarle è la diagnosi precoce. Per questa ragione chi ha un tumore primario che tende a metastatizzare al cervello (come quello al polmone) viene sottoposto periodicamente anche a TC cerebrale per individuare eventuali lesioni quando sono piccole e facilmente eliminabili.

Diagnosi

La diagnosi di tumore metastatico del cervello si effettua con i comuni esami per la valutazione del sistema nervoso centrale, tra cui la TC e la risonanza magnetica. In alcuni casi verrà richiesto anche un elettroencefalogramma o un’angiorisonanza, che permette di valutare la vascolarizzazione del tumore (cioè quanto è sviluppata la rete di vasi che lo nutre).

Nel caso di un tumore metastatico bisognerà anche valutare (o cercare) il tumore primario da cui origina la metastasi. Per prima cosa verrà prescritta una radiografia del torace e (in una donna) una mammografia. In seguito si ricorre a valutazioni come l'ecografia addominale (nel caso si sospetti un tumore primario in quella zona del corpo) oppure la PET, per verificare l'eventuale compresenza di altre metastasi a carico di fegato od ossa.

Evoluzione

I tumori cerebrali metastatici sono tumori maligni, ma a volte possono essere tenuti a bada con chirurgia e radioterapia. Purtroppo, per via della localizzazione, si tratta di forme che in certi casi è difficile aggredire o eliminare del tutto.

Come si cura

Come per il tumore cerebrale primario, anche quello metastatico può essere aggredito innanzitutto con la chirurgia. Oltre a eliminare potenzialmente le metastasi, l'intervento chirurgico può anche ridurre i sintomi e la pressione all'interno del cranio. I farmaci chemioterapici, invece, non risultano molto efficaci in questi tipi di tumore poiché la particolare barriera che controlla la circolazione sanguigna a livello cerebrale (barriera ematoencefalica) è un impedimento alla loro diffusione nel cervello. Inoltre, anche ammesso che tali farmaci possano raggiungere il bersaglio, essi potrebbero danneggiare i tessuti cerebrali sani.

Se il tumore di origine non è noto, l'analisi istologica della metastasi può essere fatta sia in sede di intervento, sia con una biopsia praticata attraverso una piccola apertura del cranio. La biopsia è utile per sapere di che tipo di tessuto si tratta, quali potrebbero essere i farmaci eventualmente efficaci e quanto aggressiva può essere la malattia.

Se non è necessario analizzare il tessuto e se le formazioni cerebrali non sono troppo grandi (in genere di diametro inferiore ai tre centimetri), si può ricorrere alla chirurgia stereotassica che utilizza raggi ad alta concentrazione al posto del bisturi, per mirare direttamente al tessuto maligno senza dover aprire la scatola cranica. Il tessuto metastatico irradiato degenera e col tempo viene eliminato dall'organismo stesso. Questa tecnica (che altro non è che una particolare forma di radioterapia) è nota col nome di gamma knife o cyber knife e richiede una équipe specializzata e la disponibilità di avanzate apparecchiature per l'imaging.

Questo tipo di intervento è particolarmente frequente quando lo scopo della cura è alleviare i sintomi senza incidere troppo sulla qualità della vita del paziente.

La radioterapia invece completa l'intervento chirurgico classico e il trattamento è finalizzato a ridurre il rischio di recidiva. Può essere utilizzata da sola o in associazione alla chemioterapia, opzione frequente nel caso di tumori metastatici.

In tempi recenti sono stati attivati dei programmi sperimentali di immunoterapia delle metastasi cerebrali usando i cosiddetti checkpoint inhibitors. È un approccio promettente, ma per il momento i dati disponibili sono scarsi.

Fanno parte della cura anche una serie di trattamenti di supporto come la fisioterapia, la riabilitazione cognitiva o la terapia occupazionale che hanno lo scopo di mantenere elevata la qualità di vita del malato.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zoe