Scintigrafia tiroidea

La scintigrafia tiroidea è un esame che permette di studiare la funzionalità della tiroide

Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2020

Tempo di lettura: 2 minuti

Cos'è la scintigrafia tiroidea

La scintigrafia tiroidea è una tecnica di diagnostica per immagini che fornisce informazioni sulla funzionalità della tiroide. È utile nella diagnosi del morbo di Basedow, nei casi di tiroidite sub-acuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico, mentre non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (ormone tireostimolante) è basso.

Come si esegue la scintigrafia tiroidea

Per eseguire l'esame, al paziente viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dal tessuto tiroideo. Le radiazioni emesse da questa sostanza vengono rilevate da un'apposita apparecchiatura, detta gamma camera, e le informazioni vengono poi elaborate fino a produrre un'immagine della tiroide che ne evidenzi il livello di funzionalità. La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.

I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o lo iodio 123, un isotopo dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio 131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l'assunzione del radiofarmaco.

Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, il paziente viene fatto distendere sul lettino della gamma-camera che rileva il segnale radioattivo emesso; le informazioni raccolte vengono poi elaborate fino a produrre un'immagine. La procedura dura circa 15-20 minuti.

Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli caldi. Nell’immagine diagnostica appaiono più intensamente colorati perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno, e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento degli ormoni tiroidei che si manifesta per esempio nel morbo di Basedown). I noduli freddi, invece, non captano il tracciante, sono formati da tessuto poco o per nulla attivo, e solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo, può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.

Chi può fare l’esame

La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, potrebbe essere potenzialmente pericoloso per il feto. L'esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno. In questo caso, l'endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l'allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre l'esame è controindicato nei bambini piccoli.

Quanto dura

In totale la procedura dura intorno ai 45 minuti. Nel caso si utilizzi lo iodio 131 è necessario tornare nel laboratorio di medicina nucleare 6 e 24 ore dopo l'assunzione del radiofarmaco.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?

Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (da controllare è l’elenco degli ingredienti). Nel caso venga utilizzato lo iodio 131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno. Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all'inizio di una gravidanza, quando la paziente potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l'esame nei primi giorni del ciclo. Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l'utilizzo di farmaci che possano interferire con l'attività tiroidea. L'eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell'endocrinologo.

È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?

Non occorre essere accompagnati.

La scintigrafia tiroidea è dolorosa?

L'esame non è doloroso e non provoca particolari disagi.

L'esame comporta rischi immediati?

L'esecuzione della scintigrafia tiroidea non comporta rischi immediati.

L'esame comporta rischi a lungo termine?

Poiché la quantità di radiazioni emesse dal tracciante utilizzato è molto bassa, l'esame non comporta particolari rischi a lungo termine.

Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?

Alla fine dell'esame si può andare a casa, previa autorizzazione del personale sanitario.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Una volta concluso l'esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Si raccomanda, però, di bere molto per facilitare l'eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio 123) o le 48 ore (per iodio 131) successive alla scintigrafia.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Michela Vuga