Ricerca di marcatori tumorali nel sangue

Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2018

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Di che cosa si tratta?

I marcatori tumorali sono sostanze biologiche che circolano nel sangue e possono essere il segno di un processo anomalo o una malattia. In presenza di una neoplasia maligna è comune trovare nel sangue concentrazioni di marcatori superiori alla norma, che per questo possono diventare degli indicatori di malattia. La presenza di marcatori tumorali può indirizzare o confermare una diagnosi, insieme all'esito di altri esami clinici e strumentali. Quando un tumore è presente ed è stato diagnosticato, l’andamento dei marcatori tumorali può essere utile a misurare la risposta a un trattamento e a seguire l’evoluzione della malattia.

Quando i marcatori sono affidabili, permettono di seguire in modo semplice e poco invasivo l'evolvere della malattia e individuare precocemente un’eventuale ripresa dopo una remissione.

Tuttavia, data la complessità della malattia tumorale, non esistono marcatori che siano sempre attendibili, né un marcatore unico e specifico per tutte le forme di cancro. Peraltro alcuni di questi marcatori possono risultare positivi per ragioni diverse dal cancro, dando esiti falsi positivi, o viceversa è possibile che un tumore, soprattutto se di piccole dimensioni, non provochi un corrispondente significativo aumento del marcatore (falso negativo). Anche per queste ragioni nessuno dei marcatori attualmente disponibili è consigliato come strumento di screening per la diagnosi precoce, soprattutto in assenza di disturbi che facciano sospettare la malattia.

Alcuni marcatori sono prodotti solo dalle cellule di un organo e quindi sono specifici di un particolare tumore. Il PSA, per esempio, è l’antigene prostatico specifico prodotto dalla ghiandola prostatica e la sua concentrazione ematica può crescere in uomini con carcinoma prostatico, iperplasia prostatica benigna, infezione o infiammazione della ghiandola prostatica. Altri marcatori possono aumentare in presenza di più tipi di tumore. Il CA-125, per esempio, anche detto antigene carboidratico 125, si può trovare in alte concentrazioni nel sangue di pazienti di diversi tipi di tumore tra cui il carcinoma dell’ovaio. Il CEA, antigene carcino-embrionario, è una sostanza che si può essere trovare nel sangue di pazienti che hanno il cancro del colon, altri tipi di cancro o malattie o in quello di persone che fumano tabacco. L'alfafetoproteina, normalmente prodotta dal feto, può suggerire la presenza di un tumore del fegato primario o di un tumore delle cellule germinali quando si trova ad alta concentrazione in uomini adulti e donne non in gravidanza.

È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?

Sono indicati solo in presenza di una diagnosi già accertata di tumore o nel caso in cui altri esami abbiamo destato un forte sospetto di tumore. Inoltre sono indicati, a giudizio del medico, per monitorare l’andamento di una malattia neoplastica diagnosticata, trattata o in corso di trattamento.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?

Per la sola ricerca di marcatori non occorre essere a digiuno.

È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?

Poiché si tratta di un semplice prelievo di sangue non occorre essere accompagnati.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

L'esame può provocare solo il lieve disagio legato al prelievo di sangue.

L'esame comporta dei rischi immediati?

No.

L'esame comporta dei rischi a lungo termine?

No.

Quanto dura?

La durata di un prelievo: pochi secondi se non si incontrano difficoltà a trovare la vena. Poi l'analisi in laboratorio può richiedere alcuni giorni o, talvolta, anche settimane.

Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?

No.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Si può subito riprendere la propria vita normale.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zadig