Clown e musica in corsia

"Non possiamo promettere di guarire le persone, ma possiamo promettere di prenderci cura di loro": con questo slogan Patch Adams porta avanti da 40 anni l'ambizioso progetto di inserire risate, amore, gioia e fantasia nelle terapie mediche. Adams è un medico convinto che per guarire veramente, non sia sufficiente eliminare la malattia dal corpo, ma si debba anche lavorare sulla mente, specie quando i pazienti sono bambini. Questo modo tanto particolare di fare medicina è oggi accettato anche dalla scienza ufficiale, soprattutto grazie ai risultati di numerosi studi che ne dimostrano l'efficacia e spiegano anche le ragioni fisiologiche di questo successo.

Cosa dice la scienza

Esistono prove neurofisiologiche molto chiare dell’importanza del buonumore e del benessere per la salute e la qualità della vita dei malati, in particolare per i più piccoli. Quando ridiamo e siamo di buonumore il nostro cervello è in grado di produrre endorfine, sostanze con molte proprietà benefiche: attenuano ad esempio la sofferenza e l'ansia e potenziano la capacità di sopportare il dolore. Inoltre il sistema immunitario è stimolato positivamente dalle risate e dal benessere e di conseguenza tutto l'organismo reagisce meglio alla malattia e alle cure. Molti studi inoltre dimostrano come l'uso di terapie di supporto abbia un effetto positivo sia sul bambino sia sulla sua famiglia: si innesca infatti una sorta di circolo virtuoso, il bambino è più sereno e i genitori vedendo questo risultato a loro volta si tranquillizzano.

Uno studio i cui risultati sono stati pubblicati nel 2010 ha paragonato l’efficacia ansiolitica di un clown rispetto all’uso di farmaci ansiolitici in preparazione di un intervento chirurgico, in entrambi i casi in presenza di un genitore. La presenza di un clown ha ridotto l'ansia nei bambini più del farmaco.

Da allora sono stati pubblicati molti studi sull'impatto della "terapia del buonumore" sia sulla percezione del dolore (per esempio nei bambini ustionati) sia nella riduzione dell'ansia in generale. I clown hanno anche effetti sul benessere psicologico del personale medico e infermieristico: vedere i piccoli pazienti sorridere rilassa anche coloro che devono prendersene cura.

Talvolta la sola presenza dei genitori non è sufficiente a contenere l'ansia dei bambini: i clown offrono al piccolo paziente e alla sua famiglia la possibilità di distrarsi dal dolore e di divertirsi un po’.

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Clown ospedalieri si diventa

Non bastano un naso rosso e un po' di trucco per diventare dei bravi clown in corsia. Solo personale con una precisa formazione può affrontare questo impegno. Lo stesso vale per i musicisti o per introdurre gli animali in ospedale.

C'è una regola di base per il buon funzionamento delle terapie di supporto: clown o animali in reparto non devono interferire con l'attività dei medici e devono sempre rispettare il bambino, la sua famiglia e i loro desideri.  Prima di entrare in una camera è necessario sempre informarsi sulle condizioni e sui desideri del piccolo ospite e della sua famiglia, chiedere sempre il permesso, accettando a volte anche un no. Il rifiuto può essere la manifestazione di ansia e 

disagio e in tal caso un’insistenza delicata da parte del clown può far tornare il sorriso. In altri casi però, è meglio farsi da parte. Per capire la differenza è necessaria una buona formazione, non si può improvvisare.

In tutti gli ospedali che lavorano con professionisti del buonumore, l'équipe medica sa di essere al riparo da spiacevoli incidenti che si possono invece verificare se il personale di supporto non è adeguatamente preparato. Per interagire con un bambino malato, magari anche in modo grave, non basta l'allegria. Se lo si vuole distrarre dal dolore e dalla tristezza servono strumenti adatti e soprattutto la capacità di utilizzarli.

Per questo sono stati necessari anche studi per misurare quanto efficaci fossero i diversi interventi di supporto. Prima di dare il via in modo stabile a una terapia di questo tipo – con clown, musica, eccetera – molti centri pediatrici seri hanno condotto sperimentazioni iniziali per capire se era veramente valida ed efficace. Ora i cani a volte sono ammessi persino in rianimazione, dove favoriscono la ripresa del contatto, mentre altrove le bolle di sapone riempiono le stanze dei prelievi e la musica si diffonde nei reparti.

 

  • Autori:

    Agenzia Zoe

  • Data di pubblicazione:

    4 maggio 2018