Sfida 4: la precisione nel raggiungere il bersaglio

Molti farmaci noti sono potenti antitumorali, ma la difficoltà è farli arrivare al bersaglio, evitando che colpiscano cellule normali e utili. Nuove tecnologie possono contribuire a raggiungere l'obiettivo.

Ecco alcuni esempi.

  • Alcuni farmaci vengono già oggi somministrati all'interno di speciali involucri che facilitano il loro viaggio verso il bersaglio. È il caso, per esempio, dei farmaci che sfruttano i liposomi, strutture lipidiche che trasportano le sostanze nel sangue e nei tessuti. Nei prossimi anni gli scienziati studieranno nuove forme di involucri destinati a facilitare l'arrivo delle cure esattamente là dove devono agire. 
  • nanomateriali, grazie ai quali si possono costruire minuscoli veicoli per trasportare le molecole verso un obiettivo, sembrano essere il futuro della medicina. Vi sono diversi studi promettenti in ambito oncologico. Una volta esclusi eventuali problemi di tossicità per l'organismo, i nanoveicoli potrebbero costituire una vera svolta per i malati.
  • La precisione nel raggiungere il bersaglio consentirà anche di selezionare le cellule da colpire e di raggiungere possibilmente anche le rare cellule staminali tumorali . Queste sono la riserva del tumore e sembrano essere all'origine di fenomeni come la resistenza alle cure, le metastasi e le ricadute.

Chemio a intervalli ridotti per le donne con cancro al seno luminale B

I risultati di uno studio condotto dal Gruppo italiano mammella e coordinato da Lucia Del Mastro dell’IRCCS Ospedale policlinico San Martino di Genova hanno confermato l’efficacia e sicurezza dello schema di chemioterapia adiuvante dose-dense. Si tratta di uno schema terapeutico che prevede la somministrazione del trattamento ogni due settimane, invece che ogni tre. I risultati della ricerca, pubblicati sullo European Journal of Cancer, hanno inoltre mostrato che, tra i tumori di tipo luminale, la variante per cui lo schema sembra offrire il maggiore beneficio è quella di tipo B, in cui si registra un aumento del 28 per cento della sopravvivenza senza ripresa della malattia e del 39 per cento di sopravvivenza globale.

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