Sfida 3: le relazioni del tumore con il resto dell'organismo

Le cellule tumorali non vivono isolate: utilizzano le strutture dell'organismo e dei tessuti circostanti a loro favore per ottenere nutrimento e velocizzare la crescita. Trovare la chiave per rendere ostile l'ambiente intorno al tumore significa tagliargli i viveri ed eliminarlo, riducendo nello stesso tempo l'uso dei farmaci chemioterapici.

In questo settore sono già stati raggiunti alcuni risultati utili per i pazienti. Sono già in commercio farmaci che agiscono bloccando l'angiogenesi, la capacità dei tumori di creare nuovi vasi per portare loro nutrimento. Non tutti i fattori che costituiscono il cosiddetto microambiente tumorale sono tuttavia noti: nei prossimi anni bisognerà andare alla loro ricerca, completando il più possibile la mappa dei "complici" del tumore.

Interrompere il dialogo tra cellule tumorali e linfonodi per battere la leucemia linfatica cronica

Uno studio condotto dal gruppo di Cosima Baldari dell’Università di Siena, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Blood, ha ricostruito i meccanismi che, nella leucemia linfatica cronica, alimentano la tendenza delle cellule leucemiche ad accumularsi nei linfonodi. Alla base di questo fenomeno c’è la carenza dell’espressione del gene p66Shc e il rilascio di interleuchina 9 da parte delle cellule tumorali. Intervenire su questi meccanismi potrebbe consentire di limitare l’accumulo di cellule tumorali nei linfonodi o di stanare quelle che vi si sono già insediate, rendendole vulnerabili all’attacco del sistema immunitario o di farmaci.

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