Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026

Quando il cancro è ereditabile, quando è familiare, quali sono le differenze e quando effettuare un test genetico.
Il 25 aprile si celebra la Giornata mondiale del DNA, la molecola che contiene le istruzioni per la formazione e il funzionamento delle nostre cellule. Non a caso eventuali anomalie in queste informazioni possono causare diverse malattie, tra cui i tumori. La maggior parte dei casi di cancro non è influenzato da fattori ereditati dai genitori, bensì è dovuta a mutazioni sporadiche, quelle che si accumulano nel DNA delle cellule nel corso della vita. Nel complesso, circa il 5-10% dei tumori è associato a mutazioni genetiche ereditarie. Una percentuale che può essere maggiore o minore a seconda del tipo di cancro: per esempio, nel caso del cancro della mammella sono presenti fattori di rischio ereditari in circa il 15% dei casi. Alcune persone presentano invece delle condizioni presenti sin dalla nascita che aumentano il rischio di sviluppare uno o più tipi di neoplasie rispetto alla popolazione generale. In questi casi si parla di sindromi ereditarie che predispongono ai tumori.
Il DNA contiene geni che regolano tutte le funzioni delle cellule, tra cui la crescita e la proliferazione cellulare e la riparazione dei danni genetici. Alcuni di questi geni funzionano come veri e propri “sistemi di controllo” che impediscono alle cellule di proliferare in modo anomalo. Quando sono presenti una o più mutazioni in questi geni, le cellule possono avere più difficoltà a correggere gli errori che si accumulano nel tempo o a impedire alle cellule di dividersi senza controllo. Ciò aumenta la probabilità che si formi un tumore.
Quando si parla di cancro, i termini ereditario e familiare vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano condizioni diverse.
I tumori ereditari sono causati da mutazioni genetiche specifiche trasmesse dai genitori ai figli. I tumori familiari, invece, colpiscono più persone nella stessa famiglia, ma non sempre è possibile identificare una mutazione genetica ereditaria responsabile. A tali tipi di cancro possono infatti contribuire fattori genetici ma anche l’esposizione a fattori ambientali e professionali e abitudini condivise in famiglia. Quindi, i tumori ereditari rappresentano una parte dei tumori familiari, ma non tutti i tumori familiari sono necessariamente ereditari.
In tutti i casi la malattia non è inevitabile: i fattori predisponenti, siano essi genetici, ambientali o dovuti agli stili di vita, determinano soltanto una maggiore probabilità di sviluppare la malattia rispetto alla popolazione generale.
Nel complesso si stima che in Italia oltre 1,25 milioni di persone siano portatrici di una predisposizione genetica a sviluppare maggiormente alcuni tumori. Ciò corrisponde a circa 200.000 famiglie. Dato che i tumori ereditari possono colpire più organi, diversi membri di una famiglia possono sviluppare tipi di tumore differenti. Prendiamo ad esempio una famiglia con la sindrome HBOC (Hereditary Breast and Ovarian Cancer), ovvero in cui alcuni membri sono portatori di mutazioni a carico dei geni BRCA1 e BRCA2. Queste anomalie aumentano il rischio di tumori della mammella e dell’ovaio, e in misura diversa anche di prostata e pancreas. Un parente potrebbe sviluppare il cancro del seno e un altro una neoplasia prostatica.
Una predisposizione genetica può aumentare il rischio di più tipi di tumore anche nella stessa persona nel corso della vita. Può essere il caso di una persona con mutazioni a carico dei geni BRCA1 o BRCA2, o anche di una persona con la sindrome di Lynch, legata a difetti in alcuni geni coinvolti nella riparazione del DNA e associata in particolare ai tumori del colon-retto e dell’endometrio.
Le mutazioni responsabili dei tumori ereditari si trovano nel DNA delle cellule germinali, cioè gli ovociti o gli spermatozoi, per cui possono essere trasmesse alla generazione successiva. Una persona portatrice può quindi passare la variante genetica ai figli, che a loro volta avranno un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di cancro nel corso della vita. Per questo l’identificazione dei portatori è importante: consente di avviare programmi di sorveglianza e prevenzione mirati e di offrire test genetici anche ai familiari, individuando precocemente chi potrebbe essere a rischio.
Ciò non significa che sia sempre consigliabile sottoporsi ai test genetici per individuare eventuali predisposizioni genetiche. Alcuni degli esami commercializzati a tale scopo non sono affidabili, e quelli che danno risultati attendibili possono essere costosi - una possibile spesa superflua se effettuati senza criteri precisi. Prima di sottoporsi a questi test è importante affidarsi a un medico genetista, che in base alle caratteristiche della persona e della famiglia, e a una serie di domande mirate, potrà valutare se sia consigliabile effettuare un test genetico e indicare eventualmente quale. Questo specialista potrà inoltre indicare un laboratorio accreditato con il Servizio sanitario nazionale a cui rivolgersi e, una volta ricevuto l’esito, aiutare a interpretarlo.
La maggior parte dei tumori non è ereditaria: solo circa il 5-10% dei casi è associato a mutazioni genetiche trasmesse dai genitori. La percentuale varia in base al tipo di cancro; nel caso del tumore della mammella, per esempio, i fattori di rischio ereditari sono presenti in circa il 15% dei casi.
I tumori ereditari sono causati da specifiche mutazioni genetiche trasmesse dai genitori ai figli. I tumori familiari, invece, colpiscono più persone nella stessa famiglia, ma non è sempre possibile identificare una mutazione genetica ereditaria: alla loro comparsa possono contribuire sia fattori genetici sia fattori ambientali, professionali e abitudini condivise in famiglia. I tumori ereditari rappresentano quindi un sottoinsieme dei tumori familiari, ma non tutti i tumori familiari sono ereditari.
Si stima che in Italia oltre 1,25 milioni di persone siano portatrici di una predisposizione genetica a sviluppare maggiormente alcuni tipi di tumore, una condizione che riguarda circa 200.000 famiglie.
Le mutazioni responsabili dei tumori ereditari si trovano nel DNA di cellule uovo e spermatozoi, e possono quindi essere trasmesse dai genitori ai figli. Chi eredita una di queste varianti genetiche avrà un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di cancro nel corso della vita, anche se la malattia non è inevitabile.
No. Avere una predisposizione genetica o una familiarità per i tumori significa avere una probabilità maggiore di sviluppare la malattia rispetto alla popolazione generale, ma non una certezza. I fattori predisponenti - genetici, ambientali o dovuti agli stili di vita - determinano una maggiore probabilità, non l’inevitabilità della malattia.
Non sempre. Prima di sottoporsi a un test genetico è fondamentale rivolgersi a un medico genetista, che valuta le caratteristiche e la storia familiare della persona per stabilire se il test sia indicato. Alcuni test commerciali non sono affidabili, e quelli che forniscono risultati attendibili possono essere costosi. Il genetista può indicare un laboratorio accreditato con il Servizio sanitario nazionale e, una volta ricevuto l’esito, supportare il paziente nell’interpretazione dei risultati.
Raffaella Gatta