5 cose da sapere sul glioblastoma

Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2026

5 cose da sapere sul glioblastoma

Cos’è, sintomi, cure e perché è tra i tumori cerebrali più complessi da trattare.

Il glioblastoma è uno dei tumori del sistema nervoso più difficili da curare. Nonostante i progressi della ricerca, rappresenta ancora una sfida importante per l’oncologia. In occasione della Giornata internazionale del glioblastoma, che cade il 16 luglio di ogni anno, scopriamo di cosa si tratta, quali sono i segnali del corpo a cui prestare attenzione e le possibilità di cura oggi disponibili.

1. Che cos’è il glioblastoma?

Il glioblastoma è un tumore maligno anche noto con un nome ormai in disuso, glioblastoma multiforme. In passato si era convinti che questo tipo di cancro originasse dagli astrociti, cellule del sistema nervoso che sostengono i neuroni e le loro funzioni, per esempio fornendo loro nutrienti. Tuttavia, sempre più studi hanno mostrato che l’origine più probabile di questo tipo di tumore è in più tipi di cellule staminali neurali, ovvero le cellule “primitive” che possono differenziarsi in vari tipi di cellule neurali (come gli astrociti) presenti nel sistema nervoso.

In genere questo tipo di cancro si sviluppa nell’encefalo, la principale struttura del sistema nervoso centrale racchiusa nella scatola cranica. Tuttavia, a volte può coinvolgere anche altre parti del sistema nervoso centrale, come il midollo spinale. I glioblastomi costituiscono circa il 45% dei casi di tumori del cervello e sono ancora difficili da curare sia perché crescono e si diffondono molto rapidamente, sia perché i trattamenti a disposizione hanno difficoltà a raggiungere e penetrare i tessuti malati.

2. Quali sono i sintomi del glioblastoma?

I sintomi del glioblastoma dipendono da dove compare il tumore, ma sono spesso legati all’aumento della pressione intracranica. Tra i segnali più frequenti ci sono:

  • mal di testa persistente o frequente, che in genere aumenta di intensità quando ci si stende o al mattino;
  • nausea e vomito;
  • comparsa di difficoltà cognitive (per esempio della memoria) e confusione;
  • disturbi del movimento o del linguaggio;
  • problemi alla vista, all’udito, all’olfatto;
  • cambiamenti della personalità;
  • disturbi del sonno;
  • comparsa o aggravarsi di crisi convulsive.

Si tratta di sintomi spesso aspecifici, che rendono fondamentale una valutazione medica.

3. Cause e fattori di rischio del glioblastoma

A oggi le possibili cause del glioblastoma non sono completamente note, per cui non esistono strategie di prevenzione specifiche. Ciò che sappiamo è che la malattia è associata ad alcune mutazioni genetiche e che alcuni fattori ne rendono più probabile lo sviluppo:

4. Come si diagnostica il glioblastoma?

La diagnosi del glioblastoma avviene eseguendo una visita neurologica, prescrivendo esami di diagnostica per immagini come la risonanza magnetica nucleare, la risonanza magnetica funzionale o la tomografia computerizzata (TC) e prevedendo eventualmente una biopsia, ovvero il prelievo di un pezzetto di tessuto per l’analisi in laboratorio.

5. Prognosi del glioblastoma e prospettive della ricerca

Il glioblastoma ha purtroppo una prognosi poco favorevole: al momento le terapie, che includono la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e terapie farmacologiche mirate, consentono solo di rallentare la progressione della malattia e ridurre i sintomi. Il tumore, essendo quasi sempre invasivo, coinvolge spesso aree fondamentali del cervello, che non è possibile rimuovere perché si metterebbero a rischio funzioni vitali dell’organismo. Anche per questo la malattia spesso progredisce o ricompare nonostante l’intervento chirurgico.

Proprio per questo la ricerca è molto attiva. In studi sostenuti anche da AIRC, i ricercatori stanno lavorando sullo sviluppo di nuove terapie, su modi per superare la resistenza del glioblastoma ai farmaci antitumorali e sulla possibilità di riposizionare farmaci già impiegati per altri tipi di tumore che potrebbero aiutare a trattare anche questo tipo di cancro.

Glioblastoma e guarigione: cosa sapere oggi

Il glioblastoma è un tumore cerebrale raro ma ancora molto difficile da curare, che richiede una diagnosi tempestiva e trattamenti complessi. Anche se oggi le possibilità di guarigione sono limitate, la ricerca sta cercando di aprire nuove prospettive.

Referenze

Domande frequenti sul glioblastoma

Cos’è il glioblastoma multiforme?

Glioblastoma multiforme è il nome con cui in passato veniva indicato il glioblastoma, un tumore maligno del sistema nervoso; oggi è una denominazione considerata in disuso. Il glioblastoma è un tumore che si sviluppa in genere nell’encefalo, può coinvolgere anche il midollo spinale e costituisce circa il 45% dei casi di tumori del cervello.

Quali sono i primi sintomi del glioblastoma?

I sintomi del glioblastoma dipendono dalla zona in cui compare il tumore. Sono spesso legati all’aumento della pressione intracranica. Tra i segnali più frequenti ci sono mal di testa persistente o frequente (in genere più intenso al mattino o quando ci si stende), nausea, vomito, difficoltà cognitive, disturbi del movimento o del linguaggio, problemi alla vista, all’udito o all’olfatto, cambiamenti della personalità, disturbi del sonno e crisi convulsive. Si tratta di sintomi aspecifici che richiedono una valutazione medica.

Quali sono le cause del glioblastoma?

A oggi le cause del glioblastoma non sono completamente note e non esistono strategie di prevenzione specifiche. La malattia è associata ad alcune mutazioni genetiche, e i principali fattori di rischio identificati sono l’età avanzata, il sesso maschile e l’esposizione a radiazioni ionizzanti. In meno dell’1% dei casi il glioblastoma è associato a rare condizioni genetiche ereditarie.

Il glioblastoma è ereditario?

Solo in meno dell’1% dei casi il glioblastoma è associato a rare condizioni genetiche, come la sindrome di Li-Fraumeni e la sindrome di Lynch. Nella stragrande maggioranza dei casi quindi il glioblastoma non si trasmette in famiglia.

Come si diagnostica il glioblastoma?

La diagnosi di glioblastoma prevede una visita neurologica e l’esecuzione di esami di diagnostica per immagini, come la risonanza magnetica nucleare, la risonanza magnetica funzionale o la tomografia computerizzata (TC). In molti casi è prevista anche una biopsia, ovvero il prelievo di un piccolo frammento di tessuto da analizzare in laboratorio per confermare la diagnosi.

Qual è la sopravvivenza per chi ha un glioblastoma?

Il glioblastoma ha una prognosi poco favorevole. Le terapie oggi disponibili (chirurgia, radioterapia, chemioterapia e farmaci mirati) consentono di rallentare la progressione della malattia e ridurre i sintomi. Il tumore è quasi sempre invasivo e coinvolge spesso aree del cervello che non possono essere rimosse senza mettere a rischio funzioni vitali.

Perché il glioblastoma è così difficile da curare?

Il glioblastoma è difficile da curare per due motivi principali: cresce e si diffonde molto rapidamente, e i trattamenti disponibili faticano a raggiungere i tessuti malati. Inoltre, essendo quasi sempre invasivo, coinvolge spesso aree cerebrali fondamentali che non possono essere rimosse chirurgicamente senza compromettere funzioni vitali dell’organismo.

  • Jolanda Serena Pisano

    Dopo una laurea triennale in scienze biologiche e una laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell'uomo presso l'Università degli studi di Torino, ha conseguito il master in comunicazione della scienza MaCSIS dell'Università degli studi di Milano-Bicocca. Si occupa di comunicazione della scienza dal 2019, principalmente come redattrice di contenuti per siti rivolti a pubblici vari e per eventi rivolti ai professionisti della salute. Nel 2023 è diventata Caporedattrice di BioPills, associazione senza scopo di lucro di divulgazione scientifica. Per AIRC, in qualità di Scientific Communication and Dissemination Specialist, redige e revisiona testi e cura la comunicazione di progetti di ricerca europei. Inoltre, è stata responsabile editoriale del sito WonderWhy.it.