Progressi della ricerca AIRC

Una selezione dei risultati pubblicati negli ultimi mesi dai ricercatori finanziati da AIRC sulle riviste scientifiche internazionali.

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Quattro tipi diversi

I tumori del pancreas non sono tutti uguali. Un gruppo di ricercatori italiani guidati da Aldo Scarpa, anatomopatologo responsabile di uno dei Programmi speciali di AIRC finanziati con i fondi del 5 per mille, ha contribuito insieme ad altri gruppi internazionali a identificarne quattro sottogruppi diversi in base alle caratteristiche molecolari. Il lavoro è stato realizzato nell'ambito del progetto di sequenziamento del genoma dei tumori del pancreas, come contributo italiano all'International Cancer Genome Consortium. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, potrebbe avere un'importante ricaduta clinica, consentendo di personalizzare meglio la terapia.

Fonte: Nature

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Sostegno inappropriato

Nello sviluppo del cancro le cellule tumorali si fanno aiutare dalle cellule del cosiddetto stroma, il tessuto che sostiene, nutre e protegge le cellule del tumore. Le cellule dello stroma sono cellule normali, che tuttavia trasmettono segnali che fanno proliferare il cancro e lo aiutano a sopravvivere. Per comprendere il ruolo dello stroma, un gruppo di ricercatori dell'IRCSS di Candiolo, vicino a Torino, diretti da Enzo Medico del Laboratorio di oncogenomica, ha studiato i profili molecolari di centinaia di tumori del colon-retto in un modello sperimentale in cui le cellule di tumori umani crescono sostenute da uno stroma derivato dalle cellule di topo. Grazie alla diversa sequenza dei geni nelle due specie, è possibile separare i due profili molecolari, cogliendo nuovi dettagli e rendendo visibili le interazioni fra le cellule cancerose e stromali. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Genetics.

Fonte: Nature Genetics

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Nuovo farmaco per la policitemia

La policitemia vera è un tumore ematologico ad andamento cronico caratterizzato da un aumento della massa dei globuli rossi nel sangue circolante e da episodi trombotici ed emorragici che influenzano negativamente la qualità della vita. Il 20% circa dei pazienti non riesce a tollerare la chemioterapia convenzionale, a base di idrossiurea, oppure non risponde alla cura, per cui non si riesce a controllare la massa dei globuli rossi circolanti (ematocrito). Un gruppo di ricercatori italiani, coordinato da Alessandro Maria Vannucchi dell'Università di Firenze e finanziato da AIRC con uno dei Programmi speciali 5 per mille, ha contribuito a dimostrare, in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, l'efficacia di una nuova molecola, il ruxolitinib. Il nuovo farmaco è in grado di controllare l'ematocrito e migliorare i sintomi della malattia in una quota significativamente maggiore di pazienti, rispetto alla terapia convenzionale.

Fonte: New England Journal of Medicine

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Ultimo aggiornamento lunedì 1 giugno 2015.

Redazione

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