Progressi della ricerca AIRC

Una selezione dei risultati pubblicati negli ultimi mesi dai ricercatori finanziati da AIRC sulle riviste scientifiche internazionali.

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L'acceleratore per il fegato

Si chiama ERK5 l'acceleratore dell'epatocarcinoma, il tipo più comune di tumore del fegato. Lo spiegano alle pagine della rivista Gut i membri di un gruppo di ricerca coordinato da Fabio Marra, dell'Università di Firenze, dimostrando che l'enzima ERK5 può avere un ruolo di primo piano nello sviluppo della malattia e nella sua diffusione nell'organismo. Tutto è partito dall'osservazione che nel tumore il gene che codifica per ERK5 è più espresso rispetto al tessuto epatico normale. Il lavoro dei ricercatori sostenuti da AIRC ha permesso di dimostrare che, bloccando l'azione di questo gene, aumenta il numero di cellule che smettono di proliferare e migrare. "Anche se esiste già un farmaco capace di bloccare ERK5 e fermare la crescita del tumore nel modello animale, è ancora presto per parlare di cura, ma i dati aprono nuove vie per il trattamento del tumore del fegato" conclude Marra.

Fonte: Gut

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Geni sani diventano complici

Anche geni "sani" (non mutati), impegnati nelle loro normali funzioni, possono contribuire allo sviluppo di un tumore. È quello che accade nei tumori intestinali con PRC1. Uno studio condotto dall'équipe di Diego pasini dell'IEO di Milano e pubblicato su Cell Stem Cell ha mostrato che l'attività di PRC1 non è soltanto fondamentale per il funzionamento delle cellule staminali dell'intestino ma, in presenza di mutazioni a carico di altri geni, può promuovere lo sviluppo tumorale. I geni mantenuti spenti da PRC1, hanno scoperto, se attivati potrebbero bloccare una via molecolare coinvolta nell'insorgenza della gran parte dei tumori del colon-retto. "Da un lato questo illustra quanto possa essere complessa la biologia dei tumori" commenta Pasini. "Dall'altro, però, indica anche una possibile strada terapeutica". Si tratta di trovare il modo di attivare i geni tenuti spenti da PRC1, perché a loro volta blocchino la via responsabile della crescita tumorale.

Fonte: Cell Stem Cell

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Una barriera protettiva

La rivista Nature Communications ha pubblicato uno studio che ha portato all'identificazione di una molecola fondamentale per la crescita del tumore del pancreas. La ricerca è stata coordinata da Maria Caterina Turco, dell'Università di Salerno, e Vincenzo De Laurenzi, dell'Università di Chieti e Pescara, che hanno indirizzato i propri sforzi sulla proteina BAG3, presente in concentrazioni più elevate nelle cellule di tumori duttali del pancreas (la tipologia più diffusa) rispetto alle cellule pancreatiche non tumorali. "I risultati confermano ancora una volta l'importanza del microambiente attorno al tumore e del dialogo che il cancro ha con le cellule che lo circondano" spiegano i ricercatori finanziati da AIRC, sottolineando che BAG3 è un prodotto proprio del microambiente tumorale dove si lega a cellule del sistema immunitario, favorendo la crescita e la migrazione del tumore. Inattivando tale legame grazie ad anticorpi costruiti ad hoc si blocca o si riduce la massa e la formazione di metastasi. Gli studi stanno ora proseguendo verso la sperimentazione clinica nell'uomo.

Fonte: Nature Communications

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Ultimo aggiornamento mercoledì 16 marzo 2016.

Redazione

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