L’helicobacter pylori è nemico o alleato?

L'infezione nella maggior parte dei casi non provoca sintomi e passa inosservata. In diverse parti dello stomaco però può favorire o, viceversa, ostacolare lo sviluppo dei tumori.

Helicobacter pylori è un batterio che si trova molto comunemente nello stomaco e che viene difficilmente raggiunto e attaccato dalle cellule del sistema immunitario. Sopravvive nell'ambiente gastrico, che è molto acido, grazie a un enzima, l'ureasi, che fa aumentare il pH circostante. Inoltre la particolare conformazione a elica, da cui prende il nome, gli consente di penetrare lo strato mucoso più esterno e di ancorarsi a quello che ricopre la parete interna dello stomaco, dove l'acidità è inferiore.

Helicobacter pylori: un capitolo interessante nella storia della medicina

Il batterio si trova generalmente nello stomaco di due persone su tre, eppure la sua presenza è stata notata solo negli anni Ottanta. Prima di allora si riteneva che l'ambiente dello stomaco fosse troppo acido perché potessero sopravvivere dei germi. Ma Helicobacter ha trovato il modo di sopravvivere in quest’organo, riducendo l'acidità presente nello stomaco ed eludendo la risposta immunitaria dell’ospite.

Quando Helicobacter pylori fu individuato in tessuti gastrici provenienti da interventi chirurgici o da gastroscopie, si pensò si trattasse di un errore o una contaminazione. Solo i ricercatori australiani Barry Marshall e Robin Warren presero in considerazione l’ipotesi che questo batterio si trovasse effettivamente nell’apparato gastrico e approfondirono gli studi. Lo battezzarono Helicobacter pylori per la sua forma a spirale e per la sede preferita: il piloro, il punto di passaggio dallo stomaco all'intestino.

Tuttavia il ruolo del batterio nello sviluppo dell'ulcera gastrica rimaneva elusivo e controverso, e non molti medici erano disposti a credervi. Così Marshall, frustrato dall’incredulità della maggior parte dei colleghi, si infettò bevendo il brodo di una coltura batterica, quindi si ammalò di gastrite, isolò il batterio dalla sua ulcera e guarì con una banale terapia antibiotica. La sua tenacia fu ricompensata nel 2005 con il premio Nobel per la medicina o la fisiologia. Restava da dimostrare il legame tra l'ulcera, provocata dal batterio, e il cancro. Il ruolo di Helicobacter pylori nello sviluppo dei tumori dello stomaco fu stabilito nel 1994, quando l'International Agency for Research on Cancer (IARC) lo incluse tra gli agenti cancerogeni. Studi successivi hanno messo in luce che l'infezione da un lato favorisce lo sviluppo del tumore del fondo dello stomaco, dall'altro protegge da quello che si può sviluppare a livello del cardias.

Stomaco ed Helicobacter pylori: una relazione complicata

Dati dell’Istituto superiore di sanità stimano che Helicobacter pylori sia presente nello stomaco di circa 25 milioni di italiani, ma nella maggior parte degli individui l’infezione non provoca sintomi. In alcuni casi può manifestarsi una sintomatologia costituita principalmente da bruciore e dolore addominale, e a volte anche da nausea, vomito e gonfiore. L’infezione con Helicobacter pylori può portare allo sviluppo di ulcere gastriche o duodenali, per le quali il batterio è ritenuto responsabile nell’80-90 per cento dei casi. Inoltre a lungo termine l’infezione può favorire lo sviluppo di un tumore dello stomaco, aumentandone di 2-6 volte il rischio, o viceversa può proteggere contro questo tipo di cancro.

L'infezione cronica con Helicobacter pylori è un fattore di rischio per il tumore dello stomaco. A volte una cura antibiotica è in grado di eliminarlo. Tuttavia il batterio si trasmette facilmente, per esempio attraverso l'acqua e gli alimenti, soprattutto in condizioni igieniche scarse, per cui è possibile che l'infezione possa verificarsi di nuovo. Inoltre studi recenti hanno dimostrato che il batterio sembra favorire i tumori che si formano vicino al cardias, l'orifizio attraverso il quale l'esofago sbocca e s'immette nello stomaco, aumentandone di circa sei volte il rischio.

Per contro diversi studi suggeriscono che la presenza del batterio, proprio a livello del cardias, riduca il rischio che si formi un tumore in questa sede, invece che aumentarlo. L'effetto protettivo deriverebbe dalla capacità di Helicobacter di ridurre l'acidità dei succhi gastrici, cioè delle secrezioni prodotte dallo stomaco. In tal modo queste diventerebbero meno irritanti per le pareti, riducendo gli stimoli nocivi ripetuti che scatenano lo sviluppo di un tumore.

Lo stesso fenomeno provocherebbe una riduzione del rischio di adenocarcinoma dell'esofago nelle persone cronicamente infette.

Anche l'andamento del numero di casi di tumore allo stomaco nel mondo confermerebbe il duplice e opposto ruolo del batterio. Globalmente, infatti, la frequenza di questo tipo di cancro si sta riducendo, ma con differenze tra le due principali forme della malattia. Da un lato diminuiscono i casi di cancro non riguardanti il cardias, soprattutto nelle nazioni economicamente avanzate, forse anche grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e alimentari, all'introduzione dei test per la ricerca dell'Helicobacter pylori e della terapia antibiotica; dall'altro aumentano i tumori localizzati al cardias e gli adenocarcinomi esofagei, contro i quali il batterio costituiva probabilmente una sorta di protezione.

Helicobacter e cancro

Sebbene nella maggior parte delle persone la presenza del batterio nello stomaco non provochi conseguenze, in alcuni può portare alla formazione dell'ulcera e aumentare il rischio che questa degeneri e si sviluppi un tumore. L'infezione è stata poi chiamata in causa anche per altre forme di cancro, come quello del pancreas e per il linfoma MALT, una rara forma di tumore che colpisce le cellule del sistema immunitario e interessa la parete dello stomaco, ma anche per malattie di altra natura.

Il possibile meccanismo con cui il batterio provoca il cancro sembra essere legato principalmente a una tossina, chiamata in sigla CagA. Questa sostanza liberata dal batterio provoca nel tempo uno stato cronico di infiammazione delle cellule della parete gastrica. A lungo termine ciò può favorire lo sviluppo di mutazioni genetiche da cui origina il cancro. Non tutti i ceppi di Helicobacter pylori producono la tossina CagA. Tuttavia l'associazione con il cancro dello stomaco è più forte per i ceppi in cui essa è presente. L'infezione da Helicobacter pylori è considerata un importante fattore di rischio per lo sviluppo di cancro dello stomaco, ma l'associazione tra la presenza del batterio e lo sviluppo della malattia è complessa e dipende da altri fattori, tra cui la parte dello stomaco considerata.

Anche altri fattori di rischio per il tumore dello stomaco non sono da trascurare, soprattutto quelli che si possono evitare o ridurre modificando le abitudini. Come per altre forme di tumore è prima di tutto fondamentale non fumare. Nella scelta dei cibi poi va evitato il consumo eccessivo di sale, salumi e carni affumicate e privilegiato quello di frutta e verdura.

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  • Autori:

    Agenzia Zadig

  • Data di pubblicazione:

    13 dicembre 2019