Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2026
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Aprire le finestre dopo aver fumato in uno spazio chiuso o consumare sigarette elettroniche non basta per limitare i danni del fumo di seconda e terza mano. Preoccuparsi di prevenire è importante soprattutto per la salute di bambini e adolescenti.
Spesso quando si parla dei danni del fumo sulla salute ci si focalizza sull’aumento delle probabilità di sviluppare tumori e problemi cardiovascolari per chi fuma in prima persona. Allo stesso tipo di rischi, però, sono esposti anche coloro che non fumano ma si trovano nelle vicinanze di chi lo fa. Spesso si tratta di parenti, colleghi o animali domestici, che vengono in contatto con il fumo passivo in luoghi percepiti come sicuri, come la casa e l’ufficio. Con il fumo passivo cresce di circa il 20-30% la probabilità di sviluppare un tumore al polmone e diverse malattie cardiovascolari, oltre a una serie di altre patologie, anche oncologiche.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il fumo passivo causa ogni anno circa 1,6 milioni di morti nel mondo. Quando qualcuno fuma una sigaretta tradizionale o elettronica rilascia infatti nell’ambiente circostante migliaia di sostanze e molte di queste sono dannose per la salute. Il fumo di seconda mano è rilasciato dalla combustione della sigaretta accesa e dall’esalazione della persona che fuma. Il fumo di terza mano deriva invece dal deposito di nicotina e altre sostanze su oggetti, come mobili, vestiti e tende, e può essere assimilato per ingestione, inalazione e contatto con la pelle.
Le conseguenze del fumo passivo si possono verificare sia nel breve sia nel lungo periodo. Almeno una quarantina delle sostanze presenti nel fumo di tabacco è associata allo sviluppo di tumori. Sono molto diverse tra loro, per cui espongono a una varietà di possibili effetti collaterali. Molecole come il monossido di carbonio ostacolano la capacità delle cellule del sangue di trasportare ossigeno ai vari organi e al cervello, aumentando il rischio di infarto e altri problemi cardiovascolari. Invece, composti come il benzene, l’arsenico e il berillio possono danneggiare le mucose di naso, bocca e occhi, compromettendo, tra le altre cose, la loro importante funzione protettiva per l’organismo da agenti esterni. Di conseguenza, queste parti del corpo, insieme alle vie aeree, tendono a infiammarsi e irritarsi. Per questo il fumo passivo porta a sviluppare bronchiti, polmoniti e asma o ad aggravare queste patologie quando sono già presenti.
Una prolungata esposizione al fumo passivo può anche predisporre a patologie croniche. Le sostanze tossiche e l’infiammazione cronica causano danni ripetuti al DNA e alterazioni dell’attività del sistema immunitario, che nell’insieme promuovono lo sviluppo di tumori. Il principale è quello del polmone, ma ve ne sono molti altri, tra cui quello del seno. Lo hanno mostrato, per esempio, i risultati di uno studio condotto da Silvano Gallus e Alessandra Lugo con il sostegno di AIRC. Il rischio di sviluppare un tumore alla mammella aumenta di quasi il 25% per una donna che è esposta al fumo passivo rispetto a quelle che non lo sono.
Le misure strutturali rimangono le più efficaci per prevenire i danni per la salute del fumo passivo. Ne è una dimostrazione la legge Sirchia, che dal 2005 vieta di consumare sigarette in qualunque spazio chiuso aperto al pubblico in Italia. Grazie anche a questa norma, negli ultimi anni sono diminuite le persone esposte a questi rischi nel nostro Paese, ma non si sono ridotti allo stesso modo i decessi. Uno dei motivi potrebbe essere legato all’invecchiamento della popolazione e alla maggiore vulnerabilità delle persone anziane. La questione rimane comunque seria, dal momento che circa una persona su 4 fuma e una su 6 è esposta al fumo passivo. Il problema è sentito a livello europeo, per questo è in corso Joint Action Safe, un programma co-finanziato dall’Unione europea che unisce 60 istituzioni in 23 Paesi europei con l’obiettivo di aiutare i Paesi membri, compreso il nostro, a creare ambienti sempre più liberi dal fumo.
A livello individuale il modo migliore per evitare di esporre le altre persone ai rischi del fumo passivo è smettere di fumare, dal momento che non esiste un modo sicuro per evitare l’esposizione di chi è vicino. Tuttavia, prendere questa decisione e mantenerla è spesso complesso: il tabagismo è una dipendenza, e smettere non dipende soltanto dalla propria buona volontà (leggi qui se non sai da dove iniziare). Per chi si trova in questa situazione, o conosce qualcuno che fuma e vuole limitare il più possibile i danni per sé e le persone vicino, possono tornare utili alcune raccomandazioni.
Anche se può sembrare scontato, la casa è il primo luogo dove bambini e adulti vengono in contatto con il fumo passivo, insieme all’ufficio e all’auto. Il rimedio migliore per ridurre i rischi è evitare del tutto di fumare in spazi chiusi, perché le sostanze rilasciate sono persistenti e si spostano.
Non è sufficiente arieggiare dopo aver fumato o usare purificatori d’aria, così come non basta assicurarsi di essere da soli in casa mentre si fuma. Le sostanze emesse con il fumo possono passare attraverso i corridoi, le scale e i sistemi di ventilazione. Fumare al chiuso in un appartamento potrebbe quindi contaminare anche le altre abitazioni in un condominio.
I danni del fumo passivo sono più gravi per bambini e adolescenti, perché possono influenzare anche la loro crescita. Oltre a predisporre a effetti avversi come bronchiti, asma e patologie croniche, una regolare esposizione al fumo passivo quando si è giovani e infanti aumenta le probabilità di fumare da adulti con tutti i rischi diretti annessi. L’abitudine al fumo è infatti anche una conseguenza dei comportamenti osservati nell’ambiente familiare, delle condizioni culturali ed economiche in cui si vive, e probabilmente anche di fattori genetici. Per esempio, vedere i genitori fumare con regolarità può abituare i figli a tale abitudine e facilitarne l’acquisizione.
Il fumo può rimanere per ore in una stanza dopo aver fumato e poi depositarsi sugli oggetti. I bambini, che spesso tastano gli oggetti e portano le mani in contatto con la bocca, rischiano sia di inalare sia di ingerire le sostanze dannose. A rischi simili sono soggetti anche gli animali domestici, come cani e gatti, che trascorrono molto tempo sul pavimento e sui tappeti, su cui si deposita gran parte delle particelle del fumo.
Consumare sigarette durante la gravidanza può compromettere ancora di più la salute del nascituro nel lungo periodo. In questi casi cresce il rischio che nasca un bambino sottopeso, con complicazioni di salute e aumenta la probabilità di morte in culla. La responsabilità non ricade soltanto sulla donna incinta, ma anche su chiunque fumi accanto a lei.
Il fumo passivo può peggiorare le condizioni di salute di persone già fragili, come coloro che seguono trattamenti oncologici. Uno studio condotto in animali di laboratorio con un tumore testa-collo ha dimostrato che una regolare esposizione al fumo potrebbe ridurre l’efficacia della chemioterapia.
La percezione delle sigarette elettroniche come meno dannose dei prodotti a combustione può portare a consumarle per tempi prolungati, in spazi chiusi e in presenza di bambini. Tuttavia, i dati disponibili mostrano che anche l’aerosol rilasciato dalle sigarette elettroniche comporta un rischio per la salute. Il vapore contiene infatti sostanze dannose come alcuni metalli pesanti, che predispongono all’insorgenza di problemi respiratori e asma o ne aggravano i sintomi. Anche il fumo prodotto dalle sigarette a tabacco riscaldato è pericoloso per la salute, perché contiene metalli e altre sostanze di nuova introduzione, di cui non si conoscono ancora gli effetti. Per stimare con precisione quanto questi prodotti e le sigarette elettroniche favoriscano lo sviluppo di patologie croniche, come i tumori, bisognerà aspettare i risultati dei lunghi studi epidemiologici necessari per queste valutazioni.
Il fumo passivo, o fumo di seconda mano, è quello inalato da chi non fuma a causa del rilascio di sostanze dalla combustione della sigaretta accesa. L’esposizione al fumo passivo aumenta di circa il 20-30% la probabilità di sviluppare un tumore al polmone e diverse malattie cardiovascolari. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, tra le persone non fumatrici il fumo passivo causa ogni anno circa 1,6 milioni di morti nel mondo.
L’esposizione al fumo passivo può causare infiammazione e irritazione delle vie aeree, del naso, della bocca e degli occhi. Tra le patologie associate vi sono bronchiti, polmoniti e asma, che il fumo passivo può sia provocare sia aggravare quando già presenti. Nel lungo periodo, una prolungata esposizione può predisporre a patologie croniche, inclusi i tumori, in particolare quello del polmone, ma anche altri.
Sì. I danni del fumo passivo sono più gravi per bambini e adolescenti perché possono influenzarne la crescita. Oltre a predisporre a bronchiti, asma e patologie croniche, una regolare esposizione al fumo passivo in giovane età aumenta le probabilità che da adulti diventino fumatori. I bambini rischiano inoltre di inalare o ingerire le sostanze dannose depositate su oggetti e superfici, poiché spesso toccano gli oggetti e portano le mani alla bocca.
Sì. Fumare durante la gravidanza, o essere esposte al fumo passivo, può compromettere la salute del nascituro nel lungo periodo. I rischi includono la nascita di un bambino sottopeso, complicazioni di salute e un aumento della probabilità di morte in culla. La responsabilità non ricade soltanto sulla donna incinta, ma anche su chiunque fumi accanto a lei.
Il modo più efficace per proteggere chi vive in casa è evitare del tutto di fumare in spazi chiusi. Arieggiare dopo aver fumato o usare purificatori d’aria non è sufficiente, perché le sostanze rilasciate sono persistenti e si spostano attraverso corridoi, scale e sistemi di ventilazione. Fumare al chiuso in un appartamento può quindi contaminare anche le altre abitazioni in un condominio.
No. I dati disponibili mostrano che anche l’aerosol rilasciato dalle sigarette elettroniche comporta un rischio per la salute: il vapore contiene sostanze dannose come alcuni metalli pesanti, che predispongono all'insorgenza di problemi respiratori e asma o ne aggravano i sintomi. Anche il fumo delle sigarette a tabacco riscaldato può essere dannoso, perché contiene metalli e altre sostanze di nuova introduzione di cui non si conoscono ancora gli effetti.
Camilla Fiz