Perché smettere di fumare?

La parola all'esperto

Ugo Pastorino, dell'Istituto nazionale tumori, spiega che smettere di fumare, in qualsiasi momento della vita, riduce del 30-40% il rischio di morire per cancro del polmone e per tutte le altre cause.

 

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Ci sono tanti buoni motivi per smettere di fumare: ciascuno può trovare le motivazioni che nel proprio caso trova più convincenti per prendere la giusta decisione e tenervi fede.

Per la propria salute

La ragione più importante per smettere di fumare è certamente quella di preservare la propria salute. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, infatti, il fumo di sigaretta è la più importante causa di morte evitabile nella nostra società : gli si può attribuire la maggioranza dei casi di tumore al polmone, alla gola (o al cavo orale), e inoltre aumenta il rischio di cancro al seno, alla vescica, all'intestino e ad altri organi. Le sostanze cancerogene contenute nelle esalazioni del tabacco, infatti, attraverso il circolo sanguigno, possono raggiungere anche organi molto lontani dalle vie aeree. Il colon è uno di questi, come è stato accertato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). 

tumori di faringe e laringe, così come quelli della bocca e delle vie aeree inferiori, si sviluppano per contatto diretto con le sostanze cancerogene contenute nel fumo di sigaretta. Per l'esofago, l'esposizione è meno diretta e continua, ma per la sua posizione, in continuità con la gola, si può immaginare che l'aumento del rischio di tumore tra i fumatori dipenda anche in questo caso da un contatto diretto con il materiale inspirato. In entrambi i casi, al fumo si associa spesso un abuso di bevande alcoliche, il cui ruolo è invece sospettato, ma non confermato per il tumore del pancreas.

Questa malattia è quasi tre volte più frequente tra i fumatori rispetto ai non fumatori, sebbene il pancreas, a differenza degli organi appartenenti o adiacenti alle vie aeree, non venga mai a contatto diretto con le esalazioni del fumo. A provocarla sono probabilmente mutazioni del DNA, alcune delle quali già identificate, che con l'andare del tempo favoriscono lo sviluppo del cancro.

In molti altri organi, invece, il fumo non fa male solo per le sostanze cancerogene che contiene, ma anche perché danneggia in maniera diretta e grave i vasi sanguigni, favorendo i processi di aterosclerosi che possono portare all'infarto o all'ictus. Lo stesso fenomeno può anche compromettere l'afflusso di sangue agli arti o alle strutture spugnose del pene, dette corpi cavernosi, che dilatandosi ne determinano l'erezione.

Sui polmoni, oltre a favorire la formazione di tumori, il fumo altera inoltre il movimento delle ciglia che tengono pulite le vie aeree e favorisce la distruzione delle pareti degli alveoli polmonari in cui avviene lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica, rappresentando così, in alcuni casi insieme ad una possibile predisposizione genetica di cui potenzia l'effetto, la più importante causa di enfisema. 

I danni del fumo sulla salute non si limitano quindi al campo oncologico. Fumare favorisce l'insorgenza di patologie del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni: tutte malattie che oltre ad accorciare potenzialmente la durata della vita ne compromettono la qualità, talvolta creando situazioni di grave invalidità.

Per la salute di chi ci sta vicino

Quando una persona fuma, chi gli sta intorno è costretto a inalare 4.500 sostanze chimiche, di cui più di 60 cancerogene. Una di queste è il benzene, che favorisce l'insorgenza di leucemie. L'effetto dell'insieme di queste sostanze fa sì che le persone esposte abitualmente al fumo passivo abbiano un rischio di cancro e malattie cardiache superiore alla media: si calcola infatti che i non fumatori che vivono o lavorano a fianco di un fumatore, che non si allontana quando accende la sigaretta, hanno il 25% di probabilità in più di ammalarsi di tumore al polmone o di malattie del cuore rispetto a chi non è esposto al fumo passivo.

I danni sono ancora maggiori per i piccoli: i bambini esposti al fumo passivo corrono un rischio superiore ai loro coetanei di andare incontro a bronchiti, polmoniti, attacchi di asma, otiti e meningiti. Per i neonati, poi, aumenta il pericolo di morte in culla.

In totale, si calcola che 19.000 europei non fumatori muoiano per effetto dell'esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.

Per risparmiare

Sigari, sigarette e pipe fanno male al portafoglio oltre che al corpo. Ancor più in tempi di crisi vale la pena soffermarsi su quanto costa questa cattiva abitudine e su quanto, di conseguenza, si potrebbe risparmiare abbandonandola.

Calcola quanto ti rimarrebbe in tasca ogni settimana, mese, anno, o nel lungo periodo se smettessi oggi. E pensa con quale regalo potresti premiarti!

Per sentirsi psicologicamente liberi

Il fumo è una dipendenza come quella da altre sostanze e il fatto che sia socialmente più accettata non cambia l'effetto psicologico che provoca in chi la vive.

Molte persone sono riuscite a smettere di fumare quando si sono rese conto del senso di schiavitù che il tabacco provocava in loro: l'ansia di restare senza sigarette o la necessità di dover uscire di casa alle ore più impensate, magari sotto la pioggia, per procurarsene un pacchetto; il bisogno di interrompere un lavoro, un discorso o un'attività interessante per uscire a fumare, o essere semplicemente distratti da questo pensiero; insomma, la consapevolezza di non essere liberi.

Per migliorare il proprio aspetto

Un forte fumatore si riconosce anche da segni esteriori non certo gradevoli: denti gialli e alito cattivo, macchie di nicotina sulle dita, pelle spenta. Anche gli abiti sono spesso impregnati di un odore che può dare molto fastidio.

Smettere di fumare può regalare quindi un migliore aspetto, migliorando così sia il confronto con lo specchio che la propria vita di relazione.

Per sentirsi più accettati socialmente

Fino a qualche anno fa una forte spinta a fumare, soprattutto tra i giovani, era l'idea che il gesto di tenere la sigaretta tra le dita contribuisse a dare un'immagine di forza e sicurezza di sé. Negli ultimi anni il diffondersi di nuovi modelli estetici, più consapevoli e salutistici, ha smontato e invertito questo pregiudizio culturale per cui, a partire soprattutto dagli Stati Uniti, si è anzi osservato un fenomeno opposto, che tende a stigmatizzare i fumatori.

Essere liberi dalla dipendenza del tabacco consente quindi di trovarsi a proprio agio in qualunque ambiente sociale, di riuscire meglio nelle attività sportive, di non subire discriminazioni sul lavoro: tra i fattori che pesano a favore o contro un'assunzione può infatti entrare in gioco anche questo.

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Ultimo aggiornamento martedì 26 gennaio 2016.

Autore: Agenzia Zadig

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