Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2026

La maggiore accessibilità in Italia di un farmaco per smettere di fumare aiuterà a prevenire molti casi di tumore del polmone.
A dicembre 2025 l’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità della citisina, un farmaco utilizzato per aiutare a smettere di fumare. Se finora il costo del medicinale era interamente a carico dei pazienti, d’ora in avanti verrà coperto dal Servizio sanitario nazionale per tutti i fumatori maggiorenni che accedono ai centri antifumo, previa prescrizione medica e all’interno di un percorso strutturato e monitorato da personale specializzato.
La rimborsabilità riguarda esclusivamente il primo ciclo di trattamento, che dura 25 giorni, per un totale di 100 compresse, ed è dedicato a chi ha usufruito di una terapia di counseling e non ha già utilizzato il farmaco in precedenza. Inoltre, esistono condizioni cliniche per cui la citisina non è indicata e non può essere prescritta, come l’insufficienza renale.
La citisina non è un farmaco nuovo: è disponibile in Italia dal 2015 e viene già utilizzato in diversi centri per smettere di fumare. L’efficacia è notevole, come è emerso da uno studio indipendente di farmacologi dell’Università “La Sapienza” di Roma, pubblicati nel 2025 sulla European Review for Medical and Pharmacological Sciences: circa il 73% dei pazienti che ha seguito correttamente la terapia ha smesso di fumare.
Il meccanismo d’azione della citisina è mirato: si lega agli stessi recettori della nicotina, attivandoli, ma in modo meno intenso rispetto alla nicotina stessa. Così, contribuisce a ridurre il desiderio di fumare, dando risultati già nei primi 5 giorni, e ad attenuare i sintomi dell’astinenza, come irritabilità, ansia e disturbi del sonno, spesso alla base delle ricadute. Inoltre, il farmaco è anche tollerabile.
Le novità riguardano sia la formulazione del medicinale sia lo schema terapeutico. Per quanto riguarda la formulazione, si passa da una preparazione galenica, cioè prodotta dal farmacista su ricetta medica e con un costo di circa 45-50 euro per un mese di somministrazione, a una formulazione industriale. Un cambiamento che potrebbe ampliare in modo significativo l’accesso alla terapia.
La seconda riguarda la durata e le modalità di assunzione. Si passa da uno schema di circa 40 giorni a un ciclo di 25 giorni, con una confezione da 100 compresse. Nella nuova formulazione il dosaggio aumenta progressivamente nel corso dei giorni, permettendo di monitorare eventuali effetti collaterali e facilitando una cessazione graduale del fumo entro circa 2 settimane. Al termine dei 25 giorni rimborsati, il paziente può decidere di proseguire acquistando una seconda confezione a proprie spese.
Il rimborso della citisina rappresenta un passo avanti, ma non modifica radicalmente l’approccio alla cessazione del fumo. La platea dei pazienti che accedono ai centri antifumo resta infatti limitata rispetto alla popolazione fumatrice complessiva. E la lotta al fumo passa anzitutto per la prevenzione.
Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde in media un giorno di vita, come aveva spiegato a gennaio 2026 Francesco Perrone, oncologo e Presidente della Fondazione AIOM, al lancio della campagna 5eurocontroilfumo.it. L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme per portare in Parlamento una proposta di legge per aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Frutto di una collaborazione tra l’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), Fondazione AIOM, Fondazione AIRC e Fondazione Umberto Veronesi, l’iniziativa potrebbe ridurre i consumi di tabacco del 37% circa, contribuendo a diminuire il numero di fumatori e destinando le risorse al Servizio sanitario nazionale.
Secondo le analisi di AIOM, il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico: il 27% di tutti i tumori è attribuibile al tabagismo (addirittura il 90% di quelli del polmone), che causa 43.000 morti oncologiche ogni anno in Italia (su 93.000 complessive). Inoltre, i costi diretti e indiretti associati raggiungono i 26 miliardi di euro.
Aderisci alla campagna 5eurocontroilfumo firmando sulla piattaforma del Ministero della giustizia con SPID, carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi.
Cristina Da Rold